Mohamed Siala – Risolveremo il problema migranti

Unicredit, e l’Italia, un ottimo investimento per la Libia

Mohamed SialaL’Italia è uno dei nostri vicini più stretti, con cui condividiamo tradizioni, storia e geografia. Abbiamo molti investimenti in Italia e crediamo in questo paese. Siamo ancora presenti in Tamoil e in Unicredit, mentre abbiamo venduto le quote di Fiat; si trattava infatti di investimenti e quando si è presentata la possibilità di vendere lo abbiamo fatto.” Queste le parole del ministro degli Esteri libico, Mohamed Taher Siala, ai microfoni di America24 su Radio 24, ai margini della riunione della coalizione anti-Isis a Washington. Su Unicredit il Ministro aggiunge:  “Unicredit è una delle banche più importanti sia a livello europeo che mondiale. Siamo molto contenti del nostro investimento”.

Risolveremo il problema migranti, l’Italia sta fornendo un contributo importante
L’immigrazione “è un grosso problema, per noi, per l’Italia e per l’Europa. Ne siamo consapevoli, e pensiamo sia fondamentale collaborare con l’Italia e i paesi europei per risolverlo, se non altro nei suoi aspetti più negativi. Con l’aiuto degli altri paesi credo proprio che ce la faremo. Ora ad esempio abbiamo raggiunto un accordo con l’Italia per avere un aiuto nell’implementare la nostra guardia costiera, e abbiamo anche trovato un’intesa con i paesi africani per controllare il nostro confine meridionale. Con questi paesi collaboreremo anche per investire sul futuro dei giovani africani nei loro paesi d’origine, ed è un approccio fondamentale per combattere alla radice i motivi che li spingono a migrare. Magri non riusciremo a risolvere completamente questo problema, ma sono sicuro che riusciremo a ridurne l’impatto.” Così il ministro degli Esteri libico, Mohamed Taher Siala, ai microfoni di America24 su Radio 24, ai margini della riunione della coalizione anti-Isis a Washington.

Isis ha approfitta dell’instabilità del paese, ma stiamo facendo molto
La Libia ha perso la sua stabilità all’indomani della rivoluzione, e questo ha permesso all’Isis di penetrare nel Paese.” Così il ministro degli Esteri libico, Mohamed Taher Siala, ai microfoni di America24 su Radio 24 spiega il problema e aggiunge: “Usano la Libia come un rifugio sicuro per i terroristi stranieri, perché non c’è stabilità, non c’è sicurezza.” il ministro aggiunge anche ai microfoni di Radio 24: “Grazie alla ferma volontà dei libici e al supporto degli americani la nostra battaglia per respingerli sta avendo successo: Sirte ormai è stata liberata. Un contributo importante è venuto anche dall’Italia, che ci ha fornito un ottimo ospedale da campo a Misurata.” E chiude sottolineando “Stiamo cercando di fare del nostro meglio, aiutati dalla comunità internazionale, Italia compresa. Apprezziamo molto questo aiuto.” 

La riconciliazione politica è l’unica strada per la pace in Libia
Tra quanto sarà possibile che la Libia sia di nuovo un paese in pace “Dipende dal risultato degli sforzi che stiamo facendo”, ha detto Siala ai microfoni di America24 su Radio 24 e prosegue: “Se riusciremo a consolidare la riconciliazione politica – un accordo che ha richiesto due anni di lavoro -, se riusciremo a convincere il generale Khalifa Haftar a riconoscere questo accordo e a lavorare sotto la supervisione del potere politico, e se infine riusciremo a convincere il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh Issa, ad occuparsi solo del lavoro in parlamento, come scritto nella Costituzione – concentrandosi unicamente sulla promulgazione delle leggi e sul controllo del governo – ecco, allora penso che troveremo una soluzione”. 

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