Ma il Bossetti, è veramente il mostro?

massimo-bossettiChissà se qualcuno, stimolato dal mio post dell’altro giorno, si è visto l’ultima puntata di “Ignoto 1” su SKY Atlantic, sulla vicenda Yara.
Io l’ho fatto, e la mia posizione da critica è diventata incredula.
Su Bossetti non c’è NULLA. Ripeto: il NULLA COSMICO.
Dopo anni e anni di indagini e soldi dei contribuenti, non ci sono prove. Di nessun tipo. Eppure è stato condannato all’ergastolo.
E’ proprio quello che da tempo penso, che la giustizia italiana qualche volta (per fortuna non spesso) va avanti per teoremi, e che quando un PM si innamora di una teoria, come facevamo noi pessimi studenti di fisica, tiene i dati che la confermano e scarta quelli che la contestano.
Vi invito a guardare la puntata.
E’ molto istruttiva.
Dopo tre puntate di elogio (giustissimo) per le forze dell’ordine e per le capacità scientifiche dei nostri laboratori, e un costante (ingiustificato) culto della personalità della PM – che pure è una donna gentile, educata e colta, ma che ripresa in canotta e motocicletta oppure capello bagnato e occhiale da sole o addirittura mentre fa karate risulta abbastanza protagonista – si arriva alla versione della difesa.
E la difesa, ahimé, ha buon gioco, tranne che poi, come ha detto il difensore di Bossetti, i sei giudici popolari martellati dalla stampa, dal PM e anche dalla giusta indignazione, non hanno avuto coraggio e hanno fatto la cosa più scontata: hanno condannato il mostro. Ma il Bossetti, è veramente il mostro?
Vediamo.

– La prova principe, il DNA, è quanto meno fallata. Mentre di norma il DNA nucleare rappresenta un millesimo di tutto il DNA che si riscontra e la gran parte del DNA di solito è quello mitocondriale, del Bossetti si troverebbe SOLO il DNA nucleare. Nessuno riesce a spiegarsi perché, non ci sono motivazioni scientifiche, è una cosa mai accaduta, e anche il comandante dei RIS di Parma, molto cautamente dice “avevamo avvisato che si trattava di una ricerca al limite”. Traduzione: la certezza che sia il DNA di Bossetti non è granitica (eufemismo).
Inoltre sul corpo della povera Yara si ritrova DNA mitocondriale di vario tipo che non è stato assegnato o individuato.

– Il Bossetti non è mai stato visto nei pressi della palestra. Mai. Non ha mai frequentato quelle zone, non ha mai avuto contatti con Yara, non risulta in nessun modo che si possa collegare alla ragazza prima dell’evento. L’avrebbe scelta a caso? Tutto può essere, ma siccome la credibilità del soggetto è stata messa in dubbio per creare il mostro, è giusto anche tenere conto di questo.

– Dato che il DNA di Bossetti proverebbe una relazione della madre con tale Guerinoni, padre naturale, bisognerebbe posizionare la madre e il Guerinoni come amanti intorni al periodo in cui nasce il Bossetti.
Ma la madre sostiene, supportata da prove, che l’autobus su cui operava il Guerinoni lo prendeva a metà anni sessanta, di non averlo mai conosciuto, né incontrato, né è mai andata a letto con lui. Il Bossetti nasce nei primi anni 70. Può darsi che la madre menta su tutta la linea, ma anche qua, a parte quella minuscola traccia di DNA, non ci sono pezze d’appoggio.

– Il Bossetti non ha MAI usufruito di materiale pedopornografico. La stessa accusa deve ammettere che sui suoi computer non è stato trovato nulla, tranne una traccia di un filmato di una ragazza maggiorenne che simulava – senza possibilità però di dubbio – di essere una lolita. Quindi in anni e anni di utilizzo, hanno trovato solo una traccia di un normale filmettino porno. Spero non vengano mai a vedere i vostri computer, perché andate subito tutti in galera. Senza passare dal via. La PM dice invece che aveva una abitudine alla pedopornografia. Questo semplicemente non è vero.

– Il filmato dei furgoni è un filmato promozionale ad uso della stampa. Quelli rappresentati non sono necessariamente lo stesso furgone, né c’è certezza che uno di quelli sia del Bossetti. Inoltre i filmati di alcune fotocamere, le più interessanti, sono stati scartati perché incomprensibili. Ergo: non è possibile posizionare il Bossetti sul luogo del rapimento.

– Il furgone di Bossetti è stato setacciato per mesi e mesi, ed è stato analizzato tutto centimetro per centimetro, ma il DNA di Yara semplicemente non c’è. Quindi se pure la ragazzina è salita sul furgone, lo ha fatto volontariamente, senza costrizioni, e senza perdere neanche un capello, una squamatura di pelle, un pochino di saliva, niente. Anche qui, la probabilità diciamo è bassina (eufemismo). Potrebbe il Bossetti aver usato un altro mezzo? Tutto può essere, ma a parte che è stato visto con il furgone fino al primo pomeriggio, hanno controllato tutti i possedimenti del Bossetti, e comunque in questo caso perderebbero definitivamente di valore i filmati dei furgoncini bianchi.

– Il posizionamento certo di Bossetti e di Yara, e la mancanza di DNA della ragazzina sul suo furgone, rende la vicenda altamente improbabile come tempistiche. In pratica il Bossetti, senza averla mai conosciuta si pensa, dovrebbe aver avuto solo 15 minuti per prelevarla dalla palestra (senza farle del male o tramortirla), convincerla ad andare con lui in un campo buio, qui farla scendere, tramortirla, colpirla, portarla a spalle (Bossetti è un uomo minutissimo) al buio, per i campi, in un terreno fangosissimo (aveva piovuto abbondantemente) e infine praticarle ai polsi due tagli perfettamente simmetrici, che non sono frutto di colpi a caso, tutto questo al buio. E in quindici minuti.
E in tutto questo casino lasciare solo una microscopica e improbabile traccia di DNA nucleare sulle mutandine.
Diciamo che si può dubitare.

Ci sono altre cose, come ad esempio il fatto che la procura ha acquisito prove esiziali senza metterne a conoscenza l’imputato e che anzi il Presidente della giuria ha negato un riesame del DNA da parte della difesa, ma la finirei qui.

Il punto, a mio modesto avviso, non è se Bossetti sia colpevole o meno.
Il punto è: è stato provato? Per me, no. I dubbi sono molto ma molto maggiori delle certezze.

Rodocarda

 

 

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7 Responses to Ma il Bossetti, è veramente il mostro?

  1. Alessandro Grassi

    Giovanni Leone (grande penalista del secolo scorso)ebbe a dire: “Nel dubbio meglio un colpevole libero che un innocente in carcere”. Condivido in pieno questo principio giuridico!

  2. Sono completamente d’accordo con il suo assestamento.Anche se non ho avuto l;occasione di vedere il filmato ,e vagamente informata del caso.Ma quello che in conclusione vorrei dire e’;che ho appena finito di leggere il libro di John Grisham (ROGUE LAWYER) che mi ha entusiasmata e credo anche insegnato a domandarmi e interrogarmi sui fatti di cronaca gialla. Prenda uno spuntino e lo legga se non lo ha gia fatto. Sono sicura si divertira.E naturalmente aspetto di leggere anche il suo libro. Con stima .Laura

  3. tutto bene tutto preciso solo una cosa in quel racconto non è cosi e cioè quando scrive (ma a parte che è stato visto con il furgone tutto il pomerigio )
    ecco anche di questo non si sa niente lui poteva benissimo aver preso la macchina quel giorno visto che a messogiorno era andato a casa perchè pioveva e al pomerigio potrebbe ed è facile che abbia preso la macchina visto che non andoa lavorare perchè pioveva nessuno puo ricordalo e lui men che meno … ma perchè la pm non ha voluto dare i filmati di quella sera alla difesa che da brembate va a mapello a casa sua lo sapete che ha detto a camporini che qyuesti filmati che la difesa voleva vedere la pm ha detto testuali parole non cè niente di interessante in quei filmati . e camporini ha risposto questo lo diremo noi dopo aver visto i filmati !!!!! no ha detto la pm noi li abbiamo e non li diamo a voi ,, questo sarebbe la giustizia a bergamo vergognaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa altro che denuncia x depistaggio qui ce di peggio

  4. Alle sue giuste riflessioni sull’assenza di tracce sul furgone vorrei aggiungere la segnalazione di questo articolo in cui si fa notare quanto risulta dalle motivazioni della sentenza: in decine di comparazioni incrociate non si rileva compatibilità tra i DNA dei reperti piliferi sul furgone di Massimo Bossetti e i reperti piliferi trovati sul corpo della piccola vittima:

    https://riflessionigenetiche.wordpress.com/2017/04/27/caso-gambirasio-le-formazioni-pilifere-sul-corpo-e-nel-furgone/

    Oltre 70 comparazioni incrociate e nessun risultato…

  5. MASSIMO FRANCINI

    E poi c’è la convinzione che IL GRANITICO DNA non vola e non è facile apporlo dove si vuole, artatamente, per depistare. Se il corpo della povera YARA è rimasto a disposizione del suo/suoi assassino/i per 90 giorni, mi sembra la cosa più semplice del mondo. Quando si scoprirà che ciò è avvenuto magari in un caso di inequivocabile certezza che, l’IGNOTO 1 di turno, all’epoca del fatto era da tutt’altra parte del mondo, forse tutto crollerà come un castello di carte.

  6. MASSIMO FRANCINI

    P.S. il DNA è una prova importante ma se non è supportata da una logica di contorno ha un valore molto basso e può indurre in errore. DNA non significa PRESENZA CERTA. Ci devono essere altri riscontri. Altriu casi, tipo quello di Garlasco Chiara Poggi, lo dimostrano.

  7. Rodolfo Cardarelli

    Grazie per i commenti di tutti, credo che il punto fondamentale si sia capito benissimo: condannare un uomo all’ergastolo non è cosa da prendere alla leggera, e non basta la convinzione del PM, ci vogliono le prove. Certo, noi che non leggiamo 200.000 pagine di istruttoria, che non seguiamo tutte le udienze, che non conosciamo magari elementi importanti ma non probatori dobbiamo basarci su quello che i media ci restituiscono, ma qui ci sono i protagonisti che parlano, quelli che hanno indagato, i giornalisti che hanno seguito il caso, e per me il dubbio non è legittimo: è forte.

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