Francia: A Digione 11 feriti al grido di “Allah Akbar”

DigioneE’ successo domenica. Un quarantenne si è lanciato in auto contro dei passanti gridando “Dio è grande”. Sembra che ci siano solo feriti anche se due persone sono in condizioni più gravi. L’inchiesta non ha ancora rivelato particolari dettagli.

Per ora si ritiene che sia il gesto di uno squilibrato poiché l’uomo ha dei trascorsi in ospedale psichiatrico. Ciò non toglie che la propaganda non risparmia nessuno, anzi. Le menti più deboli sono più facilmente manipolabili. Le testimonianze sono ancora molto deboli. Chi dice che era solo e che portava una djellaba, chi avrebbe intravisto qualcun altro nell’auto.

L’appello lanciato dai terroristi dello Stato Islamico sembra funzionare. Che si tratti dei messaggi sui social network o dei video messi in rete dai jihadisti per esortare i “fratelli” rimasti nei paesi occidentali a colpire in qualunque modo sul territorio dove vivono, a condurre la propria Jihad sembrano aver fatto proseliti.

Dire che forse è stato un atto di uno “squilibrato” non è per nulla rassicurante. E’ ovvio che tali appelli avrebbero convinto tutte le menti più esposte a questa guerra che segue una folle strategia e che di “convenzionale”  ha molto poco. Non siamo esercito contro esercito. Ogni guerra è reprensibile ma il terrorismo è una guerra che colpisce a caso. Il nemico: tutti e nessuno. Il target: qualunque purché si uccidano i “miscredenti”, militari, forze dell’ordine e civili. E miscredenti sono tutti coloro che non raggiungono l’Isis perché per costoro i musulmani moderati non esistono. Non sono al sicuro neppure loro. Un francese musulmano proprietario di un negozio di alimentari, è stato attaccato due volte da un gruppetto di ragazzi che l’hanno insultato perché “cattivo musulmano” che vende pure carne di maiale. Ed il signore ha testimoniato a viso scoperto. E’ lecito pensare che altri preferiscano restare nell’ombra.

Questo attacco segue quello di sabato ad una stazione di polizia nella zona della Loira. Sempre allo stesso grido di guerra un giovane di una ventina d’anni, convertito all’Islam, ha attaccato al coltello dei poliziotti all’interno dei locali ferendone tre prima di essere abbattuto. Era conosciuto solo per atti di delinquenza comune. Da qualche giorno cominciava a manifestare una certa radicalizzazione e sul suo conto Facebook aveva postato una “bandiera” del gruppo jihadista IS attivo in Siria ed in Iraq. Suo fratello, invece, era già schedato per le sue posizioni e per aver espresso il desiderio di partire in Siria.

L’Unione delle Moschee di Francia, l’UMF, ha condannato “con grande vigore questa aggressione che ha colpito la polizia, uno dei simboli del nostro paese” ed ha richiamato i “giovani francesi a non sbagliare nemico e lotta”.

Forse proprio i musulmani moderati, ossia i veri musulmani, possono frenare quest’ondata di follia in cui si confondono religione ed odio, in cui l’auto radicalizzazione si sta espandendo e si è già allargata a ragazzi che di musulmano non avevano nulla finché non hanno deciso di convertirsi ad un inesistente credo che incita all’odio.

Bisogna smetterla di perpetrare assassinii in nome di un presunto dio. Il Corano dice “Chi uccide un uomo uccide l’umanità” ed il Talmud “Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Lo stesso identico principio!

Luisa Pace

 

 

 

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