Il dolore dietro l’angolo

schienaTutto è pronto. Valigia, documenti per il congresso, tante idee, tanti progetti. Roma non è poi così lontana, basta un’ora. Quello che fa un po’ “tremare” è il percorso da Agrigento a Palermo Aeroporto. Devi essere fortunato se trovi i dieci, semafori verdi che incontri lungo la strada provinciale “affossata”dai lavori che ahimè sono lì faticosamente, da un paio di anni. Non mi fermeranno! Certamente ho bisogno delle chiavi dell’auto che non riesco a trovare. Forse Pedro, il mio cane Bassotto le ha nascoste, non è la prima volta.

Ho fretta. Mi chino sotto il letto per cercarle ed eccole, in fondo. Rialzandomi ,avverto un dolore lancinante alla gamba. Faccio fatica ad alzarmi. Chiamo Il mio “santo” medico, (sopporta le mie chiamate di emergenza anche la notte) il quale mi suggerisce un analgesico. Dopo circa un’ora il dolore non cessa. Richiamo il “santo” che frettolosamente è già dietro la porta di casa. Dopo avermi visitato, la sentenza: “nervo sciatico prepotentemente infiammato, dovuto alla “stravagante” convinzione d’avere venti anni.

Nicchia sorridendo. Mi suggerisce di fare una visita antalgologica. Mi spiega che ad Agrigento presso l’Ospedale S.G.Di Dio c’è un reparto che si occupa di diagnosi e terapia del dolore. Andando via mi lascia sul tavolo la ricetta ed il numero del responsabile, il dott.Gerlando Alongi.

Sono un po’ scettico faccio un giro su Internet e trovo con sorpresa che a far nascere la terapia del dolore come la conosciamo oggi fu un certo dott. John Bonica, un siciliano, un anestesista italo-americano e un wrestler professionista, conosciuto come il padre fondatore della moderna terapia del dolore ed il primo a chiamarla con tale nome. Scopro inoltre che la terapia del dolore negli ultimi anni, soprattutto in Italia, tende a divenire una pratica collettiva di tutti i medici  anche se per assistere alla sua piena diffusione e disponibilità è necessario attendere ancora molto.

Questo ritardo a volte veniva attribuito alla “cultura cattolica che vedrebbe il dolore come forma di espiazione“. Che centra, cosa dovrei espiare, qualche piccolo peccato? Nei miei ricordi, non ho mai fatto del male a nessuno. Continuo a leggere e mi si “arrizzano” quei pochi capelli che mi sono rimasti: La terapia del dolore è spesso utilizzata soprattutto durante le ultime fasi di una malattia terminale”. Vuoi vedere che il mio “santo” ha nascosto la gravità del mio caso? Continuo a leggere e scopro che in realtà, la maggior parte dei pazienti a cui l’algologia (la mia prescrizione medica)  può essere utile e si dovrebbe indirizzare sono affetti da dolore cronico (ad esempio: mal di schiena, cefalee, esiti di traumi o di interventi chirurgici, malattie neurologiche) e, in un minor numero di casi, da tumori. Torna la serenità psicologica. E poi Ippocrate di Kos è una garanzia. Vuoi poi mettere che alla mia età potrei anche conoscere ed usare la polvere effervescente (Cannabis) che usavano i cinesi tra il 200 e 300 D.C. Certo, mi devo preparare  Leggo d’un fiato il libro del conterraneo John “The Management of Pain” (Il trattamento del dolore).

Il giorno dopo sono dietro la porta di ingresso dell’U.O. Ospice Diagnosi e terapia del dolore. Dopo un’accurata visita, la dottoressa Enza Fabiano diagnostica una sciatalgia “Fuddatica” cioè una infiammazione della gamba che compare e scompare (come il gioco delle tre carte) a secondo delle sollecitazioni che “infliggo” alla gamba.

Mi suggerisce di non prendere pesi eccessivi di stare attento al clima freddo-etc. Giù i pantaloni, braccia poggiate sulle ginocchie e siringa pronta per l’infiltrazione alla schiena. Mi spiega che il trattamento con mezzi farmacologici è composto principalmente da analgesici non oppiacei, a volte oppiacei, antidepressivi, etc. Va bene, sono pronto (pensando alla cannabis) pazienza. Scenda dalla lettiga, già fatto mi dice sorridente la dottoressa Enza Fabiano, le prescrivo le altre infiltrazioni da fare. Lascio il reparto consapevole che trascorrerò il resto della mia vita senza avere “provato” la cannabis. Pazienza, la mia gamba comincia a “rinfrescarsi”. Sto già meglio, finalmente ho trovato una strada senza semafori rossi.

 

Aldo Mucci

 

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2 Responses to Il dolore dietro l’angolo

  1. Grande Aldo Mucci anche nel “dolore”

  2. ho conosciuto Aldo Mucci ai tempi delle grandi battaglie dei minatori di sale della Sicilia,è posso dire con orgoglio di averlo affiancato nelle battaglie.Grande condottiero grande uomo

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