Torna il fantasma di Aragona. Fotografato dai ghost hunters del “La Valle dei Templi”

Aragona (Agrigento) – Il pianoforte adesso c’è. Ad un mese esatto dalla pubblicazione del nostro articolo – “Il pianoforte fantasma di Aragona” (clicca qui) – il pianoforte – di cui tutti, o quasi, in municipio sconoscevano l’esistenza –  è uscito dall’inferno dell’oblio per riapparire al “Purgatorio”. Avete udito bene “al Purgatorio”, nei locali della ex chiesa sconsacrata e da tre anni sede provvisoria della biblioteca comunale di Aragona. Del resto, essendo sconsacrata, la chiesa ben si presta ad ospitare anche i fantasmi.

Sarà riapparso temporaneamente pronto a smaterializzarsi di nuovo, visto che parlavamo di un fantasma oppure è avvenuto il miracolo cioè, è tornato tra noi per rallegrarci con le sue note ed essere fruito dagli amanti della musica e dell’arte?

Neppure noi stamane credevamo ai nostri occhi, nel vedere in biblioteca un Kawai. Subito ci siamo chiesti: sarà lui? E’ il pianoforte di cui parlava il nostro lettore “pianistadeluso”?

Abbiamo dunque contattato la direttrice della biblioteca comunale di Aragona, la dott.ssa Salvina Lauricella, che ci ha confermato che il Kawai che avevamo visto, era proprio quello citato nel nostro articolo. La dott.ssa Lauricella, non ha saputo dirci altro, se non che gli era stato semplicemente comunicato che il pianoforte avrebbe trovato posto presso la biblioteca da lei diretta.

Nonostante il diniego dell’assessore Gandolfo ad interessarsi della questione per riconsegnare alla cittadinanza un bene che le apparteneva, e dopo le dichiarazioni da parte del sindaco, dell’ex sindaco e di alcuni consiglieri comunali interpellati, avevamo immaginato una gara tra i politici locali nel ritrovare il pianoforte ed accaparrarsene il merito. Questa volta invece, dal municipio nessun battito di ciglia. Nessuno sembra aver fatto nulla.

Nessuna traccia del “medium” al quale si deve la materializzazione del Kawai. Serviranno altre sedute medianiche (o mediatiche?), affinchè eventuali altri ectoplasmi, a noi ancora sconosciuti, vengano a materializzarsi?

Con la speranza che nei prossimi giorni questo piccolo gioiello trovi degna sistemazione e adeguato utilizzo, non rimane, per l’ennesima volta, di constatare che “tutto è bene quel che finisce bene”.

I ghost hunters (cacciatori di fantasmi) del “La Valle dei Templi”, continueranno comunque a tenere gli occhi (e le orecchie) ben aperti, affinchè gli aragonesi possano dormire sonni un po’ più tranquilli, senza correre il rischio di vedere volatilizzare beni che così immateriali non sono…

Totò Castellana

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14 Responses to Torna il fantasma di Aragona. Fotografato dai ghost hunters del “La Valle dei Templi”

  1. Wowwwww!!!!finalmente !!!! kissà se si dovesse mettere a parlare il sign pianoforte ke racconterebbe di bello….quali mani delicate lo hanno portato in quella kiesetta ……kissà quale bravo e umile servo della musica si sia interessato x il suo grande ritorno….ma qui siamo nella terra delle tre scimmiette “nn vedo nn sento nn parlo”quindi accontentiamoci di poterlo vedere e usufruirne!
    ma una riflessione è dovuta: c’è voluto un ‘articolo e tanti commenti x riavere un bene comune??

  2. Mi rivolgo ai miei concittadini-Cari Aragonesi possibile che NOI non siamo degni di qualsivoglia spiegazione da parte di questa amministrazione?-Vi sembra giusto che episodi come questo del pianoforte fantasma ,non vengano ampiamente spiegati come, quando e perchè è finito al “purgatorio”? chi sono costoro per potersi permettere una tale sfacciataggine e sopruso verso noi elettori che bonariamente e fiduciosamente li abbiamo fatti sedere nelle loro dolci poltrone?chi sono loro per usurparci di un nostro diritto quello della trasparenza e verità???Passibile che continuiamo ad essere sempre e comunque dei poveri fessi??

  3. @ San Tommaso.

    Quale fessi, “Babbi! Babbi!” San Tommano…
    🙂 🙂 🙂 vuoi toglierci pure il marchio doc

  4. Non sia mai!!! Pero’, dato il caso fessi mi sembrava piu’ adatto e comprensibile!:-)

  5. W pianistadeluso!!!! …. in barba a chi ce l’ha con i commentatori anonimi!!! …. vedete quanto bene può fare un commento anche anonimo!?!?!?!? ….
    Ma penso che sul punto bisogna fare ancora luce: chiederei alla dott.ssa lauricella: CHI le avrebbe “comunicato che il pianoforte avrebbe trovato posto presso la biblioteca da lei diretta”???
    é Lei la direttrice no? o chiccessia potrebbe prendersi la briga di collocare nella biblioteca da Lei diretta qualsiasi cosa di qualsiasi provenienza?
    Dove è stato il pianoforte fino ad adesso? chi lo ha detenuto? a che titolo?
    Sindaco, assessori, consiglieri comunali si inventino una risposta almeno!!!!! Forza Castellana: ancora il tuo lavoro non è finito!!!!

  6. Totò Castellana

    @piropuro . Un saluto a Lei piropuro – sarà il vero o il falso piropuro? – spero il vero quello che con i suoi pungenti commenti ha creato arrabbiature, disappunto, polemiche e serie riflessioni nei nostri lettori. Ringrzio lei e tutti coloro che commentando rendono vivi ed attuali gli articoli di questa testata giornalistica.

    Il pianoforte adesso è ai “Cantieri Culturali del Purgatorio” chiunque può andare a vederlo ed utilizzarlo.

    A quanto fatto finora (ricomparsa del pianoforte) le risposte alle domande poste sopra ritengo non diano nessuna utiltà alla causa. Quelle risposte potrebbe chiederle qualsiasi cittadino, verbalmente o in forma scritta, al sindaco o alle competenti autorità.

    A quelle domande potrebbe sentire l’obbligo di dare risposta, a mezzo comunicato stampa, il sindaco piuttosto che la direttrice della biblioteca o altri politici e dirigenti. Pungolare le persone non serve a nulla, ci sono delle domande che non vanno poste perché le risposte vanno, semplicemente, date da chi di dovere.

    Ripeto, il piano adesso c’è, è lì sotto gli occhi di tutti, ritengo che gli aragonesi, le associazioni culturali, i volontari e quanti in grado di dare voce al Kawai siano in dovere di presentare formale richiesta per utilizzarlo (ovviamente non in biblioteca dove potrebbe disturbare i fruitori ma in luogo idoneo). Questa sarebbe la giusta, costruttiva e propositiva conclusione della vicenda KAWAI per quel che mi riguarda. Non sono alla ricerca di streghe da mettere al rogo in piazza e, peraltro, non avrei nessun diritto nel farlo.

    Il mio lavoro sul Kawai finisce qui. Altri, e non certo io, potrebbero essere gli attori – nelle opportune sedi – a far luce sulla vicenda.

    Un sincero ringraziamento va ai nostri numerosi lettori che seguendoci, indirettamente, confermano il buon lavoro fin qui svolto.

    Piropuro molti mesi addietro lo avevo invitato – fornendogli mio contatto e-mail – per un caffé e due chiacchiere. Invito a cui non è seguita nessuna risposta. Ebbene, l’invito è rinnovato anche se dubito possa concretizzarsi.

    Cordialmente

    Totò Castellana

  7. Caro Totò troppo spesso sento dirle questa frase- Quelle risposte potrebbe chiederle qualsiasi cittadino, verbalmente o in forma scritta, al sindaco o alle competenti autorità- ma Lei sa bene che anche in quel modo non si riesce ad avere nessun riscontro e nessuna risposta.Lei è bravissimo a focalizzare l’interesse solo sul bene comune _in questo caso il pianoforte- ma credo che noi cittadini abbiamo il diritto di sapere anche se il mezzo forse è un po’ “particolare”.
    Nel Salutarla mi complimento per il lavoro svolto anche a nome di tutti coloro che amano la vera musica.Grazie

  8. Caro Totò, il mio plauso per i tuoi articoli, spero comunque che il tuo servizio sia a 360 gradi e non come sembra da portavoce del centrodestra.

  9. Sign. Pippo non credo che il giornalista in questione sia stato mai portavoce del centrodestra, anzi credo che sia uno dei pochi che con talento e zelo riporti la realtà del proprio paese.Magari a qualcuno puo’ dar fastidio ma quando si racconta la verità c’è sempre qualcun’altro pronto a negarla.

  10. Illustre Castellana, hai la mia stima e non penso di doverti dare alcuna indicazione sulla vicenda, ma la risposta agli interrogativi posti da me e non solo, hanno la più somma delle utilità cui un cronista deve tendere ovverro la ricerca della VERITA’ dei fatti.
    Chi gestisce le cose di tutti deve sapere di essere sotto l’occhio attento dei cittadini ai quali deve dare conto e ragione, direi, … al millesimo.
    Il fatto del pianoforte, al di là del suo valore economico, è di una estrema gravità. … e la totale ancanza di chiarezza sulla vicenda puzza davvero di marcio … ed il sospetto – diceva il padre politico del nostro sindaco – è l’anticamera della verità.
    Vorrei essere soltanto smentito dai fatti! vorrei pensare che il nostro comune è stato sempre gestito da persone oneste e corrette! vorrei pensare che il silenzio della amministrazione, dei consiglieri comunali, nessuno dei quali ha elevato uno straccio di interrogazione sulla vicenda, sia solo frutto di superficialità e distrazione e non di complicità! vorrei illudermi … che chi è fedele nel poco lo sia stato anche nel molto …
    Sarà così? … speriamo che la sentenza arrivi presto, ma non scomodiamo i posteri!!!

  11. E BENI VERU!!!

    COMMENTO MODERATO:
    CONVENGO CON QUANTO SCRITTO DA SAN TOMMASO PER IL GIORNALISTA A CUI VANNI I MIEI COMPLIMENTI PER L’ECCELLENTE LAVORO SVOLTO. VOLEVO DIRE CHE IL DOTT. TEDESCO HA L’OBBLIGO MORALE DI DIRCI DOVE SI TROVAVA IL PIANOFORTE. CERTAMENTE NON POTEVA SSERE CHIUSO NEL CASSETTO DI UN IMPIEGATO. ALLORA SINDACO, ABBI CORAGGIO RIPETO LO SA TUTTO IL PAESE DOVE ERA IL PIANOFORTE MA LO VOGLIAMO SENTIRE DA TE IL NOME DI QUESTO SPLENDIDO FORSE MUSICISTA????

  12. Purtroppo, il susseguirsi di commenti accusatori, da parte di chi afferma che “LO SA TUTTO IL PAESE DOVE ERA IL PIANOFORTE””, mi costringe ad intervenire.
    Fatta premessa che alcuni commenti sono davvero impossibili da pubblicare, voglio far notare come un giornale non sia la locale caserma dei Carabinieri.
    Il bravo Totò Castellana, ha perfettamente assolto a quello che era il suo compito, dando le notizie.
    Un lavoro meritorio, che ha fatto sì che il pianoforte tornasse al suo posto, sempre che fosse stato portato altrove, come qualcuno scrive, chiedendo a gran voce che venga fatto il nome del presunto detentore dello struento musicale.
    Orbene, se “tutto il paese sa”, perchè anzichè chiedere e pretendere da altri che si assumano l’onere di trasformarsi in investigatori, per denunciare eventuali illeciti, “tutto quel paese che sa”, non agisce di conseguenza?
    O forse tale obbligo morale, sempre che sussista, dovrebbero sentirlo soltanto alcune categorie di cittadini?
    Sono deluso e amareggiato dai commenti di chi, pur sapendo, ha preferito e preferisce tacere, cercando di imporre ad altri il fare ciò che in prima persona non si vuol fare.
    Non è certo un apprezzabile esempio di coraggio, quello di chi alla maniera siciliana adotta il fatidico “armamuni e partiti”…
    Ma il coraggio, così come la classe, non è certo acqua… e se anche acqua fosse, nel nostro arido territorio, se ne troverebbe ben poca…
    Invito pertanto tutti i lettori “sapitura” e animati da sano giustizialismo, a rivolgeresi a quanti preposti a rintracciare eventuali responsabili di altrettanto eventuali fatti illeciti, evitando commenti che se non moderati, potrebbero rappresentare già di per sè ulteriore fatto illecito.
    Gian J. Morici

  13. Agire di conseguenza gli aragonesi???? ma quando mai!!! La mia opinione è; far domande è legittimo ma pretendere ke un giornalista faccia quel nome è disdicevole! le domande e le risposte si devono porre esclusivamente all’ amministrazione ke dovrebbe curare il bene comune …solo loro devono tutte le risposte..sia qui ke nelle giuste sedi…..!!!!

  14. E BENI VERU!!!

    CARO DIRETTORE, FORSE NON SONO STATO MOLTO CHIARO ED ALLORA COLGO L’OCCASIONE PER CERCARE DI ESPRIMERMI MEGLIO. VOLEVO PRECISARE CHE E’ CHIARO A TUTTI CHE QUESTO GIORNALE NON E’ UNA CASERMA DEI CARABINIERI, IL MIO APPELLO AL SIG. SINDACO A FARE IL NOME DI CHI AVEVA IL PIANOFORTE E’ SOLTANTO SIMBOLICO. INFATTI NONPENSO CHE SI RIUSCIREBBE MAI AD ACCERTARE UN REATO NELLA FATTISPECIE, IL PROBLEMA NON E’ DI NATURA PENALE O SANZIONATORIA MA SOLTANTO DI NATURA POLITICA E DI LEALTA’ NEI CONFRONTI DI CHI ALLO STESSO SINDACO LO HA VOTATO CONSAPEVOLE DEL FATTO CHE EGLI RAPPRESENTAVA UN PUNTO FERMO SULL’ONESTA’ DI CONDOTTA DELL’AMMINISTRAZIONE DEL COMUNE. IO NON VOGLIO CHE SIA IL GIORNALE O CHIUNQUE ALTRO A DIRE IL NOME DEL “PIANISTA”, CI MANCHEREBBE, VORREI CHE FOSSE IL SINDACO SOLO PERCHE’ SICURO DEL FATTO CHE LUI NON FA DI QUESTE COSE E’ BENE CHE CACCI VIA CHI SI APPROFITTA DEI BENI DI TUTTI PER PAVONEGGIARSI A CASA SUA. NON INTERESSA NESSUNO SE IL “PIANISTA” VADA IN GALERA O VENGA SANZIONATO, MA INTERESSA CAPIRE DI CHE GENTE SI CIRCONDA IL SINDACO E DA CHI CI FA MMINISTRARE. L’OBBLIGO MORALE DI DIRE IL NOME LO SO BENISSIMO CHE E’ DI TUTTI MA IN PRIMIS DEL PRIMO CITTADINO IN QUANTO TALE. NON E’ ASSOLUTAMENTE NELLE MIE INTENZIONI DEMANDARE A LEI O AL SUO GIORNALE FARE QUELLO CHE AVREI POTUTO FARE IO FACILMENTE, NON SI TRATTA DI “ARMAMUNI E ITICI” MA SOLTANTO DI CAPIRE CHE NELLA COMUNITA’ OGNUNO DI NOI HA UN RUOLO BEN DEFINITO E IL SINDACO ED I SUOI ASSESSORI VENGONO ANCHE PAGATI DALLA COLLETTIVITA’ PER ESPLETARE LE LORO FUNZIONI. QUINDI OGNUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’ E SONO CERTAMENTE DEL SINDACO QUELLE DI ACCERTARE COME E’ POTUTO SUCCEDE E DI CHI E’ LA RESPONSABILITA’ , DOPO DI CIO’ PRENDERE I NECESSARI PROVVEDIMENTI, RIPETO SOLO PER UN FATTO DI DIGNITA’ PERSONALE. LA RINGRAZIO PER LA DOVUTA MODERAZIONE E LE PORGO DISTINTI SALUTI CON LA SPERANZA , FORSE, DI ESSERE STATO PIU’ CHIARO NELL’ESPORRE IL MIO PENSIERO..-

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