Morto il bimbo curato con l’omeopatia

ospedaleQuindi alla fine il bimbo non ce l’ha fatta. Tecnicamente vivo, clinicamente morto.
Io spero solo che questo caso, così violento, così lurido nella sua tragica condotta e conclusione, aiuti a scoperchiare un sottobosco ormai inaccettabile, e ricacci nel medioevo da cui provengono tutti questi “medici omeopati”, ossimoro più grande non esiste, che pretendono di sostituirsi alla scienza magari avendo anche preso una laurea ma rifiutandone gli insegnamenti.
Non solo, ma la violenza, il lavaggio del cervello, la fidelizzazione, sono parte integrante di questi meccanismi, perché per convincere due genitori a superare la naturale propensione alla protezione dei figli – che tutti noi abbiamo incisa nel DNA – e a tollerare che loro figlio stia male per 15 giorni fino a morire, devi aver inculcato loro una fede nelle tue capacità superiori che neanche Scientology o Padre Pio possono fare.
Leggete l’intervista al nonno del ragazzino pubblicata su Il Resto del Carlino, e sentitevi male.
Vomitate, se dovete, perché da domani deve finire questa violenza ai danni dei nostri figli, da parte di personaggi di dubbia (o indubbia) caratura, da politici ignoranti e sempre pronti a cavalcare i flussi dei voti.
Leggete anche dell’evento a Fano, in cui il “medico omeopata” Mecozzi, che mi auguro venga presto preso in consegna dalle autorità, teneva un corso di omeopatia per l’apparato vocale e uditivo.
Si è visto con quali risultati.
Leggete, leggete voi, io vado a vomitare tutto lo schifo che ho dentro.

Rodocarda
ps. Mi permetto un commento dalla Francia dove l’omeopatia è in parte rimborsata e da anni è oggetto di dibattiti. Nel 2004 l’Accademia di Medicina chiede l’interruzione del rimborso per mancanza di prove dell’efficacia dei prodotti omeopatici. Tale rimborso è rimasto, in parte ma si raccomanda il consiglio medico o farmaceutico. Peraltro i prodotti omeopatici sono rimborsati, e quindi ufficialmente riconosciuti, soltanto per le seguenti patologie: stress, ansia, insonnia, allergie, problemi intestinali, dolori muscolari, alcuni problemi dermatologici e nel quadro di diete o di interruzione del fumo. Patologie quindi per le quali anche un effetto placebo può funzionare e delle quali comunque non si va a morire. E questa pruenza è applicata nel regno mondiale della società Boiron.
Luisa Pace

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