Legambiente è un’associazione ambientalista?

 

di Elio Lanzillotti

fotovoltaicoE’ la domanda cui il mondo ambientalista, ma non solo, deve oggi rispondere.  

Le considerazioni che seguono rappresentano esclusivamente il mio libero pensiero, che nell’ambito di una sana dialettica democratica vorrei sottoporre all’altrui valutazione. Mi scuso per la lunghezza del testo, ma è vitale che le informazioni siano precise, complete e facilmente riscontrabili utilizzando un semplice motore di ricerca.

A mio avviso “l’ambientalismo” mette al primo posto la tutela della biodiversità e del paesaggio, priorità che non possono in alcun modo essere subordinate alle pur necessarie attività umane. Questo non significa che si debba sempre bloccare tutto, ma che tutto si deve realizzare in una dialettica costante e trasparente tra gli ambientalisti e gli altri soggetti del sociale.

Quali caratteristiche deve possedere un’associazione ambientalista?

– Un’associazione ambientalista non può, come invece Legambiente ha fatto, siglare accordi formali con i cacciatori, perché la caccia, quando non è necessità primaria di sopravvivenza alimentare, altera la biodiversità degli ecosistemi. E’ assurdo che Legambiente conduca una giusta e sacrosanta campagna nazionale per salvare dei cani dalla vivisezione e poi implicitamente accetti che gli animali si uccidano per “divertimento”. Che differenza c’è tra i cani uccisi per la ricerca scientifica e cinghiali, volpi, caprioli, lepri, uccelli, uccisi dai cacciatori. Perché la vita dei primi è difesa e tutelata e quella dei secondi no?

– Un’associazione ambientalista non può, come invece Legambiente ha fatto, sponsorizzare l’eolico industriale come risorsa energetica indispensabile, riconoscendo ai mega campi eolici piena compatibilità con il paesaggio. L’alterazione dei luoghi per mano dell’uomo, sempre impattante, non può essere mai migliorativa. Dunque, poiché il problema energetico c’è e va risolto, andava percorsa prima la strada delle rinnovabili per autoconsumo, con i pannelli sugli edifici già esistenti e con il mini-eolico. Solo in seguito, qualora fosse stato ancora necessario, si doveva passare all’eolico industriale.

– Un’associazione ambientalista è e deve essere “indipendente”. L’indipendenza dalla politica e dal mondo economico non è una facoltà, ma un presupposto essenziale e imprescindibile. Chi esercita funzioni di controllo non può in nessun caso avere legami con i soggetti che controlla. Le partecipazioni azionarie e societarie di Legambiente, la partecipazione diretta a iniziative industriali e commerciali ne ostacola l’indipendenza.

– Un’associazione ambientalista non può, come Legambiente ha fatto, dichiararsi contraria all’esercizio di prelazione dell’isola di Budelli da parte dello Stato Nonostante tutti i divieti ed i  condizionamenti che insistono sull’area e sul suo proprietario, niente fornisce maggiori garanzie dello Stato e della pubblica proprietà. La posizione di Legambiente non solo è sbagliata, ma anche irriguardosa verso uno Stato che a tutti i livelli, dal Ministero dell’ambiente alle Regioni e ai Comuni, contribuisce annualmente ad  impinguare con milioni di euro le casse dell’associazione, alla quale, peraltro, affida in gestione parte dei suoi beni.

Stabilito che Legambiente non si conforma ai requisiti basilari di un’associazione ambientalista, viene da chiedersi: allora che cos’è? 

Io penso che Legambiente sia una “legittima” potente organizzazione politico economica che agisce a beneficio dei suoi componenti nel settore dei rifiuti, delle rinnovabili, dei Parchi. Ciò che oggi si definisce una “Lobby”, nel senso negativo del termine, ossia un comitato ( legittimo) d’affari ed un centro (legittimo) di potere.

I circoli e le azioni in campo ambientale, la gestione delle aree protette non sono il fine ultimo di Legambiente, come lo sarebbero per una normale associazione ambientalista, ma anche  uno dei mezzi necessari per il raggiungimento degli obiettivi di lavoro e di carriera dei suoi dirigenti. Lo stesso dicasi per le partecipazioni societarie e per la forte presenza  nel mondo politico e amministrativo che Legambiente, tramite suoi esponenti, ha.

Spesso viene anche superato il concetto di Lobby, nel momento in cui Legambiente, con la propria struttura e la propria rete di comunicazione, è capace di incidere direttamente sul processo decisionale, determinando essa stessa le norme legislative e amministrative, nonché gli scenari economici. In sostanza, negli ultimi dieci anni, Legambiente è stata la principale interprete della politica italiana dei rifiuti, delle rinnovabili e dei parchi. Questo grazie a indubbie capacità di comunicazione, ma anche grazie all’abissale ignoranza dei politici italiani di ogni ordine e grado rispetto alle tematiche ambientali. Gli ultimi dieci anni non perché prima Legambiente fosse diversa, ma perché in questi anni si è consolidata e strutturata la sua rete nel PD, nelle pubbliche amministrazioni, nei mass media, nei parchi e nel terzo settore.

L’azione di Legambiente si esplica con due caratteristiche importanti. La prima è una disciplina ferrea, che vale per tutti. Quando si decide una cosa la si deve attuare “senza se e senza ma”, ben lo sanno i circoli espulsi o coloro che sono strati indotti alle dimissioni. La seconda, è che nessun “legambientino ortodosso” verrà mai abbandonato, neanche nella cattiva sorte.

Pochi conoscono la struttura reale di Legambiente, sia dell’apparato dirigenziale che delle varie associate/partecipate. Invece un’analisi di tale struttura è molto significativa.

  • ·Presidenti e direttori generali di Legambiente dalla nascita ad oggi

1980/82: Maurizio Sacconi, presidente; Chicco Testa, Segretario Generale

1982/1986: Chicco Testa, Presidente; Ermete Realacci, Segretario

1986/1993: Ermete RealacciChiara Ingrao

1993/1995: Ermete RealacciMario di Carlo

1995/2004: Ermete Realacci;  Francesco Ferrante

2004/2007: Roberto Della SetaFrancesco Ferrante

Dal 2007 ad oggi: Cogliati Dezza;  Rossella Muroni

 

Nota 1- curriculum 

Maurizio Sacconi. E’ il primo Presidente della Lega per L’ambiente, sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994. Dal 1995 al giugno 2001, ha ricoperto la carica di branch office director presso l’OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro di Ginevra, agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Nel 2001 aderisce a Forza Italia e torna al governo da sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, carica che ricoprirà fino al 2006. L’8 maggio 2008 è stato nominato Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. È sposato con Enrica Giorgetti, laureata in giurisprudenza, tra le altre cose ex direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade S.p.A., ex direttore dell’Area strategica impresa e territorio di Confindustria e dal 2005 direttore generale di Farmindustria [11][12]. 

Chicco Testa. Dal 1980 al 1987 è stato segretario nazionale, e successivamente presidente nazionale, di Legambiente. Eletto alla Camera dei deputati per due legislature – nelle liste del PCI nelle elezioni del 14 giugno 1987, poi riconfermato con il Pds fino al 1994. Dal 1994 al 1996 è stato Presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma. È stato membro del Consiglio di Amministrazione del gruppo Riello (leader italiano nei sistemi di riscaldamento) dal 2002 al 2004. Dal 2002 al 2005 è stato membro dello European Advisory Board di The Carlyle Group (Private Equity), presidente del consiglio di amministrazione di S.T.A. S.p.A. (Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma) e Presidente del Kyoto Club. È stato inoltre Presidente, fino al 2008, della società Roma Metropolitane, appartenente al comune di Roma, volta allo sviluppo della rete metropolitana. Chicco Testa è Presidente di Telit Communications Plc e di EVA, Energie Valsabbia, società che sviluppa e costruisce impianti idroelettrici e solari e Vice Presidente di Idea Capital Funds sgr spa e di Intecs S.p.A[9].Dal 5 luglio 2012 è anche presidente di Assoelettrica[10]. 

Ermete Realacci. Dal 1987 al 2003, è stato presidente di Legambiente, divenendo uno dei maggiori esponenti dell’ambientalismo italiano. È stato presidente dell’AIES (Associazione Interparlamentare per il commercio Equo e Solidale). Tra i fondatori del Kyoto club, unione di varie istituzioni e imprese impegnate per la riduzione dei gas-serra. Con lo scopo di promuovere la soft-economy e di creare una rete di realtà che rappresentino la qualità italiana, ha fondato Symbola – la Fondazione per le qualità italiane, di cui è Presidente. Alle elezioni politiche del 2001 è stato eletto deputato dell’Ulivo nella circoscrizione XII (Toscana), collegio di Pisa. Nel 2006 è stato eletto in Toscana sempre come deputato dell’Ulivo. Ha fatto parte dell’esecutivo de La Margherita e ne è stato responsabile del Dipartimento qualità e territorio. Nella XV Legislatura ha ricoperto la carica di Presidente della VIII Commissione della Camera dei deputati, Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. Ministro ombra del PD per l’ambiente. Attualmente è membro della direzione del Partito Democratico e Responsabile Green economy del PD. Alle Elezioni politiche italiane del 2013 è stato rieletto alla Camera dei Deputati per il PD nella circoscrizione Lombardia II ed è stato in seguito nominato Presidente della Commissione Ambiente. Fa parte della corrente del PD dei cosiddetti Ecologisti Democratici. Dal 7 maggio 2013 è presidente della VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Chiara Ingrao. Dall’86 al 93 segretario generale di Legambiente. Giornalista e scrittrice, è figlia dell’ex Presidente della Camera dei Deputati Pietro Ingrao e di Laura Lombardo Radice. Nel 1992 viene eletta alla Camera dei Deputati, dove rimane fino al 1994 [2] .Dal 1997 al 2001 è consulente internazionale del Dipartimento per le pari opportunità e membro del Comitato interministeriale per i diritti umani[1]. È sposata, con  Paolo Franco. 

Mario Di Carlo. Dal 1991 al 1993 fu presidente di Legambiente per il Lazio, mentre dal 1993 al 1995 fu il direttore generale di Legambiente, a livello nazionale[1].Dal 1995 al 1997 fu presidente dell’Azienda Municipale Ambiente di Roma(AMA)[1]. Dal 1997 al 2002 fu il presidente di ATAC, STA e COTRAL[1]. Nel 2002 entrò in politica, diventando Assessore alla Mobilità del Comune di Roma[1]. Dal 2008 al 2010 è stato Assessore alle Politiche della casa alla regione Lazio con delega ai rifiuti. Deceduto per un male incurabile  a Roma il 25 aprile 2011 

Francesco Ferrante. Direttore generale di Legambiente dal 1995 al 2007. Fa tuttora parte dell’assemblea degli eletti dell’associazione. È stato senatore nella XV e XVI legislatura nelle fila del Partito Democratico, componente della Commissione Ambiente, Territorio e Beni Ambientale. Responsabile per le politiche relative ai Cambiamenti climatici ed energia del Partito Democratico. Tra i fondatori dell’Associazione degli Ecologisti Democratici e coordinatore delle iniziative politiche dell’Associazione. L’8 maggio 2009 è stato eletto vicepresidente del Kyoto Club. Dal giugno 2008 al gennaio 2010, haricoperto la carica di Direttore generale del gruppo del partito democratico al Senato. Nella XVI legislatura è subentrato il 4 novembre 2009, essendo il primo dei non eletti sempre nel collegio dell’Umbria. Non ricandidato alle elezioni del 2013, ha fondato nel Giugno 2013, assieme all’ex senatore PD Roberto Della Seta, un nuovo partito ecologista, Green Italia. Il Fratello Andrea è stato presidente AIAB (associazione Italiana Agricoltura Biologica). 

Roberto Della Seta. Dal 2003 al 2007 è stato presidente nazionale di Legambiente. Giornalista, autore di saggi sulla storia del pensiero e del movimento ambientalisti, nel 2007 è stato eletto nell’assemblea costituente del Partito Democratico. Membro del primo comitato esecutivo nazionale del PD, nel 2008 è stato eletto senatore. Nella XVI Legislatura ha fatto parte della Commissione Ambiente del Senato, dove ha ricoperto l’incarico di capogruppo del PD. Non ricandidato alle elezioni del 2013, ha fondato nel Giugno 2013 assieme all’ex senatore PD Francesco Ferrante, un nuovo partito ecologista, Green Italia.[1] 

Oltre ai Presidenti e direttori generali, che evidentemente cessano l’incarico solo per diventare deputati e senatori, vi sono altri importanti politici che sono stati o ancora oggi  sono  di riferimento diretto dell’Associazione.

Giovanna Melandri

Massimo Scalia

Franco Bonanini

Giampiero Sammuri

 

Nota 2 -Curriculum 

Giovanna Melandri. Nel 1982 diviene membro del direttivo di Legambiente e dal 1988 al 1994 ricopre la carica di Responsabile dell’Ufficio Internazionale di Legambiente, coordinandone anche il Comitato scientifico. Politicamente schierata a sinistra, nel 1991 è entrata nella direzione nazionale del Partito Democratico della Sinistra, con cui è stata eletta deputato consecutivamente dal 1994 ad oggi. Dal giugno del 1996 all’ottobre del 1998, è stata membro dell’Esecutivo dei Democratici di Sinistra e responsabile dell’area di Comunicazione e Cultura del partito. Dall’ottobre 1998 al giugno 2001 è stata Ministro per i Beni e le Attività Culturali, sia sotto il primo che il secondo governo D’Alema, sia sotto il secondo Governo Amato. Al termine della legislatura, nelle elezioni politiche del 2001 ha confermato il suo seggio alla Camera dei deputati sedendosi tra i banchi dell’opposizione. Dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008 è stata ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del Governo Prodi II. Nel2007 ha contribuito a fondare il Partito Democratico sostenendo nelle elezioni primarie dell’ottobre 2007 Walter Veltroni. Il 9 maggio 2008 entra a far parte del Governo Ombra di Walter Veltroni, come Ministro della Comunicazione. 

Massimo Scalia. Fondatore della Lega per l’Ambiente è stato tra i primi parlamentari eletti negli anni ottanta, poi capo gruppo e ancora primo presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Il suo nome è legato alle battaglie contro il nucleare e per le energie sostenibili. Dopo l’esperienza nei Verdi è oggi tra i fondatori e i dirigenti nazionali degli Ecologisti Democratici e del Movimento Ecologista.

Franco Bonanini. Già presidente del Parco delle Cinque Terre. Si dimette il 29 settembre 2010, immediatamente dopo l’arresto con l’accusa di aver falsificato dei documenti del parco e del Comune di Riomaggiore, per appropriarsi di quasi un milione di euro di finanziamenti pubblici. Molti i messaggi di stupore e solidarietà pervenuti a Bonanini da parte di noti esponenti del mondo ambientalista e politico. Il processo, denominato “parcopoli” è attualmente in corso, ha destato molto clamore mediatico e diviso la cittadinanza locale. Per la sua gestione del Parco delle Cinque Terre è stato appellato il “faraone”. Nel 2013 Bonanini diviene parlamentare europeo nelle fila del PD, era il primo dei non eletti e subentra a un deputato dimissionario. 

Giampiero Sammuri. Presidente di Federpachi, Presidente del parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, dirigente apicale settore ambiente provincia di Grosseto, commissario per i rifiuti della concordia. 

Un ruolo particolare lo riveste Edo Ronchi, che pur non appartenendo a Legambiente, è in totale simbiosi con Realacci, con cui condivide la dirigenza degli Ecodem e la visione della green-economy.

Nota 3 – curriculum

Nel 1989 fondò con Francesco Rutelli i Verdi Arcobaleno, movimento ambientalista di cui fu portavoce nazionale fino al dicembre del 1990, anno in cui avvenne la riunificazione con le liste Verdi, dando vita alla Federazione dei Verdi del “sole che ride”. Eletto deputato nel 1992 e nel 1994, nel 1996. Sotto questa veste, presentò la prima legge quadro italiana sulla regolamentazione del settore rifiuti, il cosiddetto decreto Ronchi. Abbandona i Verdi per fondare la Sinistra Ecologista e aderendo successivamente ai Democratici di Sinistra, della cui Segreteria Nazionale fa parte con Piero Fassino segretario, per partecipare con la componente degli ecologisti democratici all’Assemblea costituente del Partito Democratico. Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto nuovamente senatore per i DS. Ha lasciato l’impegno politico ed è stato nominato nel settembre 2008 Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, una Onlus, in cui imprese ed esperti collaborano per la crescita della green economy in Italia. Nel giugno 2013 è stato nominato sub-commissario del Governo per il risanamento dello stabilimento Ilva di Taranto. 

  • ·Società e associazioni direttamente riferibili a Legambiente

Legambiente Onlus. Dal sito: “Legambiente è un’associazione senza fini di lucro, le attività che organizziamo sono frutto dell’impegno volontario di migliaia di cittadini che con tenacia, fantasia e creatività si impegnano per tenere alta l’attenzione sulle emergenze ambientali del Paese. 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente”.

Bilancio sociale circa 6.000.000 di euro annui (870.000 euro dal tesseramento il resto contributi, servizi ed altro). Riguardo al bilancio societario, in esso non compaiono le risorse economiche che pervengono da soggetti esterni a Legambiente Onlus, ai regionali e ai circoli, poiché gli stessi hanno “autonomia economica”.

Associazione politica Ecodem del PD. Riunisce alcuni parlamentari PD, ha sedi decentrate in molte regioni e fa capo a Realacci,  Ronchi e Fabrizio Vigni.

Associazione politica Green-Italia. Nuovissimo movimento politico: 12 soci fondatori su un totale di 18 sono dirigenti apicali di  Legambiente:

– Francesco Ferrante, attuale membro del direttivo nazionale Legambiente già direttore generale dell’associazione;

– Roberto della Seta, attuale membro del direttivo  nazionale Legambiente, già Presidente dell’associazione.

– Giuseppe Gamba, attuale membro della presidenza del comitato scientifico di Legambiente. Presidente della S.r.l Azzero Co2.

– Rossella Muroni, attuale direttrice generale di Legambiente

– Edoardo Zanchini, Attuale Vicepresidente legambiente, C.D.A. azzero CO2

– Fabio Renzi, Direttivo Nazionale, braccio destro di Realacci direttore generale di Symbola.

– Monica Frassoni, Direttivo nazionale Legambiente  -Presidente partito verde europeo.

– Anna Donati- Direttivo nazionale Legambiente

– Assunta Braghetta, Componente direttivo nazionale Legambiente, moglie di Fabio Renzi

– Fabio Granata, componente direttivo nazionale Legambiente.

– Giampiero Sammuri, componente direttivo nazionale Legambiente

 

Ambiente Italia. S.r.l. società di servizi di proprietà anche di dirigenti di Legambiente, (è stato azionista anche Realacci). Bilancio sociale di svariati milioni di euro.

 

Kyoto Club. Società degli industriali del settore energetico di cui Legambiente co-fondatrice.

 

Azzero CO2. Società “Esco” di Legambiente, Kyoto club ed Ambiente Italia. Fattura svariati milioni di euro.

 

Sorgenia meno-watt . società di Carlo De Benedetti. Legambiente detiene il 10% delle azioni.

 

La nuova ecologia. Società editrice.

 

Quale energia. Portale Web che analizza mercati e scenari energetici

 

Vivilitalia– Società turistica.

 

Fondazione Legambiente Innovazione. Gestisce le principali campagne di Legambiente

 

Federparchi. Federparchi è una società di scopo di rappresentanza delle Aree Protette, in cui Legambiente ha una fortissima influenza. Per protesta rispetto alla gestione, ne sono usciti WWF e Italia Nostra. Il presidente Sammuri e il direttore Francesco Carlucci sono dirigenti nazionali di Legambiente. Bilancio annuo circa 1.300.000 euro. 

 

  • ·Fondazioni di Riferimento

Realacci e Ronchi sono presidenti di  fondazioni molto simili, entrambe incentrate sulla green economy:

– Realacci, Symbola. Ultimo bilancio 2012  euro 800.000 euro, Direttore Generale è Fabio Renzi.

– Ronchi, Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, bilancio 2012  euro 1.200.000.

 

Importante anche la figura di Fabio Renzi, cofondatore, insieme alla moglie Assunta Braghetta (già vicepresidente degli Ecodem), di Green Italia.

Oltre ai già citati personaggi di prima grandezza, molti sono i dirigenti nazionali e Presidenti regionali di Legambiente che di volta in volta diventano politici, amministratori regionali, oppure presidenti e direttori di Parco e così a scendere fino ai sindaci, come ad esempio la Sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini. Questa è in sintesi la struttura di Legambiente.

 

Quando, con una sapiente opera di coordinamento, tutti i soggetti citati entrano in azione, qualsiasi cosa può essere attuata. Due semplici esempi: 

1- Legambiente ha promosso con grande impegno le Rinnovabili e soprattutto il mega eolico industriale  ed i relativi incentivi statali. Sono entrati in campo in modo sinergico molti parlamentari, specialmente del PD, gli industriali dell’energia, i comitati regionali di Legambiente, i presidenti e gli iscritti dei mille circoli sul territorio. Sono state poste in essere centinaia di  iniziative commerciali sul consumo e la produzione di energia rinnovabile, migliaia di convegni, sono state impegnate stampa e televisioni anche con campagne pubblicitarie. Finché le pale eoliche non sono diventate il simbolo del progresso positivo e virtuoso.

Oggi si scopre l’insostenibile costo economico dell’eolico, la devastazione del paesaggio e purtroppo anche le infiltrazioni mafiose, un disastro immane le cui conseguenze ricadranno su intere generazioni di italiani. Chi paga i danni? Io credo che Legambiente abbia grandi responsabilità “morali” su questa vicenda e per questo i suoi dirigenti nazionali dovrebbero tutti dimettersi.

2- Nella scorsa legislatura Realacci era nella commissione ambiente alla camera, mentre Ferrante e della Seta erano entrambi nella commissione ambiente del Senato (di cui era presidente il senatore d’Alì, molto vicino a Legambiente). La commissione ambiente del Senato decide di compiere un’indagine conoscitiva sui parchi, furono indette una serie di  audizioni, e chi fu ascoltato?

Seduta n. 35 del 29 ottobre 2008 (pom.): Presidente e Direttore Federparchi

– Matteo Fusilli, nel 2008 dirigente nazionale di Legambiente, membro del comitato promotore di Symbola, Ecodem del PD

– Giuseppe Rossi. Dirigente nazionale di Legambiente, membro comitato scientifico Symbola

 

Seduta n. 66 del 24 febbraio 2009 presidente UCINA (associazione industrie nautiche e affini)

Anton Giulio Albertoni, in qualità di presidente Ucina, Albertoni ha siglato un protocollo d’intesa con Legambiente (il Presidente di Legambiente cofirmatario era Roberto Della Seta) sulla nautica nelle Aree Protette. Ucina è socio sostenitore di Symbola e della fondazione per lo sviluppo sostenibile.

 

Seduta n. 69 del 4 marzo 2009 (pom.) Rappresentanti WWF, Legambiente e Lipu

Per Legambiente Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette

 

Seduta n. 74 del 24 marzo 2009  Presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre.

Franco Bonanini, nel 2009 Dirigente nazionale di Legambiente, membro del comitato dei promotori di Symbola, membro degli Ecodem del PD.

 

Seduta n. 78 del 21 aprile 2009  nuovamente il Presidente di Federparchi

Giampiero Sammuri, Dirigente nazionale di Legambiente, membro Ecodem del PD.

 

Un totale di cinque audizioni in cui sono state sentite sette entità, cinque erano collegate in modo strettissimo a Legambiente. In sostanza, i senatori Ferrante e della Seta, all’epoca anch’essi dirigenti nazionali dell’associazione, ponevano domande e altri dirigenti di Legambiente davano le risposte: Legambiente domandava, Legambiente rispondeva.

Quando in seguito il senatore d’Ali ha presentato un disegno di legge di modifica della legge quadro sulle aree protette 394, lo ha fatto anche in base a quanto sentito in commissione? Sulla modifica della legge 394 tutte le associazioni ambientaliste erano contrarie, tranne Legambiente e Federparchi. Non solo, ma la legge ha avuto anche l’iter di procedura d’urgenza. Si può trattare di una semplice combinazione?

La cosa strana e forse sfortunata è che i settori ove Legambiente e i suoi uomini si sono maggiormente impegnati sono quelli che nell’ambito del panorama italiano manifestano i maggiori fallimenti. Sistema delle Aree Protette, rifiuti, rinnovabili industriali e relativi incentivi.

Elio Lanzillotti

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