AL P.D. NON RESTA CHE DISTRUGGERE SE’ STESSO

scissione-pd-italicum-tormenti-minoranza-diasporaSi è compiuto un ciclo della storia. Di quella del nostro Paese in particolare. La Sinistra, che da noi ha, specie nel dopoguerra, avuto come obiettivo quello di sbarrare la strada e di distruggere un partito socialista di solida matrice liberaldemocratica, rimanendo stalinista anche dopo che Stalin era stato dannato e dimenticato anche in Russia, l’ipotetico ed equivoco “comunismo all’italiana”, erede, del populismo forcaiolo, antirisorgimentale di Padre Bresciani, ha realizzato il suo disegno politico.

L’alleanza con i “cattolici”, che, poi, è stata sempre e solo alleanza antiliberale antisocialista, espressione di un becero populismo da far scuola a Grillo, ha vinto la sua secolare battaglia distruggitrice. Contro la civiltà liberale, lo Stato di diritto, la civiltà delle istituzioni.

Il Movimento Cinque Stelle è la sedimentazione di questo sottoprodotto, il liquame di una Sinistra senza socialismo e, soprattutto, senza libertà.

La demonizzazione del liberalismo ha dato i suoi frutti velenosi. Il cattolicesimo “di Sinistra” ha rivelato l’antica anima populista o forcaiola.

Le etichette, i camuffamenti, sono caduti, la vera essenza dell’opera di demolizione della cultura liberale durata decenni ha rivendicato la sua identità e la sua vera essenza. Il P.D. è morto, dopo aver impersonato malauguratamente la Sinistra, aver tentato, forse prematuramente, la strada del “Partito della Nazione”. E’ morto perché ha vinto la sua secolare battaglia. Ci ha fatto toccare il fondo. Non ha più alcun significato, alcuna ragione di essere.

Quel che ne resta, potrà continuare ad ingombrare il Parlamento, le Amministrazioni. Ma non potrà che rappresentare il mondo culturale e politico per il quale ha battagliato e starnazzato in questi ultimi decenni.

Ci lascia, con il nodo politico e con l’eredità legittima e testamentaria al Grillismo ed alla cultura dell’incultura, con una struttura del potere già deformata, una oligarchia egemone di funzionari e soprattutto di magistrati, con la loro visione komeinista (senza il Corano) della società e del potere, con la ridicola tifoseria dell’analfabetismo ed il suo populismo.

Siamo arrivati al fondo del barile.

La catastrofe politico-culturale del Paese è spaventosa.

Che volete che conti la formula di governo che dovrà coprire questa discarica di rifiuti tossici della società e della politica?

Berlusconi, durante la campagna elettorale in un momento di politico abbandono al sentito dire di alti principi, “promise” la “rivoluzione liberale”. Il Governo del Centrodestra avrebbe dato all’Italia la rivoluzione liberale!

Commovente. Ma la rivoluzione liberale, la rivolta liberale, per essere più chiari, non ce la darà nessuno, tanto meno un governo, quale che ne sia la formula. Se non ce la facciamo da noi.

La rivolta liberale è ciò che tutti quelli che non hanno perso l’uso e la fede nella ragione possono e debbono farla. La Rivoluzione, la rivolta non ce la dà nessuno. Possiamo solo avere il coraggio, intanto, di volerla fare.

Mauro Mellini

 

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