Ungheria : Un referendum per o contro i rifugiati

Micro européen” –Trasmissione di Marie Christine Vallet su FranceInfo

confineunghereseQuesta domenica 2 ottobre, gli ungheresi diranno se accettano o no delle quote di rifugiati. Questo referendum era stato annunciato prima dell’estate dal Primo Ministro Viktor Orban. Commenti di Danièle Renon del settimanale “Courrier international” e di Luisa Pace, corrispondente del giornale on-line “La Valle dei Templi”.

Marie-Christine Vallet: “Si o no alle quote di rifugiati, la domanda sarà posta domenica agli elettori ungheresi. Dalle grandi migrazioni di un anno fa, il Primo Ministro Viktor Orban rifiuta il piano della Commissione Europea di una ripartizione obbligatoria dei rifugiati tra i paesi. Chiede quindi il parere degli ungheresi”.

“Danièle Renon, lei segue la Ungheria a Courrier International, Luisa Pace, lei è corrispondente per il giornale on-line italiano La Valle dei Templi. Vedremo con voi la posta in gioco di questo referendum ma innanzitutto la campagna è molto attiva Danièle Renon?”

Danièle Rènon – “La campagna è molto attiva e da diversi , perché il governo di Orban tiene molto a vincere questo referendum quindi, tramite manifesti, nei media, con interviste ripetute e sul campo con i partigiani della Fidesz (il partito conservatore) il governo interviene in modo massiccio. Bisogna dire che la popolazione non è estremamente motivata e quindi bisogna spingere per mandarla alle urne”.

MC. Vallet – “Sì, non siamo sicuri che almeno un 50% degli elettori vada a votare”.

D.R. – “Esattamente. Il governo Orban deve quindi mobilitarsi per la dirittura d’arrivo”

M.C. Vallet – “Da mesi l’Italia attende le ricollocazioni dei migranti perché l’Italia accoglie molti rifugiati e migranti. A Roma si critica questo referendum?”.

Luisa Pace – “Questo referendum è criticato in tutta Italia e si tratta di un problema enorme per la Sicilia. Tra l’altro anche le navi che ci aiutano nel Mediterraneo li depositano in Sicilia o in altre regioni del Sud. Le cifre sono quindi in aumento. Per il momento la popolazione mantiene una certa calma ma chi sta subendo un colpo è l’Unione Europea. In Italia si dice sempre di più che l’Unione Europea critica da tempo i paesi mediterranei a livello economico affinché rispettino le regole europee ma è molto meno dura con i paesi dell’Est che sono entrati nell’Unione ma non stanno al gioco in questo momento. Parliamo di Ungheria ma non dimentichiamo che l’Ungheria è sostenuta dalla Polonia, dalla Slovacchia e sarà sostenuta da altri…”.

MC.Vallet – “Allora, la domanda che sarà posta domenica è ‘Volete che l’Unione Europea sia autorizzata a decidere l’insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi in Ungheria senza in consenso del Parlamento?. La risposta è già nella domanda!

D.R. – “Certo, la risposta è nella domanda, la campagna è tendenziosa come è tendenzioso questo referendum. Corrisponde comunque globalmente all’opinione maggioritaria nel paese. C’è poca mobilitazione per il referendum ma esiste una maggioranza contro l’accoglienza di rifugiati come dice Orban ‘di cultura diversa’ nel paese”.

MC. Vallet – “Significa che risponderanno al referendum ‘no, non vogliamo’”?

D.R. – “Chi andrà alle urne risponderà effettivamente ‘No’, tanto più che i partiti di sinistra chiedono piuttosto il boicotto di questo referendum, quindi ci saranno a priori pochi ‘Si’ nelle urne”.

MC. Vallet – “Allora sarà un nuovo rompicapo per gli europei una volta che si saprà il risultato?”.

L.P. – “Sarà un grosso rompicapo ed anche un enorme fallimento perché sono ormai anni che cerchiamo di trovare una soluzione al problema dei migranti. Avevamo trovato una specie di soluzione facendo una differenza tra immigrati economici e richiedenti asilo ma ora con le guerre in corso, e vediamo cosa sta succedendo in Siria, abbiamo di tutto. Ci sono ancora dei migranti economici, abbiamo i rifugiati che partono da pesi in guerra, ed il fatto che l’Europa si stia dividendo così con una sorta di Europa dell’Est, Europa del Nord ed Europa del Sud è molto inquietante”.

D.R. – “Penso comunque che siano stati fatti degli sforzi, in particolare in occasione del recente vertice di Vienna del 24 settembre, dove si è ritrovata un’alleanza tra l’Austria e la Germania per gestire questi flussi di rifugiati. Sembra che si avanzi perso soluzioni del tipo della Turchia ossia di stringere accordi con paesi extra-europei, che potrebbero trattenere i rifugiati al di fuori del territorio europeo, cosa che tra l’altro piacerebbe molto ad Orban, e forse organizzare finalmente dei passaggi verso l’Unione Europea in condizioni legali a termine”.

L.P. – “Ciò che mi preoccupa è l’ascesa dei populismi con la scusa dei migranti e dei richiedenti asilo, situazione gestita molto male in Europa. E l’Italia che si trova già in una situazione molto difficile, anche con i recenti terremoti. Ci vogliono fondi per rialloggiare le persone hanno vissuto il terremoto di quest’estate e si cominciano a sentire degli italiani che dicono ‘va bene, bisogna rialloggiare le vittime del terremoto prima di alloggiare i migranti. In realtà bisogna rialloggiare tutti ma il rischio è veramente quello di cadere in un populismo di bassa lega che fino ad ora non ci ha troppo toccati”.

 

Marie-Christine Vallet

Marie-Christine Valle

Marie-Christine Vallet è Vicedirettore editoriale Europa a Radio France, specialista delle questioni europee da quindici anni ed autrice della guida “Euro – Vivre l’euro au quotidien”, che ospita regolarmente due corrispondenti esteri a Parigi, di diverse nazionalità.

L’intregrale della trasmissione in francese: http://www.francetvinfo.fr/replay-radio/micro-europeen/micro-europeen-hongrie-un-referendum-pour-ou-contre-les-refugies_1840401.html

 

 

 

 

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