Vita da metrò

metroNon più tardi di una settimana fa la stessa cosa stava per succede sulla metro che ho preso io.
E dato che io non prendo MAI la metro, sospetto, per la dinamica di questo incidente e del quasi incidente a cui ho assistito io, che sia lo standard.
Stazione Barberini, Metro A.
Sulla banchina, centinaia di persone, MOLTE di più di quelle che si vedono nel filmato.
Arriva la metro, aspettiamo con pazienza che scendano dei passeggeri, anche perché sarebbe stato impossibile salire, una volta scesi proviamo a salire ma immediatamente le porte si serrano senza pietà. Impossibile aprirle, famiglie divise a metà, persone che aspettano la metro da minuti che non riescono a partire.
Aspettiamo la metro successiva, stavolta pronti.
La metro è annunciata in arrivo tra 10 minuti, poi 5, poi 3, ma sono sempre 10, alla fine arriverà 20 minuti dopo la precedente.
Nel frattempo la banchina è di nuovo strapiena, forse anche più di prima, con tutte le persone pericolosamente ammassate oltre la linea gialla.
So dove si fermerà, ora, e come altri mi accingo alla pugna.
Come si apre la porta entro con violenza, insieme ad altre decine di persone, e riesco a conquistare un posto attaccato ad un palo, che mi si incastona nello sterno, mentre la mia schiena fa da reggiseno alle tette di una signora dietro di me che non arriva al reggimano.
Due fermate dopo, la tragedia sfiorata: un signore entra a seguito di un’altra ondata di passeggeri, ma mentre sta varcando la soglia le porte si serrano intorno a lui e il treno parte.
La sua borsa è fuori, per fortuna gran parte del corpo è dentro, e con uno sforzo di volontà, aiutato da altri che divaricano la gomma della chiusura, e bestemmiando come un turco, riesce a portare dentro la gamba, poi il braccio con la borsa, e ad entrare nella metro.
Questo è lo standard degli autisti della metro.
Panino in bocca, quando si chiude si chiude, e sticazzi se qualcuno ci resta secco.
Non sarà tutta colpa loro, avranno delle direttive, i sistemi di allarme che non funzionano etc etc etc.
Ma temo, e credo di non sbagliarmi, che al comando dei mezzi pubblici romani, dalle metro, agli autobus, ai taxi, ci siano persone che non hanno grande sensibilità per la salute altrui.
Almeno, questo è quello che ci racconta la cronaca.
Spero di essere smentito dall’inchiesta.

Rodocarda

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