Chi teme il reato d’opinione? – di Luisa Pace

Ora basta! Tutti noi abbiamo una soglia di tolleranza all’idiozia, una pazienza spesso messa a dura prova accompagnata anche dalla vile tentazione di non rispondere, di evitare le polemiche perché tanto non serve. E questa viltà l’ho provata diverse volte anch’io perché leggo e scrivo talmente tanto sulle ingiustizie di questo mondo nei confronti dei deboli, spero con la dovuta modestia, che cerco di evitare i piccoli miseri messaggi che viaggiano in Internet.

Internet, questo splendido strumento che sta perdendo credibilità per colpa di pochi gruppetti incolti. Mi sono già ribellata una volta, con cortesia ed argomentazione al sito Informare x Resistere. Due giorni dopo ho nuovamente letto sullo stesso sito cose nauseabonde ma sono passata oltre. Parlo del sito non di Facebook, più light.

Poi ho letto l’intervista ad Aya Homsi ne “La Valle dei Templi” del 6 novembre scorso. Il coraggio di questa ragazza nel denunciare chi scrive sulla Siria senza sapere mi ha ricordato quanto dolore possono recare scritti di bassa lega a chi gli eventi li vive sulla propria pelle o nel proprio cuore. L’inchiostro usato male può provocare ferite profonde, è veleno. Ad Aya vorrei dire che nella primavera scorsa ho conosciuto una persona splendida, il dottor Jacques Bérès,  Chirurgo Umanitario, come si autodefinisce, cofondatore di Médecins sans Frontières. E’ stato il primo a poter dare informazioni su quanto stava succedendo in quel momento ad Homs ed incontrandolo ho potuto scrivere la Verità. Ma questa è un’altra storia…

I negazionisti sarebbero un esempio?

Sempre su “Informare per Resistere” casco su “Avviso ai naviganti del M5S: “Siete consapevoli del cappio che il sionismo sta preparando per voi?”, preso dal sito del Circolo vegetariano di Calcata che, lo ammetto non so cosa sia e che riprende una lettera di Antonio Caracciolo destinato ai membri di Civium Libertas. Le matriosche sono niente in confronto. E’ tutto un gioco di link nel quale è facile perdersi. Per la cronaca, Antonio Caracciolo, che si rivolge in primis ai membri di Civium Libertas, blog per “la libertà di pensiero (…) contro il razzismo e ogni forma di discriminazione”, nel 2009, era ancora Professore presso L’Università la Sapienza di Roma. Se lo sia ancora non vado a cercarlo. Per chi non lo sapesse è ricercatore in filosofia del diritto e rivendica la sua appartenenza alla corrente negazionista, movimento di opinione che ritiene che l’Olocausto sia una leggenda. Insomma è negazionista e basta. Lo dice lui. Tornando al blog Civium Libertas si può leggere in data 7 novembre in merito alle elezioni USA: «Chiunque vinca queste elezioni, che sia Obama o Romney, lo stato delle cose non farà che precipitare comunque verso il baratro che stiamo osservando  – perché è chiaro che continueremo a fare le guerre volute da Israele». Perché il Signor Caracciolo, ovunque si esprima lo fa contro Israele o contro gli ebrei. Spero per lui che abbia anche altri argomenti ma il blog è tutto fuorché antirazzista. Come si possa filosofare su un argomento sul quale non si può argomentare perché già provato non da dicerie ma da scritti, fotografie, tristi resti ed i racconti dei sopravvissuti per me resta un mistero.

Perché?

Che Informare per Resistere pubblichi le parole di Caracciolo fra i tanti attacchi contro gli ebrei fa nascere un dubbio: che anche IxR tema un ritocco della legge italiana sui “reati d’opinione” nei quali già casca con gli epiteti razzisti che affibbia agli ebrei? Gentile il Signor Caracciolo a definire il proprietario del quotidiano La Repubblica “l’ebreo De Benedetti”. In cosa lo turba che sia ebreo? Semmai avrà altri “difetti”. E perché IxR non mette davanti ad ogni nome “il negro, lo zingaro, l’omosessuale…”?

E che signore e signori educati sono ad IxR nel titolare un articolo linkato in quello di Caracciolo “Senatori leccano Israele chiedendo il carcere per i revisionisti storici”. Veramente eleganti. Proprio loro che nella descrizione di questo sito di cittadini scrivono “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”. Di rivoluzionario hanno poco a meno che non considerino l’insulto un mezzo di comunicazione. Non mi permetto di giudicare la parte italiana di IxR, vivo all’estero e, anche se seguo quotidianamente quel che succede nel mio paese, mi succede spesso di perdere il filo. Posso dire invece che negli articoli sull’estero IxR diventa un sito xenofobo e razzista che non informa ma esprime un’opinione unilaterale, senza alcun confronto. La totale mancanza di confronto permette di proferire queste parole. Infatti in “Estero” non c’è la rubrica “Medio Oriente” ma “Palestina”. I sionisti sono descritti come la causa di tutti gli orrori spesso e volentieri assieme agli USA. Ma non si stancano ad attaccare sempre gli stessi senza cercare altre verità, senza offendere chi si batte per la pace, per il bene dei popoli? Non pensano di offendere la memoria, sì la memoria, termine che IxR aborre, dei bambini ebrei di Israele morti sotto i razzi dell’Hamas citando solo i piccoli palestinesi? I bimbi non dovrebbero MAI essere vittime ed in alcun paese. Strumentalizzare un conflitto per difendere quale tesi? Ma sono rivoluzionari o cos’altro? Strumentalizzati? Ma da chi e perché? Che senso avrebbe? Perché propositi così violenti e spesso non corroborati?

Perché temere il reato di apologia di crimini contro l’umanità?

Perché, tornando all’appello di Caracciolo, sono turbati dalla “proposta di legge di alcuni senatori che su “invito” della comunità ebraica vuole rendere reato penale la messa in dubbio dell’Olocausto anche solo per quanto riguarda il fatto di non attenersi al numero ufficiale rigorosamente stabilito dalla comunità ebraica stessa del numero di 6 milioni di vittime (cito il Circolo di Calcata)”?  Non solo la proposta allineerebbe l’Italia alle direttive della Corte penale internazionale riguardo all’apologia di crimini contro l’umanità e crimini di guerra ma verrebbe ad appoggiare le leggi italiane già esistenti in materia e le sentenze che hanno fatto giurisprudenza in merito agli insulti razziali di ogni tipo. Forse si potrebbe così facilitare anche la chiusura di siti neonazisti che inneggiano a miti contro negri, ebrei, omosessuali, terroni, marocchini, rom con toni che ricordano troppo gli anni ’30 seguiti dalle leggi razziali del ’38.

Piccola precisione: il numero di 6 milioni di vittime non l’ha stabilito la comunità ebraica ma il Tribunale di Norimberga che per la precisione ha stimato il numero di vittime ebree a 5.700.000 utilizzando poi la cifra emblematica di 6 milioni.  Vogliamo aggiungere a giusta ragione anche i rom, gli omosessuali, i comunisti, i socialisti i liberi pensatori, i portatori di handicap, i soldati sovietici fatti prigionieri? E chiedo scusa a chi ho tralasciato, la lista è troppo lunga.

Antipatico stillicidio

Ogni giorno un nuovo articolo, subito superato da altri, viene a dimostrare l’assurda “passione” che i redattori di IxR dimostrano nel pubblicare tutto ciò che può ledere l’immagine della comunità ebraica, degli ebrei, dei sionisti e degli israeliani, confondendoli gli uni con gli altri e dimostrando un’ignoranza totale intesa come non conoscenza di tutti questi termini che impiegano senza sprechi.

Perché non citano mai eminenti rappresentanti del movimento per la pace israeliana? Scrittori come Amos Oz o David Grossman, per citarne solo due? Dare la parola agli ebrei sarebbe politicamente scorretto? Anzi, consiglio la lettura di “Sul fanatismo” di Oz. Un libricino pieno di saggezza ed anche umorismo. Umorismo ebraico, pardon

Mi rivolgo una domanda da sola. A onor del vero me l’hanno posta: “Perché perdi tempo? Ci sono tanti siti così”. Forse perché non credo che esista una verità assoluta e proprio per questo il contraddittorio ben argomentato è un dovere nell’informazione. O semplicemente perché gli estremismi e la malafede mi irritano profondamente.

Luisa Pace

 

 

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Luisa Pace, France Representative della European Journalist Network, membro del comitato dell’Association de la Presse Etrangère, giornalista free-lance molto apprezzata, scrive per diversi quotidiani e periodici svizzeri, italiani e francesi: La Regione Ticino, Focus In, La Révue Défense.

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38 Responses to Chi teme il reato d’opinione? – di Luisa Pace

  1. è solo un sito di sensazionalismi…lasciate perdere…

  2. Un articolo scritto in maniera molto chiara.
    Complimenti.

  3. teresa de salvatore

    Condivido il contenuto e apprezzo la chiarezza. Aggiungo che non avevo mai pensato all’importanza dei “piccoli miseri messaggi..” né a quella di contrastarli comunque, se non altro per solidarietà verso le vittime.

  4. Antonio Caracciolo

    Ai sensi di legge prego di provvedere con tempestività alle rettifiche da me inviate.

  5. Antonio Caracciolo

    1) Sta dicendo delle assolute cazzate, per le quali ho già due cause in corso… che però dati i tempi della giustizia… Se i miei avvocati mi dicono che vi è materia per farte una sarai accontentata, ma per adesso ai sensi di leggi prendi atto di ogni mia rettifica.

  6. Antonio Caracciolo

    2) Quanto ad Israele ho miei proprie opinioni. Non vedo con quale diritto Luisa Pace pensa di potermele sindacare. Devo pensare al riguardo quelli che mi prescrive la stessa Luisa Pace? Quanto ad ebrei si dà il caso che mi trovo in sintonia di vedute con Gilad Atzmon, di cui in questi giorni dovrebbe uscire l’edizione italiana del suo libro sulla identità ebraica. Per cui, premesso che non ce l’ho con gli ebrei, sarebbe il caso che Luisa Pace mi spiegasse lei chi sono questi ebrei: quelli di Neturei Karta, Atzmon stesso, i sionisti, chiunque sia un circonciso? Per il solo fatto di essere circonciso? Per un filosofo – lo sono – si tratta di distinzioni importanti. Proseguo nella lettura e commento via via…

  7. Antonio Caracciolo

    3) Ancora sul termine “negazionismo”: Ho già pubblicamente spiegato come questo termine non mi appartenga, sia nella sua accezione impropria di “storico revisionista” (non sono uno storico, ma un “filosofo del diritto”, raggruppamento disciplinare IUS 20), ma anche e soprattutto perché lo considero non un termine scientifico, ma una costruzione polemica, ad arte, per fini di diffamazione, denigrazione, demonizzazione, emarginazione. E quindi chi usa questi termini è un diffamatore, un demonizzatore, un denigratore, un emarginatore…

  8. Antonio Caracciolo

    4) L’unica forma di razzismo che io oggi conosco, sempre sulla scorta del pensiero dell’ebreo israeliano Gilad Atzmon, della cui stretta amicizia mi onoro, è il sionismo. Il come è perché il sionismo sia razzismo è spiegato da Atzmon nel suo libro di 200 pagine che invito Luisa Pace ad andarsi a leggere. Quindi se Luisa Pace vuole proprio a me muovere un addebito di razzismo è cosa che respingo fermamente al mittente. Intato si riceva questo “Respinto”. E mi creda mi seccherebbe veramente dover fare fare una terza causa… Non ho tutti questi soldi. Certo, se poi lei vuol continuare a credere quel che vuole malgrado le mie smentite, allora oltre che un problema legale può essere un problema psichiatrico..

  9. Antonio Caracciolo

    5) INTERMEZZO. Ma cosa vuole da me Luisa Pace? Vuole discutere sulla politica di Israele? Sulla storia del sionismo dal 1882 ad oggi? Sulla “questione sionista” in quanto distinta dalla “questione ebraica” e dalla “questione giudaica”? ne tratto nei miei trenta e passa blogs tematici. Se vuole, può lasciare i suoi rilievi critici in ogni singolo post, saranno certamente pubblicati (se: pertinenti e legali) e se meritevoli riceveranno anche una risposta di carattere scientifico. Non capisco la ragione per la quale sono stato chiamato in causa in seguito ad una circolare interna, benché no segreta,cioè una Lettera circolare non indirizzata a Luisa Pace, che non fa parte del gruppo “Civium Libertas” (e che non credo che abbia titolo a poterne far parte).

  10. Antonio Caracciolo

    6) Copio questa frase di Luisa Pace: «…sul quale non si può argomentare perché già provato non da dicerie ma da scritti, fotografie, tristi resti ed i racconti dei sopravvissuti per me resta un mistero…». La frase non mi riguarda e non mi può essere rivolta perché ho dichiarato la mia incompetenza professionale, ma se Luisa Pace vuole discuterne, può farlo, ad esempio, con una persona, Horst Mahler, che per opinioni al riguardo sta scontato 12 anni di carcere. A me interessa come filosofo del diritto e come cittadino il solo fatto che questa persona stia scontando 12 anni di carcere per un reato di opinione (il cui oggetto ignoro e non mi interessa). Si tratta per me di una palese violazione del diritto fondamentale alla libertà di pensiero ed espressione. Di casi simili nella sola Germania ve ne sono 200.000 ed io ho fatto un calcolo che su base europea si potrebbero superare i famosi 6 milioni di persone incarcerare per meri reati di opinione… A proposito, lei Luisa che sa, di mestiere cosa fa? Quali sono le sue specifiche competenze professionali per poter dire con scienza e coscienza che sa le cose che dice di sapere? Fa la storica? L’avvocato? La casalinga? La prego di dichiarare le sue competenze professionali.

  11. Antonio Caracciolo

    7) Se De Benedetti sia anche omosessuale, mi è del tutto ignoto, ed ove lo fosse non sarebbe cosa di alcun mio interesse… Se si vuole una mia dichiarazione in materia di omosessualità, posso dire di NON essere un omosessuale, ma di aver avuto grandi amici omosessuali, con i quali NON ho MAI avuto nessuna relazione omosessuale e senza che la loro omosessualità fosse di ostacolo alla nostra amicizia: un loro fatto privato. Con il Signor De Benedetti ho in corso una corso una causa per aver pubblicato l’articolo, le cui conseguenze si riscontrano anche oggi. Si trovano spiegate in rete le connessioni “ebraismo” “Beppe Grillo” “Repubblia” “De Benedetti” “Israele” e non trovo nessuna violazione di legge.

  12. Antonio Caracciolo

    8) Il fatto che uno sia “ebreo” non mi turba in nessun modo e ne è una prova la mia splendida amicizia con Gilad Atzmon e la frequentazione di numerosi autore “ebrei” (ad incominciare da Spinoza) dai quali apprendo molto. Luisa Pace è persona di grande mala fede. Non se sia “ebrea” lei stessa, ma in questo caso offende la sua identità ebraica, se ritiene che precede la sua identità “umana”, come spiega Atzmon nel citato libro. Secondo il mio modo di intendere vien prima l’essere uomini, ed è poi una causalità il fatto di essere ebrei, islamici, cristiani, esquimesi… In quanto uomini si è buoni o cattivi a seconda delle proprie azioni… L’essere ebrei, cristiani, islamici, esquimesi può essere di qualche rilievo a seconda dei contesti e delle circostanze… Ad esempio, un vescovo cattolici di religione ebraica è una chiara assurdità…

  13. Antonio Caracciolo

    9) Non capisco bene il contesto “ebreo De Benedetti”… Mi fermo soltanto sull’aggettivo “ebreo”, sulla scorta del libro appena citato di Atzmon ed anche di una corrispondenza privata che ebbi una volta con un notissimo docente “ebreo”, che non nomino, al quale chiesi se ad un “ebreo” si poteva dire che era un “ebreo”, beninteso non in senso offensivo, ma identificativo. E mi è stato risposto che lui era orgoglioso di essere “ebreo” e che quindi lo si poteva dire, senza dover ricorrere alla perifrasi pesante di “cittadino italiano di religione ebraica”, anche perché mi è capitato di incontrare “ebrei” che si professano “atei”… Nel caso di specie, leggendo il testo riferito sul sito Informare per Resistere, mi sembra ovvio il suo uso contestuale: è l’ebraismo italiano che sta conducendo un vero e proprio attacco a Beppe Grillo e il suo movimento. Si dà il caso che De Benedetti sia “un ebreo” (senza nessun aggettivo offensivo) proprietario di un giornale dal quale è partito un pesante attacco di carattere politico, in un contesto che vede in primo piano il sito “Informazione Corretta” definito un “portale storico dell’ebraismo”. Qual è il problema? Abbia Luisa Pace la compiancenza di spiegarlo.

  14. Antonio Caracciolo

    10) Non ho sufficiente memoria per rispondere sui testi a me attribuiti, ma alcuni di essi non mi sembrano miei e mi appaiono manipolati. Posso tuttavia rassicurare Luisa Pace su un fatto: intendo battermi pubblicamente contro un disegno di legge fortemente voluto dalla comunità ebraica. Se la comunità ebraica non ha mai voluto questo disegno di legge e ne è contraria, sono lieto di apprenderlo, se l’«ebreo» De Benedetti ne è personalmente contrario in quanto «ebreo», sono ancora più lieto di apprenderlo, ma trovo incoerente la condotta avuto contro di me dal giornale di sua proprietò diretto da Ezio Mauro e sul quale Marco Pasqua ha scritto un articolo, dal quale sono stato assolto in sede disciplinare e per il quale muovo causa allo stesso De Benedetti… La lettera circolare è una lettera di mobiliatzione pubblica e di allarme sociale, che spero che venga racconta da un gran numero di cittadini, i quali ritengano che non debbano esistere in una democrazia i “reati di opinione»

  15. Antonio Caracciolo

    11) Una cosa è per chiunque dire … “ebreo” (con aggettivo denigrante), altra soltanto “ebreo” con intenti meramente identificativi o più lungo e fastidioso e discutibile “cittadino italiano di religione ebraica”. La malafede di Luisa Pace mi sembra evidente quanto una montagna.

  16. Gent.mo Prof. Caracciolo,
    premesso che le Sue richieste di rettifica, i commenti o quanto altro Lei volesse aggiungere al dibattito, troverebbero spazio a prescindendere da aspetti normativi – poco graditi al sottoscritto, se posti come minaccia -, senza entrare nel merito della questione devo ammettere che mi lascia molto perplesso il riferimento a chi si trova in stato di detenzione per reati d’opinione, quando Lei stesso minaccia di far ricorso all’Autorità Giudiziaria affinchè venga punito un ‘crimine d’opinione’…
    Diceva Gesualdo Bufalino: “riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico”.
    Peccato che i commenti non si scrivano con l’inchiostro..
    Distinti saluti
    Gian J. Morici

  17. Antonio Caracciolo

    Al Signor Morici.

    La ringrazio per l’avvenuta pubblicazione delle miei rettifiche, in corso non ancora terminate e mi dispiace per alcuni refusi che ho visto in quelle precedenti, che lei hai pubblicate, ma per fortuna il senso non appare sacrificato.

    Alla sua sollecitudine e cortesia penso di dovere qualche chiarimento. Mi trovo all’estero e questa mattina, aprendo la posta ho trovato la segnalazione del testo di Luisa Pace con l’invito a muovere querela… cosa che non faccio mai volentieri e che evito se possibile e se proprio non mi ci trovo costretto.

    Al momento tuttavia ho due cause in corso, di cui una contro Marco Pasqua, Ezio Mauro ed il proprietario di Repubblica De Benedetti… ma la giustizia italiana è tale che la causa mi è stata rinviata al novembre del 2014! Pensi lei come un cittadino possa essere tutelato quando un grande giornale come Repubblica decide di diffamare qualcuno… Poiché di questa storia i media che prima si sono accaniti contro di me, non ne hanno più voluto sapere quando sono stato assolto, penso di dedicare un apposito blog per narrare in rete la mia vicenda processuale, credo istruttiva per tutti.

    Quanto al contesto in cui la signora Luisa Pace scrive sono del tutto all’oscuro. Nulla so della testata o del blog sul quale appare. Ho trovato uno spazio per replicare e lo sto facendo senza indugio… Dico senza indugio perché l’esperienza mi insegna che alla diffamazione non bisogna concedere il tempo per propagarsi ed è preferibile rispondere subito.

    Per gli aspetti legali a cui ho accennato, le assicuro che sono io il primo a volervi evitare, ben sapendo che proprio il cittadino che ha ragione, o che sente di aver ragione e di essere nel giusto, è quello che maggiormente soffre nell’adire alle vie legali. Quindi, da parte mia, vorrei rassicurarla su questo aspetto.

    Tuttavia, la circostanza, mi è di sprone ad un chiarimento del mio pensiero in ordine alle questioni evocate. Mi permetto di sottolineare la mia qualifica professionale: filosofo del diritto, ma anche cittadino che ha una particolare sensibilità per i diritti di tutti i cittadini come conseguenza delle sue conoscenze e del suo particolare mestiere, per il quale è pagato dal contribuente:

    – se non è un filosofo del diritto a gridare ai cittadini tutti il pericolo che incombe sulle loro libertà, chi altri deve farlo? Luisa Pace? Ha lei ha cuore la libertà dei cittadini tutti? Di 60 milioni di italiani?

    Quindi, se cortesemente, mi concede ancora spazio, termino la pubblicazione delle mie riflessioni in merito al testo con il quale mi sono trovato con mia sorpresa chiamato in causa, mentre mi trovo all’estero, e partecipo anche ad eventi pubblici di protesta contro quello che la signora Luisa permettendo io considero un vero e proprio genocidio che si sta commettendo in Gaza… E pensa la stessa cosa il mio amico “ebreo” Gilad Atzmon e tanti altri “ebrei” di mia conoscenza.

    La saluto e proseguo nella pubblicazione delle mie riflessioni sul tema.
    Non faccia molto attenzione alla forma: scrivo di getto, ma le assicuro come docente di avere una buona conoscenza della lingua italiana.

    Distintamente
    Antonio Caracciolo
    Ricercatore di Filosofia del Diritto
    Università di Roma La Sapienza

  18. Antonio Caracciolo

    12) Parte del testo di Luisa Pace dove mi vengono attribuite posizioni e opinioni, risalente al “caso” creato e montato da Repubblica e dal Signor Marco Pasqua. –
    Dove e quando e come ciò che mi attribuisce con tanta sicurezza? Aspetto di saperlo! Se si tratta di ciò che riferisce Marco Pasqua e Repubblica, e che ha costituito oggetto di “addebito”, per il quale ho dovuto rispondere nella sede competente, ho risposto e la sentenza del massimo organo discipilanre dell’Università italiana è stato: assoluzione con formula piena per inesistenza del fatto e del diritto… Ma Luisa insiste… Cita un sito vegetariano dove ha attinto una Lettera Circolare di un Gruppo privato di discussione, ma non trova sulla rete la mia argomentata Memoria difensiva in 16 pagine con allegati dove ho demolito tutte le manipolazioni di Repubblica e del gruppo vi ha tramato. Qualche quotidano di carta ne ha pure parlato su due pagine e in rete. Non è curioso? La mia memoria difensiva in buona evidenza è pubblica dal 2010, poco dopo l’avvenuta assoluzione. Come posso e devo intendere questa negligenza? Imperizia? Malafede? Non posso qui riportare tutti gli argomenti, di diritto, di dottrina, storici, filosofici, che ho dovuto sintetizzare in sedici pagine. Posso solo riportare la formula assolutoria della sentenza: assolto con formula piena per inesistenza del fatto e del diritto? Il voler ignorare questo responso cosa è se non diffamazione pura e semplice? Cosa serve farsi assolvere, se poi per la cosiddetta «opinione pubblica» fa lo stesso?

  19. Antonio Caracciolo

    13) “Leggenda”, ecc. Si tratta di una manipolazione del signor Marco Pasqua per la quale sono stato assolto pe inesistenza del fatto e del diritto dal Collegio di Disciplina de Consiglio Universitario Nazionale. Sulla base di questa assoluzione sto facendo causa a Marco Pasqua e La Repubblica, che mentre prima mi hanno diffamato non ne hanno poi voluto sapere di pubblica la notizia della mia assoluzione. La mia Memoria difensiva in sedici pagine è disponibile in rete sul sito “Civium Libertas”, qui citato. Sto facendo causa non perché io non riconosca al signor Pasqua la sua “libertà di pensiero” – come mi è capitato di sentire nel dibattimento – ma perché la sua “liberà di diffamazione” mi ha procurato ingenti danni per i quali ho mosso azione civile di risarcimento… Il personaggio compare nella rete, non ne ho mai potuto vedere la faccia, la il suo ruolo è abbastanza chiaro… E comunque gli ho lanciato e rilancio qui una pubblica sfida al dibattito sui temi per i quali intenderebbe incriminarmi, a lui, a Ezio Mauri, a Carlo De Benedetti.

  20. Antonio Caracciolo

    14) Sono stanco e mi metto in pausa. Aspetto la pubblicazione degli ultimi commenti e sono disponibile al contraddittorio e al dibattito con chiunque lo desideri, augurandomi toni civili nel rispetto delle leggi vigenti e della buona creanza.

  21. Antonio Caracciolo

    15) Vorrei sottolineare a chi di dovere che in data odierna la mia attenzione è stata richiamata non per una critica alle mie opinioni e posizioni, che riconosco perfettamente legittima da parte di chiunque, ma sulla contestazione del mio diritto ad avere delle opinioni, quali che siano, e sulla propagazione di fatti diffamatori riconosciuti tali a seguito del pronunciamento di un Organo appositamente costituitom in seguito a quanto scritto dal quotidiano “La Repubblica”, sulla quale ha voluto fare affidamento la signora Luisa Pace, malgrado sia noto sulla stessa rete il pronunciamento dell’Organo disciplinare e la notizia di un procedimento in corso contro Repubblica. Questo, direi, l’aspetto giuridico per il quale sono stato sollecitato a muovere querela… Vorrei che fosse chiara questa distinzione. Quanto al “dibattito” non ho nessuna difficoltà ad affrontarlo con chiunque in qualunque sede, ma nel rispetto reciproco ed evitando ogni diffamazione.

  22. Antonio Caracciolo

    16) Luisa Pace: “era ancora se lo ancora”, ecc. Posto che la legge dispone che ciò che si scrive e riguarda terzi deve avere i carattere della “pertinenza, continenza, veridicità”, faccio presenta che manca certamente la “continenza”: l’espressione è oltraggiosa e credo vi sarebbero già degli estremi. La posso assicurare: lo sono ancora nel mio ruolo e non sono ancora in pensione. Ma probabilmente Luisa Pace intendeva dell’altro. A mia volta, solo per avere una immagine mentale della mia denigratrice, potrei sapere chi è lei adesso? Non chi fosse nel 2009. Posso avere una soddisfazione a questa mia curiosità? Chi è che mi giudica e condanna?

  23. Antonio Caracciolo

    17) Sul termine “ebreo” che credo sia il pezzo forte su cui Luisa Pace pensa di aver costruito il «bell’articolo» faccio notare un fatto curioso discusso in letteratura sulla identità ebraica. Per un verso un “ebreo” definisce se stesso “ebreo” e la comunità “ebraica” è appunto una comunità “ebraica”, ma se un “goym” dice “ebreo” ad un “ebreo” scattano i meccanismi di cui Luisa Pace ecc. Non è sintomatico? Non fa riflettere? E mi pare in effetti che Gilad Atzmon ne parli nel suo libro tutto sulla “identità ebraica” e che a giorni dovrebbe uscire in italiano e che segnalo all’attenzione dei frequentatori di questo sito, se vogliono avere una conoscenza approfondita di questa problematica. Infine, posso rispettosamente chiedere a Luisa Pace se per caso è lei stesso una… «ebrea»? Dopo di che vorrei poterle fare una serie di altre domande, in materia di identità ebraica e di politica israeliana, ma questa domanda precede necessariamente le altre.
    PS. – Per oggi concludo questi interventi. Ho del lavoro da scolgere, ma tornerò a vedere il sito ed eventuali repliche.

  24. Egregio Professor Caracciolo,
    Come da Lei chiestomi mi presento: sono giornalista di professione e da lungo tempo, specializzata in politica estera e geopolitica. Ho studiato lettere a filosofia. Competenze dichiarate come da Lei richiestomi. Mi meraviglia quanto il mio pezzo abbia scatenato le Sue ire e me ne dispiaccio per Lei. Io considero un Dovere il controllo delle fonti e controllo anche ciò che si scrive su di me.
    L’articolo contro il quale Lei si accanisce non è che uno di una serie in cui cerco di esprimermi in base alle mie conoscenze, che Lei ritiene “cazzate” (la cito). Quante al suo “ordine” di spiegare qual è il problema, non ritengo “ottemperare”. Si calmi Signor Caracciolo. Mi ha dato anche della persona in “malafede” e chi “tiene per lei” segue il suo stile trattandomi da “nullità” (vedi post successivo con profilo Facebook). Dichiara inoltre minacciosamente che potrei avere un problema legale se non psichiatrico… Signor Caracciolo Lei aggiunge anche che se io fossi di professione ebraica sarei una vergogna per la comunità…
    Non cedo a queste provocazioni e non auspico che questo mio articolo diventi uno spazio di sfogo per le Sue vicissitudini. Non ho mai incitato nessuno a querelarla. Si rassicuri, semmai è lei che mi ha minacciata di farmi causa… Mi sono solo posta delle domande sull’accanimento di IxR contro Israele. E questo è un mio sacrosanto diritto.
    Se posso permettermi un consiglio, Signor Caracciolo, magari in futuro controlli chi utilizza suoi scritti o lettere in modo che sembri che sia Lei stesso ad averli trasferiti. Io ci sono arrivata cliccando su un articolo di Informare per Resistere che riportava una sua lettera tratta da un link del Circolo vegetariano di Calcata che riporta una sua lettera a Civium Libertas. Ho ripreso un suo appello e sue dichiarazioni, non commenti altrui. Capisco che certe cose possano sfuggire ma, ahimè, quando si scrive si rischia di essere ripresi se non si prendono le dovute precauzioni. A me non turba essere ripresa, se citata ovviamente à bon escient altrimenti non sarei giornalista.
    Non ho né tempo né voglia di lanciarmi in guerre legali (o medico psichiatriche) quali Lei minaccia di brandire. Né auspico che questo mio articolo venga monopolizzato dalle sue uniche esternazioni. Lei ha il diritto di essere contro l’emendamento di legge sulla libertà d’espressione. Io ho il diritto di essere per tale emendamento.
    La prego quindi di abbassare i toni, di prendersela eventualmente con chi l’ha pubblicata permettendomi quindi di citarla nel mio articolo come esempio nonché di rispettare le mie opinioni giornalistiche ed anche filosofiche. Mi consenta di essere in totale disaccordo con Lei senza dover riceve una valanga d’insulti. Il mio articolo è scritto in italiano corretto e non contiene alcun improperio.
    Non risponderò ad altre sue esternazioni se non su richiesta del mio editore.
    Distinti saluti
    Pace Luisa

  25. Antonio Caracciolo

    18) I termini per l’azione penale sono di 90 giorni e quelli per l’azione civile risarcitoria sono di cinque anni. Al signor Marco Pasqua, al direttore Ezio Mauri e al proprietario De Benedetti ho mosso azione civile risarcitoria dopo che il contenuto dell’articolo dal quale Luisa Pace ha principalmente attinto in “mala fede” è risultato da apposito procedimento amministrativo destituito di ogni fondamento per “inesistenza del fatto” e “inesistenza del diritto”. L’avvenuta assoluzione è un fatto noto, ma in “mala fede” ignorato da Luisa Pace, che non è “storica” di professione, ma si qualifica genericamente come “giornalista”, priva di ogni conoscenza specialistica eppur saccente. È iscritta all’Albo dei Giornalisti? Posso presentare esposto-denuncia all’Ordine per violazione della dentologia professionale? Questo direi il punto di partenza. Non ho letto scuse di nessun genere nella lettera di Luisa Pace. Delle sue opinioni o idee, se ne ha, si tratta per me di “cazzate” non meritevoli della mia attenzione: ogni idea (anche lei mie) che non sia una “cazzata” va argomentata, discussa e si deve dimostare capace di resistere al contradditorio, al quale Luisa Pace si sottrae, dopo aver lanciato il sasso. Non sono io ad aver chiamato in causa Luisa Pace, di cui ignoravo l’esistenza, ma lei ad avermi evocato. Se pensa di chiamarmi in causa per mie idee e posizioni, ogni “giornalista” che appena conosca il mestiere che dice di esercitare dovrebbe rispettare i criteri della “pertinenza”, “continenza” “veridicità”. Mi sembra di aver dimostrato che questi criteri non sono stati rispettati. Il mio iniziale risentimento è più che giusto e motivato, poiché sono stato diffamato e non mi si può rimproverare la mia giustificata indignazione. Se Pace Luisa era di me che si interessava principalmente, poiché “sono” ancora in questo mondo _ e non “ero” – avrebbe ben potuto chiedermi una intervista, come in genere fa ogni giornalista di professione. Non ho ricevuto nessuna richiesta di intervista da parte della giornalista Luisa Pace.

  26. Antonio Caracciolo

    19) Come nella giornata di ieri, ho di getto analizzato sommariamante l’assenza di “idee” e di “costrutto” nell’articolo di Luisa Pace, che alcuni suoi amici trovano un “bell’articolo” (che guarda caso si occupa principalemente della mia persona), così trovo terribilmente carente ed evasiva, oltre che nuovamente offensiva ed impertinente, la Lettera alla quale l’ha forse costretta il suo editore. Mi riservo tutti i tempi tecnici necessari all’analisi, magari aspettando qualche giorno perché la mia indignazione si plachi. Ma intanto un’osservazione generale posso farla. Se questo spazio commenti, non è soltanto un luogo perché l’articolista riceva qualche complimento (bello, chiaro…), forse di qualche amico, per fare bella figura con l’editore, ma è invece – come dovrebbe essere ogni forum – un luogo di discussione approfondita e di confronto, mi pare che Luisa Pace si sia data subito alla fuga. Non affronta nessuna delle questione oggettive da me poste. Non risponde a mie domande cruciali. E che giornalismo è? Il giornalismo della diffamazione? Dài addosso a qualcuno, sperando che non lo sappia e non si faccia vivo, e poi scappi? Incredibile! Chi dà prova di tanta leggerezza e superficialità pretende di togliere la libertà di pensiero e di espressione a 60 milioni di italiani! E che pretende di poter scrivere solo lei in questo paese?! Povera Italia! Ancora più povera Sicilia!
    _ Per stasera mi pare che basti. Ho qualcosa altro da fare.
    – Come ho già detto all’editore/direttore, vorrei trarre spunto dall’increscioso episodio ed a prescindere dalla questione personale, per sviluppare una serie di riflessioni, che poi posso anche riassumere in un articolo che dovrebbe poter fare da contraltare a quello di Luisa Pace, che nel frattempo farebbe bene a riprendere i libri sui quali ha studiato per rifare nuovamente con me gli esami che ha sostenuto per prendersi la sua laurea. Ai miei studenti io insegno principalmente l’arte dell’argomentazione, incitandoli a controbattere alle mie argomentazioni, per trovarne i punti deboli. Spero cha anche Luisa Pace voglia fare lo stesso, ma… con onestà, altra cosa che dovrebbe soprattutto imparare, se davvero vuol fare la giornalista e non la propagandista di non so chi. Le lascio il tempo di prepararsi (in storia, filosofia, diritto), ma non può pensare di scappare dopo avermi così incautamente chiamato.

  27. Gent.mo Prof. Caracciolo,
    premesso che non è mia abitudine costringere chicchessia a scrivere una lettera o commento in risposta, ritengo che sia necessario tornare al tema centrale del dibattito.
    Come Lei stesso ha affermato, visto l’argomento trattato, il confronto deve avvenire nel rispetto reciproco.
    Appare dunque assai difficile che i lettori, Ella compreso, non siano a conoscenza delle competenze professionali della giornalista in questione, a tal punto da doversi chiedere se non faccia la ‘casalinga’.
    Altro non fosse che per la breve bio pubblicata a margine dell’articolo e che mi permetto di riportare:
    “Luisa Pace: France Representative della European Journalist Network, membro del comitato dell’Association de la Presse Etrangère, giornalista free-lance molto apprezzata, scrive per diversi quotidiani e periodici svizzeri, italiani e francesi: La Regione Ticino, Focus In, La Révue Défense.”
    Lavalledeitempli.net – a differenza di molti altri giornali o siti d’informazione – è sempre disponibile a pubblicare repliche, contributi, lettere o smentite, anche allorquando non ne dovesse condividere i contenuti, nel rispetto del diritto d’opinione e di ospitalità, purchè esposti con cortesia e nel rispetto degli altri.
    Considerata la qualità dell’argomento trattato, sarei grato a tutti i lettori che volessero lasciare un commento, se volessero attenersi al tema in questione.
    Nel ringraziare anticipatamente, porgo i miei più cordiali saluti
    Gian J. Morici

  28. “Delle sue opinioni o idee, se ne ha, si tratta per me di “cazzate” non meritevoli della mia attenzione”

    Mi sembra strano il fatto che il Prof. Caracciolo abbia risposto, dall’estero dove si trova per lavoro immagino, con tutti questi commenti per “cazzate” tanto per citarlo. E menomale che di “cazzate” si trattano le “opinioni” della Luisa Pace, se le avesse considerate cose serie e meritevoli della sua attenzione non oso immaginare cosa avrebbe fatto e/o scritto.

  29. Antonio Caracciolo

    20) Inserisco anche qui un testo che ho appena collocato nel blog di Beppe Grillo, in calce ad ad un articolo (di ben altro livello che non Luisa) di Moni Ovadia. Rientra nel nostro discorso perché Luisa Pace si qualifica come esperta di politica estera ed è fan giornalistica di Israele. Servirà qui per l’ulteriore discussione.
    ————————————
    Questi commenti sono così numerosi che temo ognuno di essi cada nell’irrilevanza. Questo è il secondo che scrivo e forse anche l’ultimo. Mi auguro che lo legga anche Ovadia e che tragga le conclusioni che non ho lo spazio per illustrare. Riporto in toto una tabella che prendo dal catalogo della mostra alla Brunei Gallery di Londra: “Britain in Palestine. The Story of British Rule in Palestine 1917-48 (by Karl Sabbagh). Tabella: Population groups in Palestine, 1860 to 1915. – Nel 1860-61 vi erano in Palestina 325.000 musulmani, 31.000 cristiani, che insieme fanno 356.000 arabi, a cui si aggiungono 13.000 ebrei AUTOCTONI pari al 3,5% della popolazione complessiva di 369.000 abitanti della Palestina negli anni 1860-61. La tabella riporta i dati successivi per gli anni: 1882-83; 1895-96; 1905-6; 1914-15. Per stare nello spazio salto i dati intermedi e riporto solo quelli del 1914-15, che sono di 602.337 musulmani, 81.012 cristiani, che insieme fanno 683.349 arabi palestinesi, a fronte di un numero di 38.349 ebrei, parte autoctoni e parte immigrati sotto il governo ottomano, pari al 5.4 % della popolazione complessiva di 722.103 abitanti della Palestina negli anni 1914-15. Sotto il mandato britannico sarà favorita al massimo l’immigrazione ebraica, al punto da provocare la rivolta araba del 1936-39. L’obiettivo del sionismo è sempre stato quello di divenire maggioranza in Palestina. Questo obiettivo sarà però raggiunto solo con la grande pulizia etnica del 1948, che espelle 750.000 palestinesi e distrugge metà dei loro villaggi: di uno di essi si è occupato Grillo in un video You Tube, che ha scatenato una campagna di diffamazione contro di lui… Salto e salto. Ma a questo punto, quando si sente dire “diritto di Israele alla sua esistenza”, che vuol dire? Che si deve riconoscere il suo diritto alla “pulizia etnica”, equivalente al “genocidio” della popolazione palestinese che risulta dalla tabella data?

  30. Antonio Caracciolo

    21) Rispondo brevemente ai due commenti in replica che leggo stamattina. In una mi si dice: Non conosce Luisa Pace? Non la conosco! Conosco Hobbes, Schmitt, Spinoza… Ma Luisa Pace non la conoscevo fino ad oggi. Mi si dice: è giornalista qualificatissima. Rispondo il più cortesemente possibile: ahimè! Ad Aurelio rispondo: non è cosa che la riguardi cosa io stia a fare all’estero. Lei mi può chiedere di esprimere con parole diverse il concetto linguistico popolare di “cazzate” riferite a ciò che scrive Luisa Pace. E potrei convenire con lei, ma il linguaggio a volte richiede del colore. Non è comunque una “cazzata” quella che appare essere una “diffamazione” reiterata e di cui stiamo discutendo. Questo è il tema. Poiché sono già stato vittima di una simile diffamazione, che ha comportato anche minacce di morte alla mia persona (con regolare denuncia contro ignoti), il signor Aurelio vorrà concedermi che io possa darmi qualche pensiero alla reiterazione di una notizia falsa, ovvero alla divulgazione ulteriore di quelle stesse identiche notizie per le quali ho subito un procedimento disciplinare dal quale sono assolto con formula piena come già detto. Se poi Luisa Pace conosce il mestiere che si attribuisce, a maggior ragione mi chiedo come abbia potuto ignorare l’acclarata infondatezza di ciò che mi attribuisce. Dove ha attinto le sue notizie? Dove ha desunto il termine “Leggenda” ed in quale contesto? Dai vegetariani no! E dunque da dove? Luisa Pace è una grande giornalista: così ho capito? E che sarà mai di quelli che “grandi” non sono? A proposito: pensa il signor Aurelio che io debba chiedere a lui conto del tempo che sta impiegando a sostegno di Luisa Pace, ma senza apportare nessun contributo, magari rispondendo per delega ricevuta alle questioni da me poste e rimaste ancora senza risposta? Non lo faccio: il signor Aurelio è libero di impiegare il suo tempo come meglio crede senza io gliene debba chiedere conto come lui sta facendo con me.

  31. Antonio Caracciolo

    22) Post Scriptum per Aurelio. Dato il livello della discussione ed il suo oggetto, poiché mi chiamo Antonio Caracciolo, e sono perfettamente identificato, ed anche Luisa Pace, lo è, oltre che il direttore della testata, sarebbe opportuno che Aurelio aggiungesse al suo nome anche il cognome con piena identificazione. Se non ritiene di farlo, e non è obbligato, ritengo sia più corretto che si astenga dall’interloquire in una conversazione fra persone tutte identificate.

  32. Ill.mo Prof. Caracciolo Nessuno mi ha delegato a prendere le difese o attaccare nessuno mi sono semplicemente limitato a leggere l’articolo, i commenti e scrivere quello che pensavo. Una mia constatazione.

    Non voglio sapere dove lei sia e cosa faccia, non è di mio interesse. E’ stato lei in uno dei suoi precedenti commenti a scrivere di trovarsi all’estero. Non credo di averle mai chiesto cosa stesse facendo, mi ero limitato soltanto ad immaginare che lei si trovasse fuori l’Italia per lavoro ma era una mia supposizione punto, non ritengo di aver offeso nessuno.

    Non ho nulla da chiederle né le formulerò domande da lei suggerite, col mio commento mi ero limitato a constatare l’elevato numero di suoi commenti per rispondere a delle “cazzate”. In genere le regole della comunicazione vogliono che alle cazzate non si risponda poiché se prive di fondamento le stesse muoiono nell’indifferenza dei lettori.

    Cordialmente

    Aurelio

  33. Signor Caracciolo,
    per fortuna il Sig. Morici ha continuato a risponderle a tono conoscendomi bene ed ha saputo trovare le parole meglio di me. Occupare questo spazio per inviarmi attacchi personali con un tono da comandante mi urta e credo che urti anche i lettori. Non l’ho mai insultata! Non sono d’accordo con lei, punto e basta. Non ho scritto che lei è una nullità e spara cazzate (riprendo il suo vocabolario). Che io sia Fan Giornalistica di Israele lo dice lei. Ed anche se fosse? Leggo il Gerusalem Post come Hareetz. Guardo CNN o Al Jazeera, El Pais o El Mundo, più giornali regionali… e via dicendo. Peccato che lei si sia perso molti miei pezzi in favore anche dei musulmani, dei palestinesi e delle minoranze in genere. Io non ho inventato quello che ho scritto. Poiché il mio articolo mi è “stato ispirato” da IxR vada su questo link: http://www.informarexresistere.fr/2012/11/04/avviso-ai-naviganti-del-m5s-siete-consapevoli-del-cappio-che-il-sionismo-sta-preparando-per-voi/#axzz2Cya7AsVF e lì troverà quanto riportato compresi i link Ci sono le sue firme Professor Caracciolo. Forse in questo modo, se non vuole essere citato in un articolo, avrà con chi prendersela. Non intendo accettare più alcun insulto. Non me la sono presa con lei, ho scritto che non condivido le sue idee riprese da IxR. Non ho nessuna intenzione di rispondere alle sue illazioni e provocazioni gratuite. Sembra che più che esprimere opinioni interessanti lei voglia insultare tutti. Secondo lei sono giornalista “ahilei”… La supplico, non mi legga! E lasci spazio anche agli altri invece di monopolizzare una conversazione che ha cercato di stoppare discreditandola! Luisa Pace

  34. Antonio Caracciolo

    23) Penso di avere acquisito sufficienti elementi di giudizio e mi riservo nei prossimi giorni un intervento conclusivo ed articolato. Al momento sono occupato. Se nel frattempo vi saranno interventi che richiedono una mia replica, ne terrò il dovuto conto.

  35. L’argomento è interessante e difficilmente si trova in rete un così ampio confronto. Tolti i personalismi, penso che sarebbe il caso di approfondirlo.

  36. Antonio Caracciolo

    Torno brevemente per sottolineare come il disegno di legge di cui l’articolista si era fatta sponsor è decaduto non solo per fine legislatura, ma perché gli stessi senatori della commissione legislativa si erano accorti della gravità e della insensatezza del disegno di legge, che qualcuno aveva pensato di poter far votare ed approvare come legge da appena 13 persone… Era un chiaro disegno liberticida di cui appunto l’articolista si era fatta sponsor, chiamandomi in causa con nome e cognome… Ripeto: cinque anni per mia eventuale azione risarcitoria e soprattutto ribadisco al Direttore della testata: mia assoluzione con formula piena per insussistenza del fatto e del diritto, di nuovo attribuitomi dall’articolista e quindi azione civile risarcitoria contro due quotidiani… Nel nuovo parlamento, profondamente rinnovato, mi auguro che sui temi della libertà di pensiero e di espressione la sensibilità sia diversa e soprattutto che abbia minore o nessun influenza quella Lobby ai cui interessi l’articolista mi è apparsa sensibile e portavoce.

    Saluti
    Antonio Caracciolo

  37. Invito La dott. pace il Dott. Morici e tutti i lettori a visitare il sito http://olo-truffa.myblog.it/ per leggere i 3 articoli pubblicati dall’innominato
    Io leggendo il contenuto sono rimasto disgustato ma anche molto arrabbiato come ha scritto anche Lala.

    SE QUESTO filosofo del diritto E’ UN UOMO

  38. Caracciolo, l’articolista è giornalista riconosciuta. Poco importa se un articolo di legge decade per fine legislatura. Ahimé siamo al 62° governo. La smetta di scrivere di me come di una gornalistucola. Io non ho scritto di lei come di un filosofi cuccio. Non condivido le su opinioni e ne ho pieno diritto. Se vogliamo filosofare ho studiato filosofia. Ma a dire il vero poco m’interessa poiché a lei non interessa un dialogo costruttivo ma il suo mero interesse rivolto alle sue azioni legali. Quin MI PERMETTA LA MIA LIBERTA’ DI PENSIERO. Questa sarebbe democrazia. Non appartengo a nessuna Lobby e mai vi apparterrò. Lei mi diede della casalinga (con tutto il rispetto per le casalinghe) ebbene no… ha da affrontare dell’altro. Mi ero dimenticata della sua esistenza e così vorrei continuare talmente non esiste possibilità si confronto. Sì, sono sensibile verso tutti gli argomenti che riguardano minoranze e falsi storici. Invece di attaccarmi miseramente mi risponda educatamente con prove. L’ho citata? Certo… ho trovato le sue dichiarazioni. Lei non può aver trovato nessuna prova che io appartenga ad una Lobby qualunque. Lei si espone? Ne assuma la responsabilità.

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