Aragona – Non giustiziate Pasquino – Arroganza e censura non fermano il Giornale “La Valle dei Templi”

Aragona (Agrigento) – C’era d’aspettarselo. Presto o tardi doveva accadere che quel rompi zebedei di Totò Castellana, sempre pronto raccogliere malumori e giuste proteste, rischiasse di far la fine degli autori – in questo caso non anonimo – delle famose pasquinate (clicca qui).

Avrei preferito scrivere un articolo ironico, citando la Congrega degli Arguti.

Avrei voluto narrare ai lettori di quel tal Marchese del Grillo che, convocato dal Papa, alla richiesta di smettere di lanciare sassi contro dei poveri cristi, rispose: -“ Padre santo io nun je la faccio , qualcosa jela devo tirà pe’ forza!”- e il Papa di rimando:-“Allora se proprio je devi tirà qualcosa tiraje la frutta-  e il Marchese: “La frutta… si, je tirerò la frutta”-. Così, la mattina seguente il marchese cominciò a tirare delle grosse pigne e quando le vittime gli gridarono che il Papa aveva assicurato loro che non sarebbero stati più bersaglio, il Marchese rispose:-“No il Papa mi ha detto che potevo tirare solo della frutta, e questa frutta è, frutta de pino! “.

Purtroppo, la gravità di quanto accaduto non consente ironia di sorta.

Domenica sera Castellana si è recato in piazza ad Aragona, dove si svolge la consueta festa di Carnevale, per fotografare e riprendere i carri allegorici.

Ma la serata ha riservato sorprese niente affatto gradite, in particolar modo al sottoscritto che è poco avvezzo a subire ingerenze sul proprio operato.

Le immagini del video mostrano Castellana che viene avvicinato da un appartenente alle forze dell’ordine, il quale – facendo riferimento alle foto, senza alcuna ragione e senza neppure un cenno di saluto – lo redarguisce così: “Non è che queste cose vanno a finire fuori sede…?

Castellana poi chiede se “è vero che vogliono far togliere la scritta Amministrazione dal carro “Indignati”, ottenendo in risposta un secco “Io non so niente. Sto dicendo solo, senza alimentare minchiate! Perché poi..”.

Quali che siano le “minchiate” a cui fa riferimento l’appartenente alla forza pubblica, o cosa significhi quel  “perché poi..”, non è dato sapere. Anche se  pochi dubbi sussistono in merito al senso di quei puntini di sospensione…

Segue un breve scambio di battute, nel corso delle quali Castellana precisa che non scriviamo “minchiate” ma quello che sono i fatti, ed è a quel punto che il rappresentante delle forze dell’ordine precisa: “Io non mi voglio neanche agitare eh… quindi..[…] Se vuole fare il giornalista fa il giornalista, senza alimentare polemiche…[…] Castellana, io non mi voglio incazzare stasera ah…”.

Non ritengo sia il caso di commentare oltre.

Ben altro ci saremmo aspettati dopo che ci si era spesi in favore della comunità aragonese, facendo restituire un pianoforte al Comune – che non si sa come e perché si era “volatilizzato” (clicca qui) – o dopo aver fatto restituire alla biblioteca comunale  (grazie ad un articolo – clicca qui) la pubblicazione del Prof. D. Gaziano, “Aragona e i suoi principi”. Senza dimenticare che sempre grazie agli scritti di Castellana venne riparato in breve tempo un guasto fognario che non veniva risolto da mesi. E come dimenticare di quando vennero immediatamente tolti i cani randagi che erano tenuti dentro i bagni della villa comunale (clicca qui)? Questi, solo alcuni dei tanti altri articoli che a ben altro avrebbero potuto – e forse dovuto – dar luogo.

Il bravo Castellana vedendo nel frattempo il sindaco parlare concitatamente con alcuni degli organizzatori del carnevale aragonese, si avvicina per meglio comprendere quanto stesse accadendo.

Ne consegue un confronto veramente spiacevole, del quale è possibile sentire soltanto l’audio, visto che la strada – come tante vie ormai di Aragona – è buia.

Il “democratico” confronto si conclude con il sindaco del paese che spintona il povero Castellana.

Forse il timore che Castellana riprendesse la scena grottesca di un sindaco che impone venga cancellata dal carro allegorico degli “Indignati” la scritta “Amministrazione Assente”, giustifica quell’atto di prepotenza. E al buon Castellana, non resta che ringraziare il fatto che nel 2012 non esiste più la forca, né il Papa Re….

–         Castellana: Scusate posso?

–         Sindaco Alfonso Tedesco: Come l’altra volta .. tu non sei autorizzato […] Non sei autorizzato. Tu non sei autorizzato. Tu non sei autorizzato[…] Questa storia che tu ogni volta che io faccio qualche cosa mi devi riprendere.. non … Tu mi devi chiedere l’autorizzazione. Quando devi riprendere me devi chiedermi l’autorizzazione.

–         Castellana: Non è vero! Tu sei un amministratore, sei il primo cittadino…

–         Tedesco: ma stai scherzando?

Un episodio che ha spinto Castellana a valutare la possibilità di non scrivere più nulla sul paese di Aragona. Un episodio, che mi ha fatto vergognare delle mie origini (mio padre era nativo di Aragona), ma che mi ha al contempo imposto di prendere una posizione chiara nella vicenda: il Giornale La Valle dei Templi, non lascerà Aragona!!! Senza volere entrare nel merito di aspetti “diversi” da quelli etici, non possiamo non evidenziare come ad Aragona si sia voluta imporre una censura all’unico organo stampa che ha denunciato fatti assai “disdicevoli” sotto tutti i profili, compreso forse quello penale… Questo è quanto accade in un paese laddove – oltre a pianoforte e libri – è stato possibile fare sparire antichi abbeveratoi e inferriate in ferro battuto, che non appartenevano certamente a privati. Questo è quanto accade ad Aragona, dove non c’è libertà di stampa – né di critica, visto quanto accaduto con il carro allegorico – e la democrazia sembra essere stata sospesa.

Alla luce di tutto ciò, forse sarebbe il caso di rivedere la toponomastica e dare un nome diverso a quella piazza che – soltanto il giorno prima del carnevale – è stata dedicata a Peppino Impastato (clicca qui), noto eroe antimafioso, che ben altre lotte (non me ne voglia Castellana) condusse in merito alla libertà d’informazione, a tal punto da farsi uccidere.

Ad Aragona, No Photo e Video Zone. Ma né “La Valle dei Templi”, né tantomeno Castellana, sono disposti a sgombrare il campo a chi ha ben pensato di imporre con arroganza un’indegna censura.

Gian J. Morici

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