Che il Gendarme Arnaud Beltrame non sia morto invano

Arnaud Beltrame ha veramente agito da eroe prendendo l’iniziativa che gli è costata la vita. I negoziatori delle forze speciali lo sanno bene. Non si tratta con un terrorista islamico, si può solo cercare il dialogo per prendere tempo per organizzare l’operazione delle forze speciali. Un terrorista islamico è votato alla morte in nome di un sedicente Stato. Il gendarme lo sapeva sicuramente.

Oggi in Francia gli “opinionisti” si chiedono se il paese è di nuovo un target dell’Isis, come se la presa di Raqqa e le perdite del califfato in Siria avessero cancellato con un colpo di spugna i radicalizzati che girano per l’Europa, che si preparano molto meglio di quanto si creda. Lakdim era più preparato di quanto si diceva ieri. Altre armi sono state trovate nel supermercato. Già il fatto che abbia chiesto la liberazione del terrorista Abdeslam, unico sopravvissuto del massacro del 13 novembre 2015 a Parigi, doveva far pensare che non c’era speranza.

Arnaud Beltrame non c’è più per sua moglie, per la sua famiglia, per i suoi compagni d’armi, per gli amici.

Oggi, all’indomani della tragedia di Carcassone e di Trèbes i commentatori sembrano scoprire che le forze dell’ordine francesi sono nel mirino di questi folli. Si era capito dai tempi di Merah, che a Toulouse uccise dei militari prima di prendersela con dei bambini della scuola ebraica. Non dimentichiamo l’uccisione della coppia di poliziotti assassinati davanti agli occhi del loro bimbo di 3 anni, il poliziotto ucciso nel camioncino mentre mangiava un panino durante la pausa, la poliziotta uccisa da Coulibaly il giorno dell’operazione dei fratelli Kouachi contro Charlie Hebdo, i due terroristi che prima di salire alla redazione uccisero due poliziotti.

Vogliamo che il sacrificio di Arnaud Berltrame non sia stato vano? Vogliamo smettere di essere politicamente corretti e di gridare all’islamofobia dicendo che l’Islam non è questo? E’ vero, tanti sono i musulmani che non sposano le azioni dei terroristi ma anche loro sono in pericolo perché i “moderati” sono considerati apostati quindi possono essere uccisi.

Vogliamo davvero trovare spiegazioni a chi spara alle spalle alle forze dell’ordine – spesso criticate per fantasiose violenze da pseudopacifisti dopo una manifestazione? Vorrei ricordare che dopo l’attacco a Charlie Hebdo la popolazione andava ad abbracciare i poliziotti. Due settimane dopo venivano organizzate manifestazioni contro le violenze poliziesche. Che questi manifestanti provino ad andare in Venezuela, in Turchia, in Cina…la lista è lunga. Lì sì che la gente si fa massacrare per la propria libertà di espressione e di vita.

Ma ammettere che per un musulmano praticante la Sharia viene prima della Costituzione democratica del paese in cui vive, che l’antisemitismo esiste e cresce di giorno in giorno, che non stiamo prendendo abbastanza sul serio l’onda d’islamizzazione che spazza via ogni libertà da anni significa essere tacciati di “islamofobi”!

Luisa Pace

 

 

Condividi sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA

*