Appello della famiglia Kassing (Video)

Peter Edward Kassig

Peter Edward Kassig

Appello della famiglia di Peter Edward Kassig, l’americano comparso ieri nel video dello Stato Islamico a termine dell’esecuzione Alan Henning, accanto al  boia che si rivolge al Presidente Obama dicendo: “Obama, hai iniziato con il bombardare la nostra gente quindi noi uccideremo il prossimo…”

I genitori di Peter Kassig hanno registrato un appello di quasi tre minuti per chiedere la liberazione del loro figlio.

“Mi chiamo Ed Kassig e questa è mia moglie Paula. Sono un insegnante e lei è un’infermiera per i rifugiati. Nostro figlio Peter, è scomparso a Raqqa in Siria. Quando era più giovane suo nonno è stata la sua ispirazione per il lavoro umanitario. Quando ha visto la sofferenza del popolo siriano è andato in Turchia a fornire aiuto. Ha aiutato 150 civili a formarsi in vari campi per fornire aiuto medico ai siriani. La sua organizzazione ha fornito cibo, forniture alimentari e molto altro a chi ne aveva bisogno. Si trovava bene col popolo siriano e si sentiva a casa. Il viaggio di nostro figlio è culminato con la sua conversione all’islam. Purtroppo è stato catturato e non a potuto continuare a svolgere il suo lavoro umanitario per servire la gente della regione. La nostra famiglia deplora tutte le sofferenze umane, poco importa chi sia responsabile, rispondiamo fornendo aiuto ed assistenza. Nostro figlio viveva secondo gli stessi principi umanitari. Sappiamo che i siriani soffrono e che la violenza non è la soluzione. Abbiamo chiesto al nostro governo di cambiare le sue azioni ma come nostro figlio non abbiamo il controllo sul governo degli USA. Vi chiediamo pietà ed anche di usare il vostro potere per far liberare nostro figlio”.

Sua madre, velata, con estrema dignità è intervenuta dopo il marito:

“Caro figlio, spero che tu abbia ricevuto questo messaggio, mio e di tuo padre. Siamo così fieri di te e del lavoro che hai svolto per portare aiuto al popolo siriano. Siamo stati grati di aver ricevuto i tuoi messaggi all’inizio di quest’anno. Sappiamo che sei molto preoccupato per il tuo amico rapito con te. E’ stato rilasciato e sta bene. Sappi che stiamo tutti pregando per te e per il tuo ritorno. Quasi tutti sanno quanto ti amiamo così continuiamo a spiegare e pregare perché tu torni libero e continui la vita che hai scelto. Imploriamo chi ti detiene di mostrare pietà e di usare il loro potere per lasciarti andare”.

L.P.

 

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