Agrigento – Sindaco chiede il risarcimento dei danni per l’inquinamento di un tratto di mare di San Leone

Agrigento – Dopo averci costretti per 5 anni a fare il bagno nella melma sanleonina, finalmente Zambuto sembra prendere atto che qualche piccolo problema d’inquinamento marino a San Leone c’è. Toltosi dinanzi un tale a cui piaceva analizzare la qualità delle acque marine a suon di gargarismi e scorpacciate di patelle, messo a tacere qualche operatore del mondo dell’informazione, che si era trasformato in megafono dell’azienda che gestisce il servizio e dell’analista papillogustativo, il sindaco finalmente sembra scoprire quale sia il ruolo dell’Amministratore.

Pare sia finalmente tramontata l’epoca di quando il primo cittadino chiedeva che i giornalisti non scrivessero che il mare era inquinato. Tramontata l’epoca in cui si apprestava ad un tuffo in mare (prima di andare in ufficio e con gli occhiali da sole) e veniva immortalato da un giornalista di passaggio (di buon mattino) che non vedeva l’ora di mandare in stampa un bel pezzo sulla qualità delle acque di San Leone, garantita dal sindaco bagnante (per l’occasione, visto che preferiva ben altri lidi lontani dalla fogna sanleonina), da un rappresentante dell’azienda che gestisce il servizio e dal tale che degustava le acque.

In linguaggio giuridico, diremmo che trattasi di “ravvedimento operoso”.  Nulla a che vedere con le più recenti attività poste in essere da parte della Procura? – direbbero i maligni…

Noi, che non neghiamo aprioristicamente fiducia, vogliamo invece sperare che Zambuto, dopo aver affidato la città alla Madonna, a Padre Pio e a San Calo’, si sia finalmente ricordato che i cittadini con il loro voto l’avevano affidata a lui…

Gian J. Morici

Questo il comunicato odierno del sindaco Zambuto:

“E’ dal 2008 che il mare di San Leone di tanto in tanto debba essere vietato alla balneabilità.”

“Più volte – dice il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto – abbiamo segnalato al gestore i gravi disservizi ed abbiamo chiesto interventi rapidi, efficaci e definitivi. Ieri però abbiamo dovuto emettere un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione della zona compresa tra 200 metri a ovest del collettore delle acque bianche del lido Aster e 200 metri ad est del pozzetto sito all’altezza della traversa Mare Nostrum fino a quando la competente società di gestione del servizio idrico integrato avrà comunicato la ripristinata balneabilità del mare a seguito dei conseguenti interventi.”

“A questo punto – dice il Sindaco – essendo nostro preciso dovere tutelare la salute dei cittadini non possiamo più consentire a Girgenti acque di continuare a gestire il servizio in modo non appropriato, tenendo presenti prima di tutto i profitti, e mettendo in secondo la tutela igienico-sanitaria. A tal fine ho dato disposizioni all’ufficio legale del Comune di avviare l’azione di risarcimento danni contro la Girgenti acque.”

“Non è possibile – continua Zambuto – che un danno così grave si debba verificare a causa del cattivo funzionamento, in questo caso, di una centrale di sollevamento. Prima della consegna degli impianti alla società di gestione, quando il Comune curava direttamente la manutenzione attraverso un’apposita ditta che monitorava continuamente l’intero sistema di depurazione, mai eravamo stati costretti ad emettere ordinanze di divieto di balneazione, cosa che è avvenuta invece dal 2008 in poi, da quando cioè è subentrata la competenza della Girgenti acque.”

“Adesso pertanto – prosegue il Sindaco di Agrigento – siamo costretti ad intraprendere una seria azione legale per il grave danno all’economia locale che tali episodi determinano. Un’economia già in crisi, che in questo periodo di maggiori presenze turistiche, vorrebbe avere un po’ di ossigeno, viene stroncata da queste notizie.”

“Non possiamo restare a guardare – conclude Zambuto – e chi ha responsabilità paghi le conseguenze delle proprie negligenze.”

 

1° agosto 2012

 

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Commenti

  1. diego scrive:

    La farsa continua con questa presa di posizione del sindaco in attuazione del principio “MORS TUA VITA MEA”. Troppo tardi, caro sindaco. Lei non ha fatto niente per risolvere il problema quando poteva (tutte i suoi precedenti e contraddittorii proclami ne sono una prova) e ora versa lacrime di coccodrillo, cercando alibi dietro le inadempienze di Girgenti Acque. Lasci perdere. Se vuole dimostrare davvero il suo coraggio, torni a fare il bagnetto ristoratore in compagnia del nuovo gestore di Girgenti Acque nelle melmose e fetide acque del mare di San Leone, come ha fatto in tempi recenti, anche per alimentare sempre il feeling con la premiata ditta che gestisce le fognature agrigentine.