Vincono i Telefonobici talebani

Sondaggione di Melog di Gianluca Nicoletti Giovedì 19 Aprile 2018 a Radio 24

MELOG_Kulta_RGB_19-04-2018Un hotel tedesco, vicino a Stoccarda, ha deciso di proibire ai suoi clienti l’uso del cellulare e dei computer portatili in tutti gli spazi comuni e consentendone l’uso solo nelle camere private.

Del resto questa richiesta mette nero su bianco una regola che per tutti sarebbe segno di buona educazione. Non infastidire i nostri vicini di viaggio, di lavoro, di tavola, con la nostra voce, le nostre telefonate in cui facciamo spesso inconsapevole o consapevole esibizione del nostro ego.

L’albergo sostiene che da quando ha instaurato questo divieto e la notizia che ne è stata data ha aumentato notevolmente le prenotazioni.

Giriamo la questione ai nostri ascoltatori per sapere quanto sono disposti ad accettare una regola che limita l’uso dei telefonini quando si è in un albergo, al ristorante, in autobus e in tutte le circostanze in cui potrebbe risultare fastidioso.

Queste sono le tre categorie rappresentative di tre possibili posizioni sul tema:

1-Telefonofobici talebani 61%. Non se ne può più di sentire gente che urla al telefono, è ora di vietarlo e multare chi non rispetta la quiete altrui.

2-Vibrazionisti bassavocisti 28%. Giusto introdurre una regola e una multa solo per chi esagera con suonerie oscene a tutto volume. Niente divieti per chi invece parla a bassa voce e usa la vibrazione.

3-Anarco suoneristi urlatori 11%. Basta con questa ipocrisia Parlare al telefono è un diritto di tutti, anche se c’è uno sconosciuto accanto.

L’esercito dei “Telefonobici talebani (61%) ” ha primeggiato con il suo desiderio di sanzioni severe, prevalendo in grande misura sulle altre posizioni. E’ chiaro che gli Italiani pur essendo in vetta ai consumi di smartphone rispetto il resto del mondo, non si rendono conto dell’uso molesto che ne fanno. Più sommessa la posizione “mediatrice” dei Vibrazionisti bassavocisti (28%) costituita da quelli che pensano a soluzioni tecnologiche per attenuare la carenza di buone maniere. C’è chi ha proposto cuffie a riduzione attiva del rumore, o addirittura una app che legga il labiale e lo codifichi come segnale vocale per l’interlocutore remoto, permettendo di mimare la telefonata invece di parlare. In minima percentuale gli Anarco suoneristi urlatori (11%) hanno ammesso di poter essere fastidiosi, ma rivendicando un mutamento drastico del costume che si assesterà con il tempo.

Qualcuno ha notato che nei treni e autobus non c’è più il cartello “vietato sputare” perché ci siamo evoluti nel comportamento sociale, accadrà quindi anche per le nostre abitudini telefoniche in pubblico.

La sintesi del sondaggio di Radio 24 può essere riassunta nella frase del conduttore di Melog, Gianluca Nicoletti: “Tutti bravi a lamentarsi delle telefonate degli altri.

Condividi sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA

*