ANCORA SULLA PRASSI EVERSIVA DI MATTARELLA

SERGIO-MATTARELLATra i commenti al mio articolo di giorni scorsi con il quale rilevavo il carattere eversivo         della procedura usata da Mattarella (e da lui lasciata usare) per la formazione del nuovo Governo ve ne sono stati alcuni che, in sostanza, esprimevano dissenso rispetto ad un immaginario mio rimprovero al Presidente della Repubblica per aver dato incarico (ma lo ha dato o lo ha richiesto?) al duo Salvini-Di Maio.

Uno dei commentatori (mi scuso di non citarne il nome, non avendo più sottomano il testo del commento) si meraviglia che io parli di “eversione dell’ordine costituzionale” di fronte ad una maggioranza del 55% alle “forze” incaricate.

C’è al solito, la tendenza a prendersela con opinioni ben diverse da quelle che si dicono di commentare.

E’ chiaro ed era chiaro, anzi, chiarissimo, che nessun rilievo ho espresso nei confronti dell’operato del Presidente in ordine all’indirizzo della scelta. L’eversione non si realizza solo capovolgendo la realtà dei rapporti di forza espressi dagli elettori.

Al contrario. Sono in genere quelle forze che al momento godono di consensi anche rilevanti a forzare le regole per trasformare il proprio ruolo ed impedire che venga meno il favore della pubblica opinione in una eventuale, diversa situazione, in cui, magari, l’opinione pubblica e la sua maggioranza e quella Parlamentare contino di meno e perdano rilievo.

Le regole, i limiti, le garanzie servono ad impedire abusi e distorsioni delle maggioranze.

Non credevo di aver bisogno di ripetermi (ma forse il bisogno è dei lettori: quello di essere attenti e di non travisare lo scritto).

Avesse pure coinvolto il 75% dei Parlamentari e dell’opinione pubblica che li ha eletti, la procedura consentita da Mattarella, oltre ad essere bislacca ed irrazionale, è in aperto contrasto sia col dettato delle norme costituzionali sia con quella prassi oramai consolidata e, come tale, è eversiva. E tale da arrecare danno oggi (con un Presidente del Consiglio bamboccio, esecutore di un patto privato le cui baggianate peseranno sconciamente sulla condotta del Governo), di cui è responsabile il bamboccio e non i giurinconsulti del “contratto”.

Detto questo è inutile che aggiunga che il silenzio colpevole di quanti avrebbero dovuto insorgere contro questa sceneggiata produrrà guai che si aggiungono agli altri e che segneranno la vita italiana per i prossimi dieci (almeno) anni.

E, magari, non è finita nemmeno la singolarità eversiva della “prassi”.

Se questa è una Repubblica!!!

Mauro Mellini

 

 

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