Merah a scuola prima della strage

 

Al-Jazeera ha ricevuto un filmato video che mostrerebbe gli attacchi mortali portati a termine da Mohamed Merah, 23 anni francese, che è stato ucciso la settimana scorsa dopo uno scontro di più di 30 ore con la polizia.

Le immagini erano contenute in una chiavetta USB, accompagnate con una lettera inviata alla sede parigina  di un’emittente televisiva del Qatar.

La lettera, scritta in francese con pochi errori di ortografia e grammatica, rivendica le uccisioni, effettuate in nome di al-Qaida.

Secondo il premier francese Sarkozy, Merah non faceva parte di una cellula terroristica, ma gli investigatori stanno indagando sul fratello  Abdelkader e su altri possibili complici.

Dall’esito delle prime indagini, emergerebbe infatti che il killer di Tolosa si sarebbe recato recentemente in Bosnia-Erzegovina, per assistere a una delle tante lezioni di Mohammed Seifuddin Civcije, capo di una formazione islamica denominata ‘Invito in paradiso’.

Già nel mese di novembre, dalle pagine di questo giornale, avevamo evidenziato come nonostante l’estremismo islamico in Bosnia sia in crescita da anni, il mondo occidentale abbia sempre sottovalutato il problema.

Sembra quasi che non si voglia ammettere come dopo l’Accordo di pace di Dayton del 1995, che pose fine ai combattimenti, molti jihadisti non lasciarono la Bosnia, e grazie ai copiosi finanziamenti ottenuti dal governo saudita, con la costruzione di centri di educazione religiosa,  hanno promosso l’Islam, anche nelle sue forme più estreme ed intolleranti, come il wahabismo. Un pericolo per l’Europa, che lo stesso Sarkozy sembra volere a tutti i costi ignorare.

Della formazione islamica ’Einladung Paradies zum‘ (Invito in paradiso), a capo della quale sarebbe Mohammed Seifuddin Civcije, avevamo già scritto dopo l’arresto di Arid Uka, il terrorista accusato di aver ucciso due militari americani all’aeroporto di Francoforte, quando le autorità tedesche trovarono un profilo social network Facebook, con il nome di AbuReyyan.  Nome che gli inquirenti ritengono possa appartenere ad Uka.

Sulla pagina di Facebook di Abu Reyyan, il quale non nascondeva la sua fede islamica, tra gli amici fiigurava Sven Lau, leader dell’associazione  Einladung zum Paradies  (Invito al paradiso).

Nel 2007 Sven Lau fuse il suo gruppo nel Centro di Educazione e Cultura a Braunschweig, guidato da Mohammed Civcije, chiamando la loro nuova associazione ‘Einladung Paradies zum‘- EZP, in lingua inglese -’ Invito in Paradiso ‘. Nel maggio 2010, venne deciso che Mohammed Civcije sarebbe stato  a capo della EZP e  Sven Lau sarebbe divenuto il primo deputato.

Prima dell’attentato a Francoforte, Arid Uka, tra la fine del 2010 e inizio del 2011, era stato in Zenica, dove avrebbe contattato altri gruppi estremisti.

Gli uffici della  ‘Einladung zum Paradies‘, furono  perquisiti nel 2010  dalla polizia tedesca e qualche mese dopo i funzionari di Amburgo chiusero la moschea di Taiba .

Un’ottima chiave di lettura a quanto si sta verificando, l’aveva data  Antonio Evangelista con il suo libro dal titolo “Madrasse – Piccoli martiri crescono tra Balcani ed Europa”, che spiega in chiave narrativa cosa rappresenti il fondamentalismo islamico per i Balcani, raccontando la storia del  “Musulmano bianco”

Evangelista, nella parte iniziale del suo libro, spiega l’uso strumentale e distorto dell’insegnamento del Corano, finalizzato all’incitamento alla jihad.

Bambini, prevalentemente orfani di guerra, che vengono educati in Bosnia dove “ex mujaheddin, divenuti imam, da un giorno all’altro, preparano gli studenti, i ragazzi, i bambini, alla guerra contro i nemici di Allah, contro l’Occidente, spiegando e autocelebrando, con dovizia di particolari e di menzogne, le loro storie e le loro esperienze belliche, consapevoli d’essere madri e padri di creature segnate per sempre da guerre e tragedie familiari, che li hanno portati nelle scuole madrasse.”

Madrasse, così come  La torre dei crani, dello stesso autore, non è un libro di pura fantasia, ma narra fatti realmente accaduti, con le considerazioni di chi la guerra dei Balcani, la crescita dell’estremismo islamico e della criminalità organizzata, li ha visti con i propri occhi da “addetto ai lavori” .

È ancora possibile continuare ad ignorare come il problema dell’estremismo islamico in Bosnia minacci l’Europa?

Gian J. Morici

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