Canada – Da Montreal la sentenza di morte per Verduci

policeA ritenere che l’omicidio di Verduci possa essere maturato nella logica di una vendetta della famiglia mafiosa di Montreal, sono gli inquirenti canadesi. Il delitto, avvenuto in maniera plateale dinanzi ad un caffè, sarebbe un forte messaggio alla ‘Ndrangheta per ricordare come la morte del boss Vito Rizzuto, avvenuta per cause naturali nel dicembre scorso, non significa la fine della Sesta Famiglia né la fine della guerra di mafia che era in atto tra cosche rivali.
Verduci era una figura di primo piano della criminalità canadese. Una lunghissima fedina penale e un nomignolo che la dicono lunga sullo spessore dell’ucciso: “The Animal”!
Legato alle famiglie della ‘Ndrangheta canadese, i suoi rapporti con le famiglie calabresi erano stati oggetto d’indagine della polizia italiana che grazie ad un’intercettazione aveva ricostruito i rapporti tra le ‘ndrine calabresi e quelle operanti in Canada.
Droga, riciclaggio, corruzione, ma anche armi e contatti con la malavita albanese. Questi gli affari che riguardano il clan al quale faceva parte Verduci, che – secondo fonti che vogliono mantenere l’anonimato – era anche collegato ai Gambino di New York.
Oltre la pista della vendetta, gli investigatori battono quella della gestione dei traffici di droga, in particolare cocaina ed eroina proveniente dal Messico e oppio dall’Afghanistan, oltre al traffico dei micidiali AK-47, che vedrebbero le ‘ndrine canadesi ai vertici del commercio illegale.
Secondo un rapporto di polizia, Verduci avrebbe partecipato direttamente ad accordi tra trafficanti di cocaina e trafficanti di eroina, organizzando scambi di partite di stupefacenti per rifornire i gli spacciatori delle due diverse droghe da immettere sul mercato.
Affari che avrebbero disturbato la mafia di Montreal che alla vendetta avrebbe aggiunto un’altra valida motivazione per eliminare un temibile avversario.
Se così fosse, sarebbe il chiaro segnale di come dopo la morte di Vito Rizzuto la Sesta Famiglia si sia ricomposta sanando le questioni interne in merito alla nomina del nuovo capofamiglia, che avevano causato il dissenso di quanti non erano d’accordo ad accettare ai vertici della famiglia mafiosa un boss che non fosse di origine siciliana.
gjm

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