Coia versus Bolkestein

frits-bolkestein-wil-griekenland-eurozoneCerto, poveraccio, con un nome così non poteva essere simpatico.
Bolkestein somiglia troppo a Frankestein per non far pensare a qualcosa di lugubre.
Se poi ci metti che il marketing burocratico-istituzionale dell’UE ha definito “direttiva” la legge che porta il suo nome, ecco che “Direttiva Bolkestein” ha tutto l’aspetto di una procedura nazista.
In questi casi il francese avrebbe aiutato molto.
Vuoi mettere come suona meglio “Dottrina Mitterand”?
Che poi la Dottrina Mitterrand fosse una vergognosa consuetudine che ha permesso a pluriomicidi italiani come ad esempio Cesare Battisti o a idelogi del male come Franco Piperno di fare la bella vita in contumacia, mentre la Direttiva Bolkestein è una bella cosa, magari non importa a nessuno.
Ma a me, che vivo a Roma, Italia sì.
Cosa dice in sostanza (tra le altre cose) la direttiva Bolkestein?
Che il suolo pubblico delle nostre città europee è patrimonio di tutti, e non può essere occupato militarmente per decenni da mutandari e paninari senza ritengo, che solo perché qualcuno secoli fa gli ha benignamente (diciamo) concesso una licenza, ora possono piazzarsi dove vogliono, con camion “mobili” che persistono da sempre vicino ai nostri monumenti più pregiati, con racket di famiglie note a controllare direttamente o indirettamente centinaia di punti vendita, con turisti taglieggiati, stranieri sfruttati, e merda ovunque.
Inoltre la Direttiva Bolkestein dice anche che i vari tribunali amministrativi de noantri (tipo Tar Lazio) sempre pronti a dare ragione a chiunque e ad allungare all’infinito le cause civili, non hanno più ragione di pronunciarsi.
Insomma: oggi se vuoi togliere una bancarella da Via Ojetti gli devi dare un posto da un’altra parte; domani se vuoi levare un camion bar davanti al Colosseo lo fai e basta.
Ovviamente, qualche mese fa protesta nelle piazze degli ambulanti, dei loro sponsor politici e quant’altro.
Tutto prevedibile e per certi versi accettabile. Anche se la cosa che mi ha fatto più ridere è che con la Bolkestein – protestano gli ambulanti – i Comuni dovranno mettere a gara europea le licenze e potremo essere invasi da ambulanti di altri paesi UE.
Rido per non piangere.
Vi sfido a trovare un ITALIANO in questi camion bar. Giusto ogni tanto qualcuno fuori lo stadio la domenica.
Per il resto io vedo tutti pakistani, orientali, e altri a cui viene subaffittata la licenza (perché si può fare anche questo: detenere una licenza quasi gratuita e affittarla a caro prezzo ad altri), mentre i titolari fanno la bella vita.
Ma insomma, un ragionamento logico vorrebbe che i Comuni, soprattutto di città difficili come Roma, fossero felici di questo strumento che permette loro di spezzare un ricatto legale decennale, e di ridisegnare la mappa del commercio ambulante, evitando, come in molte strade commerciali di Roma, che gli ambulanti si piazzino con le mutande a un euro davanti a negozi che magari pagano affitti stellari, intralciando i marciapiedi e trasformando ogni via in un suk.
Ma i pentastelluti no, ci mancherebbe.
Loro, come un Salvini qualsiasi, cavalcano qualsiasi protesta di piazza antisistema, anche quando il sistema sono LORO.
E così vanno contro i dirigenti AMA, sono a fianco dei tassisti, e anche degli ambulanti.
Ma non basta la protesta, pure legittima.
Ora possono agire e quindi agiscono.
Ed ecco che il Consigliere Coia fa approvare un regolamento che non solo va contro la Bolkestein, ma di fatto regolarizza tutti i mutandari e paninari di Roma, e ne estende anche gli orari.
Così, grazie al movimento 5 stelle, tutte le bancarelle di Cola di Rienzo, del centro, di tutte le strade di Roma, possono stare tranquille: potranno continuare a invadere i marciapiedi, vendendo senza ricevuta merce di dubbia provenienza, se non contraffatta, magari davanti a negozi che vendono la stessa tipologia di merce.
Fiero di tutto ciò Andrea Coia mette un post sulla sua pagina fb e viene insultato da chiunque, nessuno riesce a difendere una zozzeria del genere.
https://www.facebook.com/AndreaCoiaM5s/
Ma i poteri forti? e il PD? e mafia capitale?
Beh, non vi fidate di me. Io sono di parte.
Leggete quello che scrive il Fatto Quotidiano, notoriamente vicino al movimento: la battaglia di Marino ora è solo un lontano ricordo.

Rodocarda

 

 

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7 Responses to Coia versus Bolkestein

  1. Credo che chi ha scritto questo articolo sia prevenuto nei confronti della categoria degli ambulanti!
    Categoria ricordo fatta di persone che svolgono il loro lavoro con serietà ed onesta pagando regolarmente le tasse!
    Inoltre pseudo giornalista, dovresti informarti prima di scrivere voce non corrispondenti alla realtà è palesemente false!!
    Il consigliere Coia ad esempio, ha fatto approvare una delibera che va invece contro gli ambulanti,tanto è vero che tutti i rappresentanti di categoria si stanno sbagliando contro i 5 stelle, pronti a far ricorso al tardi per bloccare quest’ultima!
    Il giornalista e il giornalismo dovrebbe essere fatto da persone che riportino la realtà è la verità delle cose, chi non fa questo è solo un pagliaccio che prende in giro chi legge!

    Mauro ferri

  2. Vedo che anche lei fa di tutta un’era un fascio. Non entro in merito ai problemi politici di Roma che lei conoscerà perfettamente, io sono e vivo in Toscana. Vedo però che lei parla della Bolkestein come la panacea di tutti i mali, ovviamente romani. Le gaccio presente che tale direttiva viene applicata su tutto il territorio italiano non solo su Roma!!! Di oro che vi risolva i problemi ma, certamente, ne crea tantissimi agli operatori su area pubblica del resto d’Italia, escluso ovviamente il francobollo del territorio romano. Credo e penso che le persone intelligenti dovrebbero documentarsi di quanto e quali problemi possono creare l’applicazione di direttiva europea su alcune categorie di lavoratori. Ma qui si entra nel solito campo di egoismo tipico del ceto sociale a cui apparteniamo soprattutto a Roma! “Risolviamo i nostri problemi poi se si crea problemi ad altri chi gazzo se ne frega! COMPLIMENTI!!!! Dovrebbe vergognarsi!

  3. Gent.mo Sig. Mauro Ferri,
    non sono solito intervenire sui commenti dei lettori, nè censurarli, tanto più se postati a uno scritto che non è a mia firma, ma in questo specifico caso, in attesa della risposta da parte dell’autore del pezzo, non posso esimermi dal rispondere al suo commento.
    Farsi una propria opinione, riflettendo e analizzando i diversi aspetti che riguardano un fatto, è cosa assai complicata, che richiede un’attività di pensiero e il massimo rispetto.
    Senza entrare dunque nel merito della diversità di opinioni tra lei e l’autore dello scritto, voglio solo limitarmi a farle notare che la stessa attività di pensiero non la richiede la pronuncia di un insulto, ma questo ci permette comunque di poter meglio valutare il soggetto che l’ha profferito.
    Sento dunque il dovere di ringraziarla per averci dato modo di poterla conoscere per quello che rappresenta.
    Cordialmente
    Gian J. Morici

  4. Rodolfo Cardarelli

    Gentile Sig. Ferri, dedurre da quello che ho scritto che io sia contro la “categoria degli ambulanti”, di cui non ho il piacere di conoscere alcun rappresentante è veramente una forzatura.
    Non mi sembra di aver preso in giro nessuno, lei forse tende ad insultare chi legge, che probabilmente, come lei, ha la capacità di capire cosa c’è scritto e di farsi un’opinione.
    Ciò detto, la delibera, che dovrà passare poi al vaglio del consiglio comunale, a NESSUNO è sembrata contro la “categoria” degli ambulanti, perché prevede l’anzianità come criterio di assegnazione delle licenze, regolarizza l’esistente e allarga gli orari.

  5. Rodolfo Cardarelli

    Caro David, non ho capito se il suo sproloquio aveva un obiettivo perché tra errori di ortografia e una certa difficoltà a esprimersi con una logica, oltre all’insulto finale che ci sta sempre bene, come la grisaglia grigia, non ho capito gran che.
    Mai detto che la direttiva Bolkstein sia la panacea di tutti i mali. La panacea non esiste, punto.
    La Bolkstein si occupa in sostanza della libera circolazione dei servizi all’interno dell’UE, potrà piacere o non piacere, ma è una decisione politica che i vari paesi si sono dati e che l’Italia ha recepito.
    E’ una legge, insomma, e come tale si può contestare, ovviamente, ma va rispettata.
    Ma io – non certo per disinteresse o per egoismo – vivo a Roma e mi occupo dei problemi della mia città. E siccome la giunta attualmente al governo continua a cavalcare la protesta degli anti-Bolkstein, volevo sottolineare come certe decisioni peggioreranno la vita dei cittadini.
    In questo non sono certo isolato: la invito a dare un’occhiata alla pagina facebook del consigliere Coia, e alle reazioni della stampa, compreso il quotidiano che da sempre è vicino alle posizioni del M5S.
    Nessuno, sottolineo NESSUNO, pensa che il Comune di Roma stia facendo la cosa giusta.

  6. Salve Roma e i suoi ambulanti o bancarelle non rappresentano minimamente tutti i mercati ambulanti di Italia (prendetevela con 30 anni di amministrazioni che si sono succedute non con chi si alza alle 5 della mattina e va a lavorare, ripeto lavorare),
    Sono un ambulante delle Marche che da 30 anni porta avanti un’attività ormai obsoleta, da sempre non ho mai chiesto nulla a questa nostra nazione che in compenso a regalato tanto a amici di amici, in un vergognoso sistema di consociativismo, ho subito le stupide vessazioni da parte di piccoli gerarchi comunali votati da imbucati di turno, con la benedizione dei sindacati.
    Ho pagato volente o no tutte le mie rate dell’ imps cosa che lo stato non ha mai fatto per i propri dipendenti (vedi fusione imps- impdap) creando un buco al sistema pensionistico vergognoso e sulle spalle dei propri figli emulando il dio Crono.
    Non ho mai avuto cassa malattia e ho dovuto sopportare per anni piccoli e grandi soprusi dal burocrate di turno incapace e svogliato, assunto come tutti sappiamo spesso per consociativismo e amicizia o forse perché portava voti.
    Dalla rete riporto:
    Per farla breve, il 16 febbraio 2006 il Parlamento europeo approvò un testo della direttiva zeppo di principi altisonanti ma caratterizzato da un elenco di esclusioni (i servizi di assistenza sociale di mano pubblica) e di deroghe (alloggi popolari; servizi di cura; servizi di interesse generale prestati e definiti dagli Stati membri a titolo degli obblighi di tutela del pubblico interesse; servizi finanziari, pensionistici individuali, bancari, di consulenza; agenzie di lavoro interinale; servizi di trasporto, taxi compresi; lotterie; attività sportive senza scopo di lucro e quant’altro). Restarono escluse – lo erano fin dall’inizio – le normative riguardanti il mercato del lavoro (“i prestatori di servizi debbono conformarsi alle condizioni di occupazione applicabili, in alcuni settori elencati, nello Stato membro in cui viene prestato il servizio”). I liberi professionisti, nel frattempo, si erano già sfilati da soli. Ecco perché – depotenziata come era – la direttiva venne rinominata con la vistosa premessa dell’ex.
    Qualche aspetto di quella direttiva però è sopravvissuto. Entro il maggio di quest’anno gli Stati membri dovranno rimettere a bando le concessioni rilasciate negli anni dagli enti locali, dando la possibilità di aprire un’attività commerciale su area pubblica a tutti i cittadini europei, senza limite di nazionalità, in un qualunque Paese dell’area Ue. Di recente, pertanto, in ottemperanza di una sentenza della Corte di Giustizia, il governo ha presentato un disegno di legge delega per il “riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo per favorire, nel rispetto della normativa europea, lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-ricreativa”. Questa iniziativa ha suscitato le preoccupazioni e le proteste preventive delle categorie interessate, con la sollecita protezione delle forze politiche populiste.
    Questa intervista è di Giuliano Cazzola rilasciata a Formiche è in rete di domino pubblico
    Arrivati a questo punto ho capito che la famosa concorrenza in Europa e nel bel paese è fatta sempre sulle spalle delle categorie più umili (ambulanti ) facendovi presente che nei mercati rionali già esistono le spunte, e le licenze sono libere e gratuite,(legge Bersani) quindi tutti possono partecipare, cosa impossibile da fare nelle precedenti categorie elencate nell’ intervista del Dott Cazzola.
    O tutto viene reso libero o nulla, ne tanto meno sulle spalle dei più umili preservando all’ infinito le caste di potere che si sono spolpate questa nazione.
    Come sembra la direttiva Bolkestein è applicata solo in Italia e neanche più in Portogallo (ultima nazione europea che aveva recepito la norma). Ma dove sta tutto il resto l’Europa, perchè io ad oggi non posso commerciare con i papaveri in Olanda patria natia del sig Bolkestein, poi ci stupiamo dei populismi, siamo forse una colonia di cittadini di serie b, a tutto c’è un limite quanto si supera la decenza.
    anche se comprendo che sono di parte questo è il mio pensiero di uomo libero
    Saluti

  7. Rodolfo Cardarelli

    Caro Raffaele, sono contento del tuo commento pacato e circostanziato, e non ho alcun problema a dire che molte delle tue ragioni sono condivisibili.
    In particolare quando dici che nel resto d’Europa alcune direttive si seguono con meno entusiasmo e rigore. Basti pensare a Telecom, Alitalia, BNL etc tutti colossi di proprietà dello stato che sono stati fatti confluire verso aziende straniere.
    E confesso di non conoscere le realtà locali in tutta Italia, né però era l’obiettivo del mio intervento.
    Sono sicuro che in molte aree d’Italia, e anche a Roma (penso a mercati storici come Porta Portese, o Via Sannio o Campo de Fiori) ci sono persone che si alzano all’alba e lavorano seriamente.
    Ma perdonami, i l punto non è questo.
    Il punto è che Roma (ripeto, io parlo di quello che vivo tutti i giorni) è soffocata da centinaia e forse migliaia di “punti vendita ambulanti” più o meno regolari, che intasano non solo aree riservate e storiche come quelle citate sopra, ma vie commerciali che potrebbero diventare dei salotti, se i marciapiedi non fossero completamente occupati da bancarelle con merce di basso valore a basso costo e camioncini in doppia e tripla fila tutto il giorno.
    Se ti capita di venire a Roma, fatti un giro a Via Cola di Rienzo e capirai di cosa parlo.
    Ma se non bastasse questo, c’è anche altro.
    C’è che per esempio una sola famiglia detiene il 70% dei punti vendita di “caldarrostari” e “bibitari” del centro, per lo più gestiti da extracomunitari e prestanome (inchiesta Espresso del 2012).
    E che la stessa famiglia in tutta Roma controlla direttamente o indirettamente 300 punti vendita con un fatturato stimato intorno ai 30 MILIONI di euro l’anno.
    Caro Raffaele, qui non parliamo di onesti lavoratori e basta, parliamo di un sistema che non funziona, che ha consegnato in mano a pochi quello che è di tutti: il suolo pubblico della mia città, che ha invaso con postazioni ormai permanenti i punti più pregiati del centro storico.
    E la Bolkestein era la possibilità di ripartire da zero e creare veramente concorrenza e posti di lavoro.
    Purtroppo al governo della città in questo momento c’è un movimento di populisti incapaci che cavalca qualsiasi protesta antisistema e ha deciso di varare una delibera che addirittura peggiorerà la situazione.
    Spero che le proteste dei cittadini, le inchieste anche della stampa “amica” li faccia desistere, perché Roma non può permettersi altri decenni di questa situazione.

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