L’Ucraina propone una missione dei caschi blu nel Dombas occupato

Map_of_the_DonbassAlla 72ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’Ucraina promuove una missione dei caschi blu nel Donbas occupato, a presentare la mozione a Palazzo di Vetro il Presidente Petro Poroshenko. Ucraina e Italia membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu 2017. La fiducia nell’attività di supporto dell’Italia per l’invio dei peacekeepers e l’avvio di un termine all’occupazione dei territori ucraini.

Parla l’Ambasciatore in Italia, Yevhen Perelygin.

Sarà il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, a presentare nei prossimi giorni alla 72ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York la richiesta di una missione dei caschi blu nel Donbas occupato.

Per l’Ucraina e l’Italia questa mozione assumerà un valore particolare, entrambi i paesi, nel corrente anno, sono membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’organo di competenza ONU per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. Sarà il Consiglio di Sicurezza a valutare la proposta ucraina per i Caschi Blu nel Donbas occupato dai russi, nonché di preparare le legal basis per l’eventuale missione di pace dell’ONU nell’est ucraino.

L’Ucraina crede fermamente nell’aiuto dei partner internazionali, tra cui l’Italia, sarà grazie a loro che nell’est ucraino potranno essere ristabilite la pace, la sicurezza e l’unità del nostro paese.

La leadership ucraina è dal 2015 che avanza la proposta di dislocare i Caschi blu con mandato internazionale nelle aree occupate dai militari russi, dove i militari e i civili ucraini vivono da troppo tempo sotto il fuoco nemico, dunque in una situazione in cui il cessate il fuoco non è rispettato dalla Russia, né da coloro che la sostengono. Solo una missione Onu, a questo punto, potrebbe ribaltare la drammatica attuale condizione dei territori occupati militarmente.

Ovviamente non siamo degli ingenui, e teniamo in conto i continui blocchi posti in essere dal 2015 ad oggi da parte della Russia a questa iniziativa. Sarà difficile convincere il Cremlino a seguire i principi fondamentali dell’ONU. Come abbiamo più volte affermato il Governo ucraino persegue esclusivamente le via politico-diplomatiche per la soluzione del conflitto e per la piena restituzione della sovranità dell’Ucraina.

In tale direzione, l’Ucraina comunica i cinque punti fondamentali affinché la missione dei peacekeepers nell’est Ucraina sia coronata da successo. In primis sosteniamo il dispiegamento di una missione di pace in tutto il territorio della regione del Donbas, che deve mirare ad un termine dell’occupazione russa, che non può legalizzare in alcun modo la presenza militarerussa, che deve garantire la pace duratura nel Donetsk e Luhansk e il pieno ripristino dell’integrità territoriale del nostro Paese; al secondo punto l’auspicabile e futura missione ONU deve comprendere l’area di confine russo-ucraino; in terzo luogo si devono soddisfare le linee guida e i principi ONU secondo i quali è esclusa nella missione qualsiasi partecipazione di rappresentanti del Paese aggressore o delle parti in conflitto; al quarto punto si specifica come nessun accordo possa essere preso con le milizie russe  riguardo i parametri della missione dei Caschi blu; nel quinto e ultimo, si chiede che l’eventuale e sperata missione non costituisca alcun motivo di revoca delle sanzioni internazionali esistenti contro la Russia.

Le sanzioni devono rimanere in vigore fino alla piena restaurazione della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza del nostro Paese attraverso l’attuazione degli accordi di Minsk.

Roma, 12 settembre 2017

L’Ambasciatore di Ucraina in Italia Yevhen Perelygin

 

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