Terzo appuntamento con ContemporaneA, la rassegna estiva dedicata alla letteratura under 35

Terzo appuntamento con ContemporaneA, la rassegna estiva dedicata alla letteratura under 35, promossa dalla rivista letteraria El Aleph in collaborazione con la Libreria Capalunga.

E’ il turno del romanzo “L’estraneo” di Tommaso Giagni, che sarà presentato giovedì 9 agosto alle ore 20 presso il giardino del Museo Archeologico di Agrigento.

Ancora una volta l’incontro, condotto da Gero Micciché, verrà integralmente ripreso dalle telecamere di Teleacras e successivamente trasmesso in tv.
La serata sarà arricchita dalla partecipazione di giovani musicisti e attori, e da brevi interventi critici a cura di alcuni giovani talenti agrigentini, fra cui:

- Beniamino Biondi (Poeta e critico)

Rogero Fiorentino (Giornalista)

Loris Magro (Critico)

Dario Piparo (Scrittore)
Potete trovare la pagina della rassegna, il calendario e le schede degli autori e dei libri presentati all’indirizzo http://elaleph.it/2012/07/20/contemporanea-seconda-edizione

 

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L’estraneo è un mezzosangue. È figlio della Roma di periferia ma non ci è nato, è cresciuto nella Roma bene senza mai sentirsi accolto. Quando finisce la sua storia con Alba, il giovane guarda in faccia la propria estraneità e decide di azzerare tutto, e ricominciare. Nella «Roma di Quaresima», estrema periferia. Affitta una stanza nell’appartamento occupato di Andrea, suo coetaneo, che si fa le maschere di bellezza e di sé non racconta nulla, a parte il sogno di avere una Ferrari.Palazzina G di un comprensorio affacciato sul Viale. Qui, in un territorio per il quale ha il passaporto ma del quale non conosce la lingua, l’estraneo prova disarmato e maldestro a «dare del tu alla vita». Tra maniaci del body-building e riti d’iniziazione in gloria al consumismo, tra pellegrinaggi per il Lupo Liboni e guardie devote allo Stato, incontra Marianna. E se ne innamora perché ha bisogno del suo sguardo, per vedersi. Per cercare ostinatamente un’identità.Un ragazzo di oggi, allevato dalla Roma bene ma partorito dalla borgata. Quando la città «delle Rovine» lo rigetta come un corpo estraneo, decide di immergersi nell’estrema periferia, di provare a impararne il ritmo. Ma se è proprio questa la Roma che suo padre gli ha inscritto nel Dna, e da cui voleva affrancarlo col suo impiego da portinaio in centro, non è detto che osservare la città da questa nuova angolazione ribalti la prospettiva. E salvi dal fallimento. Nella grande tradizione letteraria che indaga il rapporto mai risolto tra periferia e centro, Tommaso Giagni aggiunge la sua personalissima voce. Una lingua contaminata e piena d’invenzione, che raccontando le periferie degli anni Zero, disadorne e vivissime, rivela lo spaesamento di un uomo senza appartenenza.

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