La Legge 194 non si tocca!

Referendum-Aborto-1978-Roma-vota-Legge-194Repetita iuvant ! Però che fatica. Ho iniziato diversi articoli scrivendo « Non pensavo, nel 2016-17 e ora 18 di dover ritornare su battaglie vinte e stravinte » come quelle sulle libertà delle donne, del pari stipendio, del divorzio, dell’aborto… Niente da fare non si deve abbassare la guardia. Il nemico delle libertà individuali è sempre dietro l’angolo.

Nel 2015 la Spagna di Rajoy stava rimettendo in discussione il diritto all’aborto. Migliaia di donne sono scese in piazza, non solo lì ma anche in gran parte dei paesi europei a sostegno delle donne spagnole.

La Francia, durante il voto sul matrimonio gay ha visto non risorgere, ma tornare in superficie, movimenti ultra-cattolici come “Civitas”, nazional- cattolico e rigorosamente di estrema destra, che giravano per le strade con tanto di enorme croce di legno per giungere sino al Senato. Mancavano i bianchi cappucci. Nel frattempo si è creata la “Manif pour Tous”, sventolante bandierine con il disegno di mamma, papà e due bambini – un maschietto ed una femminuccia, contro il “Mariage pour Tous”. Ma la Manif pour Tous rappresentava tutti chi? Bigotti in famiglia con passeggini e palloncini timorosi del matrimonio gay. Bambini in passeggino con le bandierine… ma lasciateli all’asilo che si divertono di più e non strumentalizzateli.

Passato quello spavento scopro che il movimento “Les survivants”, ossia i sopravvissuti per chi non sapesse il francese. Ma magari non lo fossero… Il loro slogan inizia con “Siamo stati tutti feto…”. Il peggio è che sono giovani. I giovani del 2000. Per spaventarmi ancor di più ho scoperto che vanno in giro spiegando “che ogni bambino nato ha la sindrome del sopravvissuto”. Ma anche no! Oggi scopro che in Italia il movimento ProVita è riuscito a scatenare il putiferio con una campagna antiaborto rappresentata da un poster con un feto e tutte le indicazioni di come eravamo a 11 settimane. E meno male che l’hanno fatto togliere. Scopro anche che Marco Cappato, dell’Associazione Coscioni, della quale ho pubblicato tutti i comunicati per la campagna Eutanasia legale, ha condannato la rimozione del manifesto come “censura inqualificabile”. Ma la coerenza è un concetto desueto? La Legge 194 non si tocca!

In Francia, nel 1974, sotto gli insulti ma con vigore, Simone Veil riuscì a far passare la Leggere per l’interruzione volontaria della gravidanza. Madame Veil è mancata nel giugno 2017 e non ha mai smesso di battersi contro la discriminazione delle donne. Nel 2009 mi disse “Non bisogna mai smettere di battersi”. Che fatica, ma quanta ragione aveva.

Luisa Pace

 

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2 Responses to La Legge 194 non si tocca!

  1. Pingback: ProVita: “La censura non ci fermerà” - Notizie Pro Vita

  2. Anch’io sono rimasto colpito negativamente dall’opinione espressa da Cappato. Ma purtroppo è l’ennesima conferma che per i radicali il rispetto della “libertà” di dire qualsiasi cosa è più importante del buon senso dell’agire politico e della lotta per le giuste cause, come la difesa dell’identità femminile. Si spaccia per laicità e tolleranza la miopia del fermarsi ai contenitori senza contenuti. Con quel modo di ragionare, anche un manifesto nazista dovrebbe essere tollerato. Assurdo fare questioni di principio così drammaticamente svuotate di contenuti. Con conseguente danno al patrimonio comune di idee e battaglie, poi.

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