La settimana de Il Falco e il Gabbiano

Glenn Miller

Glenn Miller

Il politico e rivoluzionario Nicola Bombacci, il compositore Glenn Miller, il calciatore Alfredo Di Stefano e la cantante Milly.

Ecco la programmazione de Il Falco e il Gabbiano, il programma di Enrico Ruggeri in onda dal lunedì al venerdì alle 15.00 su Radio 24

Sir John Falstaff è invece la protagonista della puntata di Sulle Ali di Carta

Romagnolo e socialista come l’amico Benito Mussolini, fervente leninista e fondatore del Partito Comunista d’Italia, poi mussoliniano durante la Repubblica di Salò e rivoluzionario fino all’ultimo istante della sua vita. È Nicola Bombacci, una delle figure politiche e umane più controverse della storia d’Italia del primo Novecento, ad aprire la settimana de Il Falco e il Gabbiano in onda dal lunedì al venerdì alle 15.00 su Radio 24. Enrico Ruggeri racconta la storia dell’uomo considerato da alcuni un traditore degli ideali comunisti, da altri un convertito al fascismo per comodo e da pochissimi quello che in realtà probabilmente era: un uomo libero e privo di preconcetti.

Martedì 16 gennaio Enrico Ruggeri ci riporta indietro negli anni ’20, quando le grandi orchestre invitavano gli americani a scatenarsi sulle note dello swing. E ci parla del sogno di un giovane ragazzo del Midwest deciso a poter avere anche lui un giorno la sua band. Questo ragazzo si chiama Glenn Miller, un trombonista che si trasforma piano piano in un ottimo arrangiatore e, col tempo, anche in un compositore. Da lui nascono brani indimenticabili come Moonlight Serenade, Chattanooga Choo Choo e In the Mood. Alla fine degli anni ’30 e all’inizio dei ’40 l’orchestra di Glenn Miller diventa la più famosa d’America, e i suoi brani riempiono la classifica delle canzoni più ascoltate. Un’ascesa che purtroppo s’interrompe quando il piccolo aereo sul quale sta viaggiando per raggiungere Parigi s’inabissa nel canale della Manica, colpito inavvertitamente dal fuoco amico di una pattuglia aerea inglese.

 “Sulle Ali di carta”, mercoledì 17 gennaio Enrico Ruggeri si sposta nell’Inghilterra degli inizi del XV secolo e ci racconta la storia di un uomo panciuto, egocentrico e pieno di sé che siede beato in un’osteria, sigillando con la ceralacca due lettere perfettamente identiche, indirizzate a due donne diverse. È Sir John Falstaff, che per divertimento e per denaro, certo del suo irresistibile fascino, si dichiara a due belle comari già sposate, Alice e Meg. È l’inizio di una lunga e spassosa vicenda, fatta di scherzi e fraintendimenti che si intrecciano, si rincorrono e si confondono l’uno con l’altro. Tutti progetteranno i loro giochi, tutti si divertiranno e tutti alla fine rimarranno gabbati, in un susseguirsi di incontri, giochi amorosi e travestimenti. Perché, come insegna il panciuto e arguto Sir Falstaff, alla fine tutto nel mondo è burla, e nessuno è quello che dice di essere.

Tornando a volare sulle ali de Il Falco e il Gabbiano, giovedì 18 gennaio Enrico Ruggeri racconta la storia di un bambino che dai Barrios di Buenos Aires arriva a giocare negli stadi di tutto il mondo. Un bambino partito inseguendo una palla di stracci e che diventa la punta di diamante di una squadra leggendaria che vince le prime cinque edizioni della Coppa dei Campioni. Lo chiamano “la saeta rubia”, il fulmine biondo, per via della sua capigliatura e della sua velocità in campo. Una macchina da gol che infiamma i cuori dei tifosi del Real Madrid ed entra nella storia come uno dei giocatori più forti di tutti i tempi: Alfredo Di Stefano.

A chiudere la settimana de Il Falco e il Gabbiano, venerdì 19 gennaio è la storia di un’artista che più di tutte ha saputo cogliere l’essenza di Milano e che ne ha impersonificato il carattere. Stiamo parlando di Carolina Mignone, più conosciuta come Milly, la grande interprete della musica d’autore e di quella popolare milanese. Un’artista capace di interpretare il cuore di una città come Milano, a partire dalle sue nebbie, dalle sue atmosfere notturne, dalla sua aristocratica semplicità. La sua figura piccola e scattante, sempre vestita di nero, indipendente, lavoratrice, disciplinata e responsabile l’hanno resa una pagina importante nella storia artistica di Milano e d’Italia.

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