AntiLeaks – Terrorismo informatico di Stato?

Nasce un nuovo gruppo di hacker pronti a fronteggiare gli Anonymous, attaccando Wikileaks. Il gruppo, che dichiara  di essere composto da cittadini degli Stati Uniti d’America preoccupati per i recenti sviluppi con Julian Assange e il suo tentativo di asilo in Ecuador, ha già messo a segno un attacco in danno di Wikileaks e altri siti che diffondono i documenti  dallo stesso pubblicati.

L’attacco informatico, che è avvenuto  proprio quando WikiLeaks aveva appena rilasciato alcuni documenti molto imbarazzanti su un nuovo sistema di controllo sviluppato da ex dipendenti della CIA, sembra qualcosa di ben diverso da ciò che un gruppo di cittadini animati da buone intenzioni avrebbe potuto progettare e realizzare. Una forma sofisticata di DDoS, che lascia pensare ad una regia ben organizzata.

Anche il linguaggio utilizzato dal nuovo gruppo di hacker, che indicano Assange come capo di una nuova razza di terroristi, ricorda un po’ troppo le dichiarazioni rilasciate dai vertici del governo americano, rendendo poco credibile il fatto che si tratti di semplici cittadini che, inspiegabilmente, si stanno cimentando in un’impresa ardimentosa, utilizzando mezzi e programmi che la CIA aveva pensato e progettato per addestrare cyber-warrior  da impegnare contro nazioni ostili.

La domanda che si pongono un po’ tutti, è: cosa faranno gli Anonymous per fermare gli attacchi DDoS diretti a Wikileaks? Non  meno interessante la seconda domanda: troveranno gli Anonymous dei documenti in grado di dimostrare chi e che cosa c’è dietro AntiLeaks?

E se – come alcuni sostengono – dietro AntiLeaks ci fosse il governo degli Stati Uniti?

In quel caso, si tratterebbe solo di aggiungere un’altra imbarazzante pagina alla recente storia che vede sempre più coinvolti i governi di tante nazioni in una serie di scandali che sembra non debba avere più fine.

Gian J. Morici

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Commenti

  1. L’unico quotidiano online agrigentino che mi vien voglia di sfogliare: degli altri mi limito a leggere i rari articoli di mio interesse pubblicati su Facebook. Non sono aduso ai complimenti, ma se mi scappano vorrà dire che vale proprio la pena di farli!