Legambiente o Confindustria sezione aziende Green Economy?

Più volte ci siamo chiesti se ‘l’ambientalismo del fare’, il connubio politico, le mire imprenditoriali di talune associazioni, non stesse portando le stesse ad inseguire le ragioni del profitto che spesso sono molto lontane rispetto a quelle degli obiettivi statutari.
Questa volta, a criticare Legambiente, sono gli stessi aderenti al cigno verde, che cominciano a nutrire seri dubbi sul modus operandi di chi ‘governa’ l’associazione.
Gli interessanti documenti inediti che pubblichiamo, sono di un circolo di Legambiente di Grosseto che rischia la sua stessa esistenza per un impianto in Puglia:

INTERVENTO SUL PROGETTO DI AZZEROCO2 SRL A CUTROFIANO
L’impianto che la AzzeroCO2 srl, braccio economico della nostra associazione, intende realizzare a Cutrofiano in Puglia su 26 ettari di terra agricola consta di 700 inseguitori bi-assiali di grandi proporzioni (mt 6,50 x 7,00), che montano pannelli a “concentrazione” della tedesca Concentrix solar.
Il progetto si propone di dimostrare la possibile coabitazione tra la produzione agricola e quella elettrica.
Gli inseguitori Concentrix
CARATTERISTICHE TECNICHE: Gli inseguitori Concentrix sono realizzati con una tecnologia che sovrappone una serie di lenti Fresnel (piane) a piccoli tasselli di silicio, che raccolgono, su una superficie di pochi cm quadrati, i raggi solari concentrati dalle lenti.
Questa tecnologia ha il vantaggio di risparmiare sulla quantità di silicio utilizzato, ma ha anche il difetto di funzionare solo a condizione di mantenere le radiazioni solari perfettamente perpendicolari alla superficie dei pannelli.
Da qui la necessità di utilizzare gli inseguitori bi-assiali,che con la loro struttura a “girasole”, su singolo stelo, utilizzano costosi apparati di rotazione e necessitano di imponenti fondazioni per sostenere il peso della struttura e contrastare efficacemente la spinta del vento che insiste su superfici tanto vaste ed esposte.
Qualsiasi guasto nel sistema di servo-inseguimento rende immediatamente l’intero pannello improduttivo, facendo fuoriuscire la zona focale dei raggi solari dal tassello di silicio.
IMPATTO VISIVO: Per quanto riguarda l’impatto visivo, la foto parla da sé: Il terreno di Cutrofiano sembrerebbe essere stato investito da una selvaggia speculazione edilizia, con una lottizzazione di 700 villette unifamiliari.
OMBREGGIATURA: bisogna tenere conto che tutti gli impianti ad inseguimento hanno necessità di maggiore spazio rispetto agli impianti fissi, dal momento che la loro efficienza nel captare le radiazioni solari determina un maggiore rischio di ombreggiamento reciproco tra i pannelli.
FONDAZIONI: ai problemi già evidenziati nei precedenti passaggi, le fondazioni di questi pannelli nel terreno prescelto a Cutrofiano incontreranno un problema aggiuntivo: quello delle caratteristiche geologiche del suolo.
Il terreno è composto di marne tufacee ed argilla, ritenute assai poco stabili e i geologi, in presenza di simili formazioni, consigliano il raddoppio delle opere di fondazione.
La componente agricola
Lo scopo di questo progetto, proclamato dai vertici di AzzeroCO2 e Legambiente ad ogni intervista reperibile in rete, è di dimostrare che si può coniugare la produzione elettrica con quella agricola.
Leggendo le varie dichiarazioni in ordine cronologico, ci si avvede subito però che le idee sull’aspetto agricolo del progetto sono alquanto confuse e contraddittorie:
In un primo momento si è parlato di coltivazione di grano: ”il lavoro congiunto di agricoltori locali ed agronomi, tecnici ed esperti di AzzeroCO2 ed Exalto, porterà alla coltivazione di grano e alla successiva produzione di pasta” diceva Mario Gamberale in un intervista ora reperibile anche sul nostro sito. Poi, sabato scorso, in assemblea, nella sua relazione, Mario Gamberale rivelava di aver avuto parere negativo dalle società di assicurazione dato che le mietitrebbie potrebbero causare gravi danni agli inseguitori con urti accidentali, e le assicurazioni, che normalmente pretendono che i grandi impianti FV siano protetti “manu militari”, non li coprirebbero.
Per un po’ si è ripiegato quindi, su non meglio identificate colture arbustive, secondo Sandro Scollato di AzzeroCo2 poi, “vi si potrebbero coltivare persino le palme da cocco”, ma infine, sempre nel corso della relazione, abbiamo appreso che si coltiverà insalata.
La dichiarazione è stata anche suffragata da un immagine in rendering che ritrae i filari di insalata, sotto i pannelli, innaffiati da un irrigatore ad aspersione.
La faccenda è curiosa perché nella stessa relazione, Gamberale ci informava che il terreno non è irriguo, che in agronomia significa “che non dispone di fonti d’acqua accessibili, e che deve limitare la sua produzione agricola a colture che possano giungere a maturazione col solo apporto delle acque meteorologiche”.
E’ quindi evidente che la verifica della disponibilità idrica, per quantità e qualità, andrebbe ritenuta il primo cardine su cui elaborare qualsiasi progetto agronomico.
Per coltivare ortaggi su 26 ettari, anche utilizzando i ben più appropriati impianti a goccia, sarebbero necessari ogni anno, nei 6 mesi presunti di attività produttiva 156.000 m3 di acqua, ossia circa 900.000 litri al giorno, 600 litri al minuto su tutte le 24 ore, una quantità d’acqua che potrebbe essere difficile reperire anche in Pianura Padana.
Inoltre, quella zona di Cutrofiano è stata in passato utilizzata per attività estrattive ipogee e le gallerie rimaste sono state a volte utilizzate per lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici, come testimoniano gli inquinanti da arsenico e metalli pesanti spesso riscontrati nelle falde idriche.
Inquinanti che mal si conciliano con l’irrigazione di ortaggi, specie in agricoltura biologica.
L’interferenza tra le due produzioni.
Gli inseguitori solari sono macchine molto efficienti nell’intercettare le radiazioni solari, quindi anche efficienti a proiettare ombra alle loro spalle ed anche se la struttura dei pannelli della Concentrix non è totalmente opaca, la luce che lascia filtrare è solo una pallida luce soffusa, privata delle radiazioni dirette necessarie alla coltivazione.
Chiunque si sia dedicato alle coltivazioni ortive sa che ci sono piante come peperoni e pomodori che non tollerano alcuna ombreggiatura ed altre invece, come molte insalate che, nelle stagioni più calde, invece ne hanno necessità e che, se esposte una eccessiva insolazione nelle ore centrali della giornata, andrebbero incontro a rapido deperimento.
Con pannelli di queste dimensioni i passaggi dal sole all’ombra sono invece assai prolungati e la griglia di distribuzione degli inseguitori sul terreno disegna un’alternanza di ombra e luce a macchia di leopardo, in cui si distinguono:
– aree di perenne ombreggiatura
– aree di perenne insolazione
– ed aree dove i passaggi tra le due condizioni sono di lunga durata.
In questa condizione la scelta delle varietà da coltivare dovrebbe seguire il capriccioso patchwork delle differenti gradazioni d’ombra proiettate dai 700 pannelli in una parcellizzazione di campetti dalle fogge più astruse.
Un’alternativa credibile
Già da diverso tempo, senza scomodare comitati scientifici, l’agricoltura ha incontrato il fotovoltaico sui campi coltivati, e lo ha fatto con la semplicità ed il pragmatismo dei contadini che, nelle zone vocate alle colture protette del settore florovivaistico e dell’orticoltura, hanno adottato diverse soluzioni proposte da artigiani nostrani che integrano bande di silicio amorfo o cristallino, alle coperture di serre e strutture di ombreggio preesistenti, e persino alle reti di protezione antigrandine.
Con la scelta iniziale della percentuale d’ombreggio delle reti (dal 90% al 10%) è possibile adattare le strutture d’ombreggio alle varietà che si vogliono coltivare nel terreno sottostante.
Per quanto possa sembrare sorprendente neanche per l’impianto in oggetto, così appassionatamente difeso dai vertici di Legambiente, è stato scomodato il nostro Comitato scientifico, di cui andiamo giustamente fieri.
Infatti un membro eminente di tale commissione, incontrato casualmente nei primi giorni di novembre, ad una domanda specifica ci ha dichiarato di non essere al corrente nemmeno dell’esistenza del progetto Cutrofiano.
L’architettura finanziaria dell’operazione.
Anche se a promuovere il progetto, in prima linea, sono Legambiente ed AzzeroCO2 in fase operativa subentrerà la Exalto Energy & Innovation s.r.l. , una società con sede a Palermo di proprietà (a parte alcune quote di minoranza) per metà di Giovanni Silvestrini del Comitato scientifico Legambiente e per l’altra metà della MG & partners s.r.l. con sede in Roma di Mario Gamberale del Consiglio nazionale Legambiente.
Inizialmente la Exalto, che non è in alcun modo partecipata da Legambiente onlus, dovrebbe quindi essere titolare, sia dei contratti di locazione del terreno che dell’incasso dei contributi ( oltre € 400.000 l’anno per 20 anni)
Ma, come si evince da una breve nota tratta dal sito della Exalto: “Exalto ha stipulato un accordo con la società tedesca Concentrix Solar per la diffusione nel nostro paese della tecnologia Flatcon, basata su sistemi ad inseguimento con moduli fotovoltaici a concentrazione.”
Sembra quindi più probabile che l’ultimo beneficiario saranno proprio i tedeschi della Concentrix solar, che portano in dote anche un accordo con Deutsche Bank che dovrebbe finanziare l’opera, e che da tempo cercano una realtà sufficientemente de-regolamentata per collaudare la loro tecnologia su vasta scala, dato che sia in Spagna che in Portogallo non hanno potuto andare oltre il mezzo MWp.
Un altra società, fresca di immatricolazione, la CX Cutrufiano srl. ( CX sta per Concentrix) amministrata da Mario Gamberale e di proprietà della Exalto, dovrebbe occuparsi della stipula della convenzione con il GSE. Sembrerebbe quindi che tutti i proventi derivanti dall’operazione, attraverso un complesso sistema di cessioni programmate, finiranno ad aziende che non hanno alcun vincolo di proprietà con Legambiente.
L’aspetto socio economico
Una delle tesi dei promotori del FV industriale, afferma che questa forma di utilizzo della terra agricola è un sostegno alla civiltà contadina.
L’impianto di Cutrofiano è l’esempio perfetto per approfondire questa tesi:
I campi di Cutrofiano sono rimasti fino allo scorso anno nella disponibilità di un agricoltore che con mezzi propri si occupava di coltivare cereali.
Il proprietario del fondo però, resosi conto delle possibilità di reddito molto maggiori che il Contoenergia offriva, nell’agosto del 2009 metteva online un annuncio.
All’annuncio rispondeva AzzeroCO2 (o Exalto, o Concentrix solar) prendendo in affitto il fondo e di fatto estromettendo il precedente agricoltore.
L’incontro tra la ricca speculazione fotovoltaica e l’affittuario senza tutele è stata fatale per il secondo.
L’impennata dei costi di affitto ed acquisto dei terreni agricoli per uso fotovoltaico ha tagliato fuori dal mercato tutti i possibili affittuari o acquirenti di terreni per uso agricolo.
Non ci pare francamente che questo possa essere inteso come un aiuto all’agricoltura.
Oltretutto, un’agricoltura come quella italiana, che vede la taglia media di superficie aziendale superare a stento i 7 ettari, ed un reddito pro-capite di poche centinaia di euro mensili, ha difficoltà a finanziare anche impianti fotovoltaici grandi come il tetto del fienile.
Elaborare architetture finanziarie che permettano agli agricoltori la realizzazione di piccoli impianti in regime di scambio sul posto (sotto i 20 kWp) sarebbe un vero intervento a favore dell’agricoltura.
Che consentirebbe di conservare sui campi i veri custodi della civiltà contadina.
CONCLUSIONI
Tutte le affermazioni note del Direttivo Nazionale di Legambiente, riguardanti la collocazione preferenziale di istallazioni FV, indicano, come supporti prioritari, i tetti ed i lastrici solari.
Sarebbe quindi stato logico supporre che, il primo progetto di grande impianto FV sponsorizzato dalla AzzeroCO2, avrebbe trovato posto sul tetto di un grande centro commerciale, magari in bella vista a Milano o a Roma con tanto di insegne del Cigno e pannelli col conteggio della CO2 risparmiata al pianeta, ad indicare, con un buon esempio, la retta via della generazione di energia fatta sul luogo medesimo del consumo, ed a rivendicare il ruolo “pedagogico” della nostra associazione in materia ambientale.
Invece si sceglie di realizzarlo su terra agricola, in una regione già colpita da un clamoroso eccesso di impianti di energie rinnovabili, dove si è già superata da tempo la copertura del doppio del fabbisogno elettrico da queste fonti. E ciò nonostante, non è stata chiusa nemmeno una delle centrali a carbone che insistono sul suo territorio, ma anzi se ne sta mettendo in cantiere un altra.
– Una scelta che, con la preferenza accordata ad un industria tedesca, va contro la tanto sbandierata volontà di creare una filiera produttiva italiana delle rinnovabili.
– Una scelta che ci isola e ci mette in rotta di collisione con la popolazione locale e con tutte le altre principali formazioni ambientaliste del paese e che trova solo l’appoggio di latifondisti e dei potentati locali di politici ed imprenditori.
– Una scelta finanziariamente incomprensibile, dato che Legambiente e la sua AzzeroCO2, in questa operazione non hanno apparentemente alcuna opportunità di profitto.
Entrambe, svolgono solo il compito di sostenere e promuovere, presso Enti locali e opinione pubblica, un accordo commerciale di distribuzione, in corso tra due aziende private, la Concentrix Solar e la Exalto Energy & Innovation Srl.
– Ma soprattutto è una scelta che priva i soci ed i circoli di Legambiente di uno strumento basilare per contrastare il proliferare di Impianti di FV industriale in terra agricola, quello della credibilità.
Perché, dopo Cutrofiano , dovunque si trovassero a fronteggiare gli eccessi bulimici di speculatori ed enti locali , si sentirebbero rinfacciare quel progetto.
Ed è in primo luogo per quest’ultima considerazione che il nostro Circolo inoltra questo intervento critico e chiede il ritiro del progetto di Cutrofiano.
Manciano 25.11.2010
Circolo Legambiente di Manciano, Il Presidente Andrea Marciani

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LETTERA APERTA

Caro Presidente,
Per evitare i malintesi della mia precedente, chiarisco subito che questa è una lettera aperta, scritta anche a nome del Circolo di Manciano, ed a cui verrà data divulgazione.
L’Assemblea nazionale dei Circoli
Abbiamo partecipato all’Assemblea dei Circoli Legambiente del 13/14 novembre scorsi, per dare corpo ad una dialettica orizzontale tra soci e circoli in un proficuo scambio di esperienze ed opinioni sulle scelte politiche ed ambientali della nostra associazione.
Non ci è stato possibile: l’intervento del nostro circolo – che doveva affrontare una tematica complessa con l’ausilio di un power point e che parlava a nome di altri 17 circoli firmatari di una nota mozione, avversa al FV in terra agricola – sono stati concessi 5 minuti scarsi ed è stato interrotto da un black out.
La richiesta di poterlo completare nel pomeriggio è stata respinta.
Allegato alla presente recapitiamo al Direttivo ed a tutti i Circoli d’Italia, l’intervento che non ci è stato possibile fare in Assemblea, integrato dalle informazioni ivi raccolte ( vedi allegato 1)
Alla luce degli ultimi accadimenti, riteniamo che questa sia, al momento, l’unica forma di comunicazione autonoma che i nuclei di base dell’associazione: i circoli ed i volontari che li animano, abbiano a disposizione, per elaborare un idea unitaria, un comune sentire, nell’associazione.
Lo Statuto
Nel suo intervento di domenica, la Direttrice Nazionale Muroni, ha sottolineato come l’organo dirigente dell’associazione sia un Direttivo e non un Coordinamento e questo giustifica il fatto che le scelte del Direttivo ci vengano calate dall’alto in Mozioni preconfezionate.
Le riunioni regionali, a questo punto, altro non sono che un passaggio di ratifica e presa in carico delle stesse.
Avendo il nostro circolo ricevuto reiterate minacce di espulsione, abbiamo studiato con una certa attenzione lo statuto nazionale e dobbiamo ammettere che la tesi della nostra Direttrice è suffragata dal testo della nostra “costituzione”.
Una volta eletto il Direttivo, soci e circoli devono farsi da parte, con due soli diritti residui: 1) appellarsi al consiglio dei Garanti 2) consultare il bilancio sociale. (Anche se, l’aver esercitato quest’ultimo diritto nelle settimane scorse, ci è costato, in Assemblea, un pubblico rimprovero di Stefano Ciafani)
Pur non condividendone alcuni aspetti poco democratici, e riservandoci, nelle giuste sedi, di inoltrare alcune richieste di modifica, riteniamo che il rispetto dello Statuto nazionale sia la base della gestione dell’associazione e ci chiediamo come mai, se l’articolo 8 dello statuto recita: “Vi è incompatibilità fra gli incarichi ricoperti all’interno di Legambiente e incarichi di pari livello ricoperti all’interno di partiti, sindacati ed altre organizzazioni di tale natura, per quanto concerne il livello regionale e nazionale.
E’ inoltre stabilita l’incompatibilità tra cariche esecutive territoriali di Legambiente e cariche amministrative esecutive di amministrazioni locali e di enti di gestione territoriale” negli organi direttivi di Legambiente siedano senatori, deputati, sindaci, assessori e direttori di parchi naturali.
Gli Affari e la Trasparenza negli affari.
Sempre domenica la Direttrice nazionale Muroni sottolineava che la scelta di dotare la Onlus Legambiente di un apparato di società di capitale dedite al profitto, era stata fatta in Congresso, e che era necessaria se si voleva svincolare l’associazione dalla dipendenza da uno Stato sempre meno “assistenziale” e continuare ad armare le crociere di Goletta verde.
Apprezziamo naturalmente il lavoro svolto da Goletta verde, ma ci sembra che questa scelta ponga problemi di etica e controllo democratico di una certa complessità.
La materia andrebbe trattata con la massima trasparenza, invece ai circoli non arriva la minima informazione sulla composizione societaria e sull’attività economica delle società di scopo che orbitano intorno a Legambiente ed ai suoi leaders.
Non è semplice capire quali siano le fonti di profitto di queste società: negli statuti si parla solo genericamente di consulenze ad enti ed aziende, commercio di certificati bianchi, verdi, carbon credits e via discorrendo, ma come circoli non abbiamo alcuna possibilità di effettuare verifiche.
Ai circoli dovrebbero pervenire sistematicamente notizie anche su tutti questi campi operativi, poiché alcune di queste attività potrebbero essere discutibili sotto un profilo etico o ambientalista.
E facciamo qualche esempio:
Le Consulenze: se fornite prima ad un’amministrazione per la stesura di un piano energetico provinciale o regionale, e successivamente, ad un azienda privata per una V.I.A. di un grosso impianto eolico nello stesso territorio, potrebbero far sorgere qualche dubbio sull’effettiva cronologia degli incarichi ottenuti.
I Carbon Credits: ossia, le “indulgenze” ad emettere CO2, vendute ad industriali inadempienti, ed ottenute tramite piantumazioni di alberi effettuate in Parchi nazionali, potrebbero sembrare poco consone agli scopi di un associazione ambientalista.
Soprattutto considerando che, per quanto assurdo possa sembrare, conferiscono all’industriale il diritto di emettere oggi, la quantità di CO2 che gli alberi piantati avranno “sequestrato” solo tra cento anni, (solo se, per il concorso di innumerevoli fortunate circostanze, saranno sopravvissuti fin lì.)
Inoltre bisogna considerare che per queste operazioni, le suddette società di scopo, possono contare sull’influenza che Legambiente ha presso le amministrazioni pubbliche, le aziende del settore rinnovabili e presso la Federparchi per i Carbon Credits, poiché spesso, gli stessi membri del Direttivo nazionale, siedono contemporaneamente su quasi tutte le poltrone decisionali in causa.
Il quadro che ne risulta evoca chiaramente la possibile sussistenza di un Conflitto di interessi.
“Ambientalismo del fare” o Ambientalismo ?
Ascoltando gli interventi che si sono succeduti durante l’Assemblea di Rispescia, talvolta si provava la straniante sensazione di essere finiti in un’assemblea della Confindustria, sezione aziende Green Economy.
Abbiamo ascoltato sindaci pugliesi che si lamentavano perché, per via di insignificanti allodole ed “aleatorie” rotte migratorie, non potevano realizzare altre torri eoliche (in una regione che ne ha già costruite più di 2.500 e ne ha in cantiere altre 4.000) o costruttori di centrali a biomasse che si lamentavano di non poter dare ai boschi dell’appennino e della maremma, la loro opportuna valorizzazione (termo) nelle loro efficientissime centrali.
Non condividiamo questa scelta politica, la riteniamo miope.
Consideriamo il cosiddetto ambientalismo del fare una svolta nefasta.
La nostra società è in preda ad una bulimia insaziabile di profitto, e, sul “fronte del fare” sono già schierati, nell’ordine:
· gli speculatori
· le cosche mafiose
· i politici del “partito unico degli affari” che ormai sembra governare l’intero paese
· gli albi dei professionisti, sempre più arroccati in casta.
· le associazioni di tutte le categorie produttive.
· i sindacati, che talvolta difendono i posti di lavoro anche nelle fabbriche inquinanti
· Quei cittadini che perseguono vantaggi personali anche a scapito della collettività.
Se anche le associazioni ambientaliste si schierano sullo stesso fronte, chi resterà a svolgere il ruolo di coscienza critica? Ci deve pensare solo la magistratura?
Riteniamo che Legambiente sia una formidabile realtà dell’ambientalismo italiano, e che accolga al suo interno, nei circoli come nel direttivo, donne e uomini di grande spessore morale e generoso impegno civile.
Noi ci battiamo perché i valori positivi presenti nella nostra associazione e nei suoi iscritti, tornino a prevalere su certi disvalori consumistici e speculativi che sembrano aver preso il sopravvento negli orientamenti strategici di Legambiente.
Nella speranza di ottenere concrete risposte sul merito delle corpose questioni poste dalla presente missiva, porgiamo i nostri migliori saluti e ringraziamo per l’attenzione.
Manciano 25.11.2010
Circolo Legambiente di Manciano Il Presidente Andrea Marciani

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15 Responses to Legambiente o Confindustria sezione aziende Green Economy?

  1. Elio Lanzillotti

    Salve
    Mi chiamo Elio Lanzillotti, nel 2008 ero Presidente del Circolo di Legambiente di Carovigno(Brindisi), eravamo 60 soci, ci siamo dimessi tutti. Le ragioni delle dimissioni sono sostanzialmente legate alle stesse problematiche evidenziate dal Presidente del Circolo di Manciano. (sicuramente più coraggioso di noi….).
    Esprimo al Circolo di Manciano a nome personale e degli ex iscritti (quasi tutti siamo rimasti insieme in un’altro contesto)di Carovigno condivisione ed apprezzamento con l’augurio di riuscire nell’intento di riportare in Legambiente la capacità di confronto prima regola della democrazia.
    Personalmente condivido il pensiero di giornalisti come Daniela Patrucco e Marco Grondacci quando affermano:” C’è nell’ambientalismo ufficiale una degenerazione centralista e autoreferenziale, un’incapacità di costruire una soggettività politica autonoma dal ceto politico dominante; l’esatto contrario delle necessità di un ambientalismo moderno, che dovrebbe essere auto-centrato, fortemente legato al territorio, capace di svolgere un ruolo di supporto progettuale e culturale che migliori la qualità dei conflitti ambientali e soprattutto rafforzi la autonomia della società civile nei confronti di istituzioni politiche sempre più lontane dai cittadini”
    Comunque se le associazioni ambientaliste come Legambiente e WWF (sempre in silenzio……) vogliono recuperare il ruolo ed il consenso del passato i loro dirigenti devono avere l’umiltà di ascoltare e di seguire i consigli dei propri associati. Iniziando,per Legambiente, da quanto giustamente dice il circolo di Manciano.
    Cordiali saluti Elio Lanzillotti

  2. Condivido e ho condiviso nel merito le questioni poste dal circolo di Manciano sull’inoppotunità di collocare pannelli fotovoltaici su terreno agricolo. Altra cosa è perseguire un metodo sbagliato, a mio parere, per far valere le proprie ragioni di merito fuori dal contesto dell’associazione. In questo modo si sceglie un percorso sbagliato per cambiare eventuali storture presenti in seno alla propria associazione, in cui appare evidente che l’interesse di merito è solo quello di gettare discredito, senza contribuire a cambiarlo. Potrei condividere e sottoscrivere quanto afferma nella sua analisi Elio Lanzillotti sulla necessità di ascoltare di più il “territorio” (agire localmente), ma prima è necessario pensare a come,dove e quando fare le cose (pensare globalmente): diversamente saremmo dei comitati e non circoli di un’associazione nazionale o internazionale. Condivido anch’io il pensiero dei due giornalisti citati da Elio, ma se all’interno della mia famiglia qualcuno si comporta male, insisto nell’affrontarlo internamente, e se la maggioranza dei suoi componenti dice che sono io che sbaglio e non accetto tale giudizio, esco e seguito per la mia strada continuando a battermi sul merito. Nelle conclusioni di Rispescia 2010 è stato detto: no ai grandi impianti a terra e/o al suo proliferare se questo và a compromettere quell’economia agricola territoriale, paessaggistica o anche se visivamente impattante. Quindi fatto salvo il pensiero globale della necessità delle rinnovabili, ho colto anche una certa libertà di manovra per la mia autonomia di circolo legato al suo territorio. Quindi, così come avevo suggerito agli amici di Manciano, avrei portato avanti in questo modo la mia battaglia territoriale contro la speculazione sul terreno agricolo, e non promuovendo la mia esclusione dall’associazione attraverso un percorso metodologico a dir poco oltremodo infamante e gratuito della famiglia di cui faccio ancora parte. Infatti qualcuno ha avuto qualcosa da ridire sulla posizione da loro assunta sui mega progetti relativi a Scansano, ma anche sulle critiche di quanto poi approvato? Non mi pare.
    Alfredo Sambinello, presidente di Legambiente Medicina

  3. Sig. Alfredo Sambinello, sono il presidente del comitato Cutrofianese, anche se come dice, la questione si dove risolvere in famiglia non mi sentirei fossi in Lei di squalificare il comportamento coerente e coraggioso di Manciano, visto che condivide il principio. Sono sicuro che questa vicenda sia sfuggita di mano al Circolo di Manciano e sicuramente non volevano che uscisse fuori come dice Lei dalla Famiglia.
    Se condivide i meriti solidarizzi e non punisca ulteriormente un suo collega.
    La libertà di opinione è un diritto no un reato da punire, come invece accade nella Vostra famiglia.

    Comunque esprimo solidarietà e vicinanza al Circolo di Manciano per il coraggio e la coerenza dimostrata.

    Gianfranco Pellegrino, presidente del Forum Amici del Territorio, Cutrofiano.

  4. PIERO IANNELLI

    Approfitto di questa occasione, per esprimere il mio massimo disappunto riguardo il comportamento di LEGAMBIENTE.

    Non di meno questo di Cutrofiano è il granello nel deserto.

    LEGAMBIENTE Gent. Sambinello non può più lavarsi i panni in casa, perchè a breve verranno parecchi nodi al pettine, nodi al cui confronto questi pannelli per quanto eco-demenziali saranno caramelle.

    Vi anticipo qualche eco-leccornia “legambientina”:

    “LEGAMBIENTE”&“SORGENIA” costruisce “C.O.N.S.A.P.E.V.O.L.M.E.N.T.E” CENTRALI A CARBONE 100 volte più R.A.D.I.O.A.T.T.I.V.E di una centrale NUCLEARE

    “VADO: LA CENTRALE DI DE BENEDETTI CONTINUERA’ A PRODURRE CANCRO!

    Leggo un art. della Sig.ra. BRIUGLIA da cui estraggo:
    Così anche “LEGAMBIENTE”, mentre a Genova e alla Spezia promuove una battaglia di dismissione perché il carbone “nuoce gravemente alla salute”, a Savona, a Vado e in Val Bormida ritiene che il carbone possa essere addirittura ben tollerato!
    “Le EMISSIONI di CO2 sono l’unico inquinante che Legambiente ligure si degna di considerare..
    ..Quando poi apprendiamo che Legambiente è SOCIO AZIONARIO di Sorgenia, la finanziaria del gruppo De Benedetti che controlla a sua volta Tirreno Power proprietaria della centrale di Vado, si può comprendere anche il suo ruolo di MALCELATA SUDDITANZA.

    /——————/

    Considerate le grandi “BATTAGLIE” di LEGAMBIENTE contro il “nucleare”, vorrei sottolinearne un aspetto “RACCAPRICCIANTE”.

    LEGGO:
    “..un articolo comparso su Scientific American “una centrale a carbone disperde nell’ambiente 100 VOLTE PIU’ RADIAZIONI di una centrale nucleare che produca la stessa quantità di energia”. Ecc.ecc.

    SORPRESA!:
    Chi scrive della pericolosità radiologica è “Il portale di Kyoto Club e LEGAMBIENTE…”

    LEGAMBIENTE partecipa quindi alla costruzione di centrali a CARBONE RADIOATTIVO..100 volte più “RADIOLOGICO” del NUCLEARE! E LO SCRIVE SERENAMENTE?

    Vede Gent. Sambinello qui la questione si complica, perchè la trovo numerosi articoli, riguardo SORGENIA e LEGAMBIENTE che si guarda bene di “manifestare” contro la centrale elettrica sempre TURBOGAS costruita da SORGENIA ad esempio Modugno in Puglia!

    Anche ad Aprilia stessa eco-musica:
    Nonostante le violazioni, avanza la Turbogas di SORGENIA:l’energia sensibile che ucciderà Aprilia ..i lavori proseguono nonostante le comprovate violazioni di alcune prescrizioni ministeriali..
    Nel frattempo la Procura di Latina perde il faldone (24 novembre 2010)
    Non si trovano più in tribunale i procedimenti aperti contro Sorgenia.

    Qui un passaggio importante al riguardo:
    ..turbogas di Aprilia, ha avuto il consenso dalla giunta Marrazzo, dopo che aveva fatto una campagna elettorale contro la centrale. L’avallo è stato dato dall’Arpa Lazio, il cui commissario è l’ Avv. Corrado Carrubba, che è consulente di Legambiente

    Corrado Carrubba dell’Arpa Lazio, non sembrerebbe super partes poiché SORGENIA e LEGAMBIENTE sono comunque collegate.

    Ma leggo nello STATUTO DI LEGAMBIENTE – E’ inoltre stabilita l’incompatibilità tra cariche esecutive territoriali di Legambiente e cariche amministrative esecutive di amministrazioni locali e di enti di gestione territoriale

    Avallo strano , visto che LEGAMBIENTE in più art. si dichiara contraria alle TURBOGAS

    E vari art. parlano chiaro: Sorgenia e Legambiente uniti nel business
    .. Legambiente detiene il 10 % di Eligent controllata al 70 % da Sorgenia la cura dei propri affari è sicuramente più redditizia della cura dell’ambiente in cui viviamo per lor signori!..

    Ma gli “AFFARI” vanno bene!
    Gruppo Cir: ricavi 3,5 miliardi (+11,5%) nei primi nove mesi. (I miei sentiti eco-complimenti)

    Cutrofiano? E’ nulla! Un art. sull’Eolico ?
    “maionesi impazzite” e gli affari di Legambiente”

    “Il CNP denuncia oggi “la scelta d’affari” di Legambiente.” Risale al 17.02.2004 quindi credo sia venuto il momento di fare chiarezza!

    Passiamo oltre.
    Ricordate cosa scriveva la Bruglia?:“LEGAMBIENTE è attenta alle emissioni di CO2”, perché ?

    Sono INTERESSI MILIARDARI anche P.E.R.S.O.N.A.L.I dei vertici di LEGAMBIENTE ? Sono le piantumazioni nei parchi tramite FEDERPARCHI, collegata anche questa a LEGAMBIENTE.

    Dunque.

    Perchè SORGENIA SOSTIENE ad esempio il sito “CLIMALTERANTI” eco-fanfara della lotta alla CO2”?

    Forse perché Intesa-Sanpaolo, ha dato vita a Gica, (compra vendita quote CO2) altri soci fondatori di Gica , Iride Mercato, Gruppo Lucchini e Sorgenia di cui la stessa LEGAMBIENTE ha quote azionarie.

    Presidente onorario LEGAMBIENTE Realacci, cui si legano nomi come Diego Della Valle, Carlo De Benedetti e Alessandro Profumo, come in seguito vedremo in “Symbola”.

    Bello l’accordo Federcasse-Legambiente per “CONTROLLARE” le richieste di finanziamento..

    Potrei andare avanti a lungo, ma questa deve essere una semplice risposta in uno dei tanti siti e blog.
    Non posso approfittare oltre dello spazio e vi invito a leggere un più argomentato art. con i link relativi anche a quanto sopra accennato:

    http://www.wikio.it/article/legambiente-wwf-greenpeace-riscaldamento-globale-rinnovabili-231422184

    Però almeno una cosa mi auguro sia chiara: La “gente” è stanca.

    Cordialmente.

    PIERO IANNELLI
    — Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”—
    –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
    pieroiannelli@gmail.com -– N”.Cell. 3398513962

  5. A me risulta che i circoli territoriali di Legambiente siano stati tra i protagonisti delle battaglie contro impianti inquinanti o pericolosi (per stare sul pezzo,ad esempio, turbogas di Marzabotto): a volte con successo, altre no, ma a decidere non è Legambiente, ma chi è stato democraticamente eletto per amministrare, quindi non al bar Sport o su un sito internet che molto spesso riporta fatti e cose per sentito dire.Per quanto riguarda le società “compartecipate Legambiente”, vale lo stesso concetto di democrazia, minoranza e maggioranza delle quote: chi deve decidere secondo Lei? Il 10% o il 90%? Personalmente sono abituato ad informarmi direttamente sul merito delle cose, in questo caso direttamente dagli interessati, cioè la direzione nazionale o i circoli, e mi riferiscono che le cose non stanno come le leggo qui, e che comunque, diversamente che dalle mie parti, dove il fotovoltaico agricolo rappresenterebbe una speculazione immobiliare, a Cutrofiano mi si dice che al momento è l’unico modo per indurre la proprietà a coltivare qualcosa, grano, intorno a quel tipo di pannelli. Considerato come è ridotto quel terreno ora e non avendo strumenti per obbligare la proprietà a utilizzarlo solo a fini agricoli, stando a quel che ha detto il presidente di Legambiente Cutrofiano a Rispescia, e non una nota associazione concorrente, meglio che niente. Quindi, fermo restando la mia piena condivisione sul merito , utilizzo del terreno agricolo per coltivare, espresso dal circolo di Manciano e non solo, ribadisco e ritengo che è bene informarsi e/o confrontarsi sempre alla fonte.Detto questo, sig. Iannelli, chi ha votato in parlamento una legge che permette di installare pannelli fotovoltaici dove e quanti uno crede senza tener conto dei vincoli previsti dai Piani e Regolamenti regionali, provinciali e comunali, in pratica fino al 31 dicembre p.v.??? Legambiente forse? Speriamo solo che le linee guida regionali e i Piani Energetici Comunali, di prossima approvazione, mettano un po’ di regole alle tipiche libertà speculative promosse puntualmente da questo Governo, ormai moribondo e perciò molto pericoloso per la democrazia, compresa quella energetica.
    Alfredo Sambinello

  6. Elio Lanzillotti

    Sono di nuovo Elio Lanzillotti
    Capisco il dispiacere che prova il Sig. Sabinello presidente del circolo di Medicina. Non credo che il circolo di Manciano avesse altre strade per esprimere il proprio dissenso verso la direzione nazionale. Da quello che vedo, di fatto, non gli si è stato consentito neanche di parlare.
    Non voglio fare l’avvocato di nessuno, posso però portare la testimonianza di quello che è successo a me ed al circolo che presiedevo con gli stessi dirigenti nazionali.
    Nel 2007 Seguendo le regole statutarie il circolo di Carovigno votò alla unanimità la seguente mozione per il congresso nazionale.
    Prot .n.21/07-

    Congresso 2007 – documento del Circolo Legambiente di Carovigno

    L’assemblea congressuale degli iscritti del Circolo Legambiente di Carovigno pur prendendo atto del gran lavoro svolto dalla Segreteria Nazionale , lavoro che ha portato l’associazione a livelli mai prima raggiunti, ritiene che per alcuni aspetti la passata gestione sia stata lacunosa ovvero non proprio in linea con i principi fondamentali e con lo spirito dello “Statuto Nazionale di Legambiente”.

    In particolare:

    Le mancate dimissioni da Direttore Generale di Francesco Ferrante una volta diventato Senatore e membro dell’Assemblea Federale del partito “La Margherita” rappresentano un chiaro e inammissibile posizionamento politico, rafforzato peraltro dal ruolo di Deputato e di Presidente della Commissione Ambiente, sempre nella “Margherita”, di Ermete Realacci Presidente Onorario di Legambiente.
    Un’associazione che giustamente non consente ai propri dirigenti locali di ricoprire cariche esecutive nelle pubbliche amministrazioni non può avere ai propri vertici uomini politici di livello nazionale…..

    I trascorsi quattro anni di gestione della Segreteria Nazionale vedono spesso l’associazione nel ruolo di una specie di azienda multiservizi, più attenta al mondo confindustriale e bancario che alle proprie finalità statutarie soprattutto “sociali”.
    Si comprende la difficoltà di reperire le risorse economiche (ammontanti a milioni di euro) necessarie a mantenere una struttura diventata “mastodontica” ma ciò non può generare sponsorizzazioni, parternariati, e iniziative comuni, con soggetti che per loro natura sono “controparte”, vedasi rapporti con Enel, Eni, Italgest, Mitsubishi, banche, Ucina.
    Non è etico ed è assolutamente poco opportuno farsi sponsorizzare da società (Eni e Italgest) il cui amministratore delegato o presidente sia stato in passato denunciato da Legambiente per reati ambientali e condannato pur se in primo grado di giudizio (con sentenza che riconosce a Legambiente i danni quale parte civile).

    L’intera vicenda sulle energie alternative (eolico e solare) è stata ed è gestita con incredibile superficialità, portando avanti il concetto che tutto ciò che è solare ed eolico deve accettarsi senza quasi limiti e riserve.. Con questo convincimento è stato per un certo periodo imposto il silenzio ai circoli Legambiente di Puglia, onde non creare equivoci sulla posizione dell’associazione.
    La sponsorizzazione da parte di Legambiente Nazionale di progetti presentati da alcune società, per la costruzione di centrali per la produzione di energia da fonti alternative, ha fatto venir meno le necessarie condizioni per assolvere il compito di vigilanza proprio di Legambiente quando attività imprenditoriali che riguardano l’ambiente se pur attivate nella giusta direzione vedono interessi per miliardi di euro e la presenza di soggetti già noti per un passato di insensibilità alle problematiche ambientali divenire di colpo convinti ambientalisti.

    In ultimo, non si condivide l’impostazione che la Segreteria Nazionale di Legambiente ha dato alla maggior parte delle campagne sul territorio (bandiere nere, comuni ricicloni, mal d’aria, bandiere blu, ecc), basate sempre più su una premialità finale e su classifiche di merito. Le classifiche dei “bravi” e degli “asini” dei “buoni” e dei “cattivi” servono solo ad acuire differenze e conflitti.

    L’Assemblea nell’impegnarsi ad una sempre maggiore attività sul territorio auspica che le critiche mosse siano opportunamente vagliate dalla nuova Dirigenza Nazionale nell’unico interesse di Legambiente e dell’enorme patrimonio culturale e sociale che oggi rappresenta in Italia.

    Questo documento che sembra scritto ieri è del 2007 ed è scomparso dagli atti congressuali regionali e quindi non è mai arrivato a Roma. per cui feci ricorso al comitato dei garanti:

    omissis

    Il Circolo di Carovigno si è preparato al congresso nazionale con più assemblee e nell’ultima, alla presenza del coordinatore provinciale Latini, ha approvato all’ unanimità dei 27 presenti una mozione congressuale “congresso 2007 –Documento del Circolo di Carovigno” ed ordine del giorno sulla “Questione Energetica in Provincia di Brindisi” (Allegati D-E pagg. 11-12-13-14).
    La mozione “Congresso2007-Documento del Circolo di Carovigno è un documento politico molto duro nei confronti della nostra politica nazionale e quindi fortemente critico sull’operato degli organismi dirigenti nazionali.
    Noi del Circolo riteniamo che la vera essenza della democrazia sia il poter esprimere anche con toni forti il proprio dissenso, nell’ambito delle regole statutarie, affinché si possa aprire un confronto che consenta un percorso condiviso, il più possibile, da tutti.
    Al congresso regionale, nei tre minuti che mi sono stati concessi, ho cercato di riassumere al meglio il punto di vista del Circolo di Carovigno.
    Quando la commissione politica ha posto in votazione le mozioni, ha presentato inizialmente solo l’ordine del giorno (in gran parte approvato), poi su mia sollecitazione è stata tirata fuori anche la mozione “Congresso 2007-Documento del Circolo di Carovigno”
    Alla presenza di Ferrante, Gubbiotti, Venneri, Tarantini ho letto all’intera assemblea la mozione ricevendo notevole consenso.
    Francesco Ferrante ha preso la parola (di fatto concludendo il congresso) affermando che ogni critica è legittima ma che, sempre e comunque, tra noi legambientini andavano salvati i rapporti personali.

    Al Congresso Regionale il Circolo di Carovigno (allora con più di 60 iscritti) arrivò con:
    • 7 delegati
    • 1 consigliere regionale
    • 1 consigliere nazionale

    Durante il congresso non avemmo nessun rappresentante nelle commissioni congressuali, nessun delegato al congresso Nazionale, perdemmo il consigliere regionale e successivamente quello nazionale. Non male per un circolo in crescita…..
    Tutto ciò può essere strano ma è legittimo.
    Quello che è molto strano ed anche illegittimo è che il documento congressuale “congresso 2007 –documento del Circolo di Carovigno sia letteralmente scomparso dal verbale della commissione politica.(allegato F pagg. 15-16-17-17 bis).
    Un documento affidato ad una commissione politica, presentato e letto in assemblea, non è verbalizzato e quindi non allegato agli atti del congresso nazionale a cui era destinato.
    .
    La commissione politica ed il Presidente Regionale avevano la responsabilità di quel documento.
    La commissione poteva dichiararlo “inaccettabile”, era nei suoi poteri, ma una volta presentato e letto in assemblea ,“doveva essere verbalizzato e posto agli atti per il congresso nazionale”.
    Del circolo di Carovigno si è cancellato il pensiero e si sono gravemente violate le regole della nostra Associazione.

    Questa è la risposta dei garanti:
    omissis
    L’andamento del congresso regionale non può essere oggetto di deliberazione di questo comitato e comunque sia i verbali dello stesso congresso sia le nostre verifiche con il Presidente regionale e con l’allora direttore generale non confermano la storia che racconti.
    omissis

    Incredibile! nel ricorso diciamo che il documento è sparito dai verbali ….…e loro rispondono nei verbali non c’è nulla. E poi chiedono ai responsabili del congresso che non confermano…..perchè non hanno chiesto ad una sola delle duecento persone presenti quel giono? (la parola di due dirigenti vale più di quella degli iscritti) E’ chiaro che nella certezza di un impossibile dialogo e per estrema protesta ci dimettemmo tutti !!

  7. Caro Alfredo Sambiniello, voglio darti del tu,
    sono un cittadino di Cutrofiano e sono molto dispiaciuto per quanto riporti nel tuo scritto che qui metto in evidenza:
    “Personalmente sono abituato ad informarmi direttamente sul merito delle cose, in questo caso direttamente dagli interessati, cioè la direzione nazionale o i circoli, e mi riferiscono che le cose non stanno come le leggo qui, e che comunque, diversamente che dalle mie parti, dove il fotovoltaico agricolo rappresenterebbe una speculazione immobiliare, a Cutrofiano mi si dice che al momento è l’unico modo per indurre la proprietà a coltivare qualcosa, grano, intorno a quel tipo di pannelli. Considerato come è ridotto quel terreno ora e non avendo strumenti per obbligare la proprietà a utilizzarlo solo a fini agricoli, stando a quel che ha detto il presidente di Legambiente Cutrofiano a Rispescia, e non una nota associazione concorrente, meglio che niente. Quindi, fermo restando la mia piena condivisione sul merito , utilizzo del terreno agricolo per coltivare, espresso dal circolo di Manciano e non solo, ribadisco e ritengo che è bene informarsi e/o confrontarsi sempre alla fonte”.
    Se vuoi informarti alla fonte, per come dici, non credo proprio che essa sia la direzione nazionale o i circoli, ma solo ed esclusivamente i cittadini di Cutrofiano e il suo territorio.
    Quindi ti invito a venire a Cutrofiano a vedere “la zona disastrata che ti hanno descritto” così potrai toccare con mano e vedere con i tuoi occhi. Posso assicurarti che la zona è stata ogno anno coltivata a grano, a livello faunistico è frequentata da stormi di uccelli di specie protette e poi….. non voglio aggiungere altro, vieni e vedrai.
    Solo dopo potrai esprimere un eventuale giudizio.
    Salvatore De Micheli (Dori per tutti gli amici)

  8. Devo pensare che il presidente di Legambiente Cutrofiano non è un cittadino di quel paese e che insieme ai dirigenti nazionali dicono il falso per interssi magari personali?
    Gradirei una risposta, perchè se così fosse sarebbe molto grave rispetto alle affermazioni sentite a Rispescia e non solo.
    Alfredo Sambinello

  9. PIERO IANNELLI

    @Alfredo Sambinello

    -A me risulta che i circoli territoriali di Legambiente siano stati tra i protagonisti delle battaglie contro impianti inquinanti o pericolosi (per stare sul pezzo…-

    Vede Sig. Sambinello esiste una profonda differenza fra il mio e il suo commento.
    Io parlo di fatti, di nomi e cognomi, io parlo di “cose” concrete a cui vedo Lei semplicemente risponde con un arrampicamento verticale sugli specchi.

    Vorrebbe forse trascinarmi sulle:
    “libertà speculative promosse puntualmente da questo Governo, ormai moribondo e perciò molto pericoloso per la democrazia.”

    No, resto sui fatti:

    Questa in due righe è Cutrofiano:
    Ossia 26 ettari di solari-deliri, motivati da INCENTIVI pari a OTTO volte il valore dell’energia erogata, quindi nostre “TASSE”, per devastare un P.A.R.C.O, che è stato istituito per salvare un’area di alto pregio paesaggistico, dove vivono rarissimi e protetti animali.
    Questo si legge nei vari articoli.

    DI COSA DOBBIAMO ANCORA DISCUTERE?..

    Io continuo ad elencare NOMI, COGNOMI E IPOCRISIE!

    Guardiamo le cose concrete, Cutrofiano ormai è salvo, fortunatamente.
    FEDERPARCHI ed i parchi rappresentano per LEGAMBIENTE e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno ( anche P.E.R.SO.NA.L.E ) dei prossimi decenni. Centinaia di milioni di euro.
    La parola magica è C.A.R.B.O.N – C.R.E.D.I.T —

    I certificati di credito di emissione di CO2 un patrimonio enorme che i parchi possono vendere dopo averli acquisiti come conseguenza della piantumazione di alberi.

    Personaggi ed interpreti di questo grande affare:
    – La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit Internazionali .
    ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)

    – LEGAMBIENTE è propietaria del 10% delle azioni di SORGENIA (Presidente onorario di lEGAMBIENTE Ermete Realacci , Alcuni membri della segreteria nazionale .Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggi

    – Legambiente e Sorgenia insieme a tutte le industrie del settore energetico alternativo( e non) sono riunite in una “non profit” che si chiama Kyoto Club. (presidente Massimo Orlandi – Vicepresidente Ermete Realacci, Direttore Kyoto club service Mario Gamberale )

    – Ermete Realacci e Duccio Bianchi posseggono il 25% della società s.r.l. Ambiente Italia Ricerche e servizi in Campo Energetico. (CCIAA Milano –REA 145656)

    – Legambiente , Legambiente Lombardia, Kyoto Club e Ambiente Italia sono comproprietari della società s,.r .l. Azzero CO2 (CCIAA Roma REA 1137033) specializzata in compravendita di C.a.r.b.o.n C.r.e.d.i.t.( Amministratore delegato Mario Gamberale Vicepresidente Antonio Ferro, consiglieri Duccio bianchi; Andrea Poggio, Edoardo Zanchini,)

    – Kyoto club e Federparchi fondano la onlus Parchi per Kyoto con il supporto tecnico di Azzero Co2. (Presidente Matteo Fusilli, Vice Presidente Massimo Orlandi, Consigliere Mario Gamberale, direttore comunicazione Antonio ferro)

    L’attenta lettura di quanto esposto porta a tre considerazioni:

    1″.Il controllo di FEDERPARCHI garantisce la prosecuzione e la gestione negli anni di progetti di piantumazione in tutti i parchi e le aree protette Italiane.

    2″.Ermete Realacci, Ministro ombra del PD , Componente della Commissione Parlamentare Ambiente , Presidente Onorario di Legambiente, Presidente di Symbola, Vicepresidente di Kyoto Club, comproprietario di ambiente Italia e Azzero Co2 è titolare di un enorme e vergognoso conflitto di interessi.

    3″. Legambiente non può più definirsi una associazione ambientalista.

    Qui troverà i link della FONTE originale:
    http://www.wikio.it/article/legambiente-wwf-greenpeace-riscaldamento-globale-rinnovabili-3-232247502

    /————/

    Divertente cercare i nomi e scoprire che:

    ANTONIO FERRO..
    Uno degli storici fondatori di ”LEGAMBIENTE” Vice presidente“Azzero CO2”, nonché Direttore comunicazione“Parchi per Kyoto”. PROMUOVE – I.N.C.E.N.E.R.I.T.O.R.I — ?

    FONTE:http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CCUQFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.decrescitafelice.it%2F%3Fp%3D957&ei=ozlATIjeFdDuOaLquJQN&usg=AFQjCNHNGhAdG4qjb39snCMB1MRPga49Eg&sig2=OE7Wk8E9NpG_iT1ssdbQGA

    Riguardo le democratiche rinnovabili.
    Per riflettere e comprendere bastano i titoli:

    1”–“La nuova bolla spagnola? Il fotovoltaico”
    ..La risposta è semplice: la corsa della Spagna alle fonti rinnovabili, a causa dei generosi incentivi, è stata troppo veloce e, soprattutto, troppo sostenuta artificiosamente..

    2”– (“Energia pulita, quanto ci costi”: Der Spiegel e le fonti rinnovabili “a caro prezzo”)
    Germania: “..per realizzare i piani energetici rispettosi dell’ambiente, il prezzo dell’energia elettrica nei prossimi 25 anni risulterà quasi quadruplicato, poiché “alla produzione un Kwh verrà a costare 23,5 centesimi, mentre il prezzo attuale è di 6,5 centesimi”.. conseguenze ancora più DRAMMATICHE per l’OCCUPAZIONE, ..poiché già adesso molte industrie hanno nel cassetto i piani per delocalizzare gli impianti all’estero, in Paesi dove l’energia è più a buon mercato..

    3”( Germania, i costi delle energie rinnovabili fanno fuggire le imprese )

    4” ( Industrie in fuga dalla Germania per il caro bolletta )
    Ma noi stiamo peggio.. considerando una recente analisi dell’Autorità per l’energia, le piccole imprese italiane pagano una bolletta più cara delle Pmi tedesche: il costo in Italia di ogni singolo chilowattora (per questa classe di consumatori industriali) è di 28,16 centesimi di euro, contro i 23,47 della Germania e una media europea ancora più bassa, di 19,40 centesimi di euro.

    5”– Rinnovabili: Ortis, Senza Riforma Peseranno 20% Su Bollette
    ..arrivano soldi dall’Unione Europea e dal governo” ma ”il grosso sono soldi dei nostri concittadini che arrivano ogni bimestre dalle bollette”. ”Solo per quest’anno – ha ricordato – escluse le fonti assimilate, arriveremo a 3.000 milioni di euro. Stiamo caricando le bollette con qualcosa come l’8% e se non si aggiusta il meccanismo rischiamo di arrivare al 2020 al 20%”.

    Sinteticamente e correttamente:
    Rinnovabili. Brunetta: (Sono ‘pippe’ a costi inaccettabili )

    Non ne possiamo più di ecologici ARROGANTI, incompetenti quanto ideologizzati!

    Ci stiamo trascinando nel baratro con la frode della CO2, con la scusa dell’inesistente riscaldamento globale! Ulteriore “TRUFFA”!

    Con queste inutili “rinnovabili” , pale eoliche e pannelli.
    Il bio-dinamico e la “DECRESCITA FELICE” di ZIO PEPPE!

    L’energia viene pagata O.T..T.O VOLTE IL VALORE! Le aziende DELOCALIZZANO!!
    I danni per queste rinnovabili sono INCALCOLABILI!

    ENEL COSTRETTA A CONNETTERE IMPIANTO EOLICO ALLA RETE

    ..né possono valere le motivazioni dedotte dal resistente Enel relative all’impossibilità di investire diverse centinaia di milioni di euro, poiché tali investimenti sono a carico esclusivo di Enel Distribuzione..
    Allacciare 8 pale eoliche ci costa centinaia di milioni di euro? E quanti milioni di anni devono girare queste VENTOLE?

    Sempre cordialmente La saluto e non la invidio.

    Piero Iannelli

  10. Tutto quanto Lei riporta l’avevo già letto prima di Rispescia, e conferma quanto avevo già scritto in risposta a Elio e Lei, ovvero nulla di nuovo rispetto a scelte fatte sul come finanziare Legambiente attraverso suoi dirigenti che fanno parte di società che mettono in pratica le finalità dell’associazione senza dover dipendere dalla politica o multinazionali che magari fanno altro. Altra cosa è dire che queste “nostre” società non rispettano nel merito lo scopo associativo: su questo infatti, tra i legambientini, ci sono obbiettivi comuni ma con percorsi diversi. Non è una novità per chi frequenta Legambiente da molti anni: in passato abbiamo discusso spesso queste problematiche, abbandonando discutibili dipendenze per sviluppare direttamente le nostre idee: trova che sia un metodo così scandaloso? Come vede non è il sottoscritto ad arrampicarsi sugli specchi, ma piuttosto chi insiste a voler vedere interessi personali nella copertura delle cariche. Personalmente non ho più nulla da aggiungere, quanto meno fino a quando non leggerò la risposta di De Micheli alla mia domanda.
    Alfredo Sambinello

  11. Sig. Sambinello,
    le chiedo solo di venire personalmente a Cutrofiano, sono disposto ad ospitarla a casa mia.
    Potrà così vedere e sentire di persona. Io non voglio insunuare niente, ma quale cosa migliore un approccio diretto?
    Al presidente del circolo di Legambiente di Cutrofiano e non solo a lui, sono state suggerite anche altre soluzioni. Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
    La saluto cordialmente e l’invito è sempre valido.

  12. Gentile Sig. Alfredo Sambinello,
    il sottoscritto rappresenta un nutrito gruppo di cittadini Cutrofianesi che le possono certificare anche con testimoni e prove, che il terreno interessato dall’impianto industriale FV promosso dal direttivo di Legambiente è un buon terreno agricolo ed è sempre stato coltivato, ogni anno a frumento, fieno ad altri graminacei.
    Non so cosa le ha riferito il Sig. presidente del circolo di Cutrofiano, ma se le ha detto il contrario allora c’è da riflettere.
    Aggiungo che tale terreno è tutelato da un ambito, il quale prevede tutela per il passaggio, la cattura e il ripopolamento di specie rare di uccelli, che migrano attraversando queste zone.
    Immagini cosa potranno fare 700 enormi pareti di vetro alte fino a 7 metri a questi uccelli.
    Ora non ci prendiamo in giro l’interesse dei dirigenti della exalto s.r.l., che a quanto pare se è vero quello che di dice, fanno del direttivo nazionale di Legambiente,sono gli incentivi statali senza i quali non avrebbero proposto nulla.
    Il piano finaziario è già stato portato avanti, costituiscono società veicolo come la CX Cutrofiano s.r.l. per poi forse, come dice la parola stessa veicolare ad altra proprietà, come accade con gli altri mega impianti industriali FV nelle nostre zone.
    Provi a chiedere al suo direttivo se Legambiente controllerà per i venti anni l’impianto e se garantisce la coltivazione biologica continua per gli stessi anni.Le rispondera certamente che è un esperimento, un esperimento di 26 ettari.
    Spero di esserle stato utile a comprendere alcuni meccanismi.

    Un Cordiale saluto.

    il presidente del Forum Amici del Territorio di Cutrofiano

    Gianfranco Pellegrino

    P.S. Il comitato è nato per proteggere il Nostro Territorio anche da un’associazione che dovrebbe essere ambientalista, che amara realta!

  13. Elio Lanzillotti

    Leggendo i vari post sono tornato sulla relazione del Circolo di Manciano,
    Riporto un passaggio che mi ha fatto pensare…: “Leggendo le varie dichiarazioni in ordine cronologico, ci si avvede subito però che le idee sull’aspetto agricolo del progetto sono alquanto confuse e contraddittorie:
    In un primo momento si è parlato di coltivazione di grano: ”il lavoro congiunto di agricoltori locali ed agronomi, tecnici ed esperti di AzzeroCO2 ed Exalto, porterà alla coltivazione di grano e alla successiva produzione di pasta” diceva Mario Gamberale in un intervista ora reperibile anche sul nostro sito. Poi, sabato scorso, in assemblea, nella sua relazione, Mario Gamberale rivelava di aver avuto parere negativo dalle società di assicurazione dato che le mietitrebbie potrebbero causare gravi danni agli inseguitori con urti accidentali, e le assicurazioni, che normalmente pretendono che i grandi impianti FV siano protetti “manu militari”, non li coprirebbero.
    Per un po’ si è ripiegato quindi, su non meglio identificate colture arbustive, secondo Sandro Scollato di AzzeroCo2 poi, “vi si potrebbero coltivare persino le palme da cocco”, ma infine, sempre nel corso della relazione, abbiamo appreso che si coltiverà insalata.”

    Ho pensato alle palme da cocco (specie notoriamente atoctona della Puglia africana) ed ho visto centinaia e centinaia di noci di cocco cadere sui pannelli con nuvole di ” punteruoli delle palme” che volteggiavano felici
    su Cutrufiano…… si, meglio la lattuga……oppure che ne direste dei cavoli?
    Il 17 dicembre presso il salone di rappresentanza della provincia di Brindisi sarò relatore in un convegno sulla questione energetica in Puglia.
    Saranno presenti molti parlamentari,l’assessore regionale all’ambiente ed il Presidente della Provincia. Tratterò anche il “caso Cutrufiano”.Poichè è previsto un dibattito sarebbe bello potersi confrontare e comunque incontrarsi.

    un saluto a tutti Elio Lanzillotti

  14. PIERO IANNELLI

    Gentile Sig. Alfredo Sambinello,
    “..voler vedere interessi personali nella copertura delle cariche ?.”

    Ma Lei fà finta di non capire?

    Uno stralcio di un precedente art. è la risposta:

    ..Si prepara un progetto multimilionario lo si riempie di “vecchie” innovazioni ed agricoltura sperimentale, si usa prima il PD (la Puglia ha una giunta di centrosinistra) per spianare la strada della “politica” poi si usa Legambiente per garantire la qualità del progetto e tenere a bada il territorio ed infine tramite azzero CO2 e EXALTO si fanno i quattrini della progettazione, dei favolosi incentivi; e sempre tramite Azzero CO2 si venderanno alla grande magari con iniziative targate Legambiente (vedi Parchi per Kyoto) i certificati verdi?

    -E’ lecito e/o legittimo rappresentare una serie di società e di persone come indipendenti tra loro, con lo scopo di far apparire il progetto condiviso da tutti (perché nessuno dice che Gamberale e anche proprietario di EXALTO e che nei fatti quasi tutte le società interessate hanno stessi dirigenti o gli stessi proprietari)?

    -E’ lecito e/o legittimo che il nome Legambiente garantisca la qualità del progetto per bocca del Presidente del comitato scientifico che è contemporaneamente il proprietario della società costruttrice e finanziatrice?

    FONTE:
    http://www.lavalledeitempli.net/2010/11/07/legambiente-coinvolta-nel-business-del-fotovoltaico-le-associazioni-denunciano/

    Vede, Ruby sostiene di essere stata interrogata sul Cavaliere 23 volte, (anche di domenica) hanno indagato 3 PM ed il Proc. aggiunto antimafia Boccassini, fin qui titolare di grandi inchieste antimafia. …

    Ora io mi auguro almeno un maresciallo, ci metta mano.
    Qui caro il mio signore “democratico” non ne possiamo veramente più di LEGAMBIENTE e di queste eco-giostrine.

    Ve lo dico chiaramente, una cosa sono questi pannelli fotovoltaici, ben altro è essere compartecipi di costruzioni di centrali a carbone radioattivo e dichiararlo serenamente, manifestando al contempo contro il nucleare.

    Quanto emerge dalla lettera della Sig. Briuglia è “FOLLE”, e qui ci saranno i morti, a migliaia .. non i pannelli.

    http://www.wikio.it/article/legambiente-wwf-greenpeace-riscaldamento-globale-rinnovabili-231422184

    Voi cari signori avete esagerato, solo a Vado Ligure, 3000 morti, senza considerare le anche “VOSTRE” ecologiche radiazioni.

    http://www.wikio.it/article/legambiente-wwf-greenpeace-riscaldamento-globale-rinnovabili-231422184

    Sempre più cordialmente.

    Piero Iannelli

  15. Francesco De Carli Presidente Legambiente Circolo Milano Ovest

    SUDARI SU TERRENI AGRICOLI

    Per fare un po’ di chiarezza su quanto avvenuto a Repescia (congresso nazionale Circoli Legambiente).

    Concordato da 18 Circoli di tutta Italia, è stato presentato in quella occasione un opuscolo che riportava alcune situazioni che si erano venute a creare in varie parti d’Italia, con la posa di pannelli FV su TERRENI AGRICOLI, nonchè allegata l’interpellanza Parlamentare di alcuni Parlamentari Radicali. Questo voleva, per chi non lo avesse ancora capito, dimostrare che l’installazione di FV a Cutrofiano, era ed è fortemente contrastato partendo dal Parroco sino ad arrivare alla LIPU, passando per Comitati e Italia Nostra del Salento.
    Abbiamo evidenziato altresì lo scempio che in varie Regioni si sta attuando.
    In Lombardia oltre 5.000.000 di MQ. di TERRENO AGRICOLO sono stati sinora utilizzati, nel più totale disinteresse di tutti.
    Chi volesse saperne di più, vada in google: SILVIA sistema informativo lombardia….., potrà controllare quante, dove e di che dimensioni sono state realizzate le centrali FV su TERRENI AGRICOLI, con la richiesta una semplice VIA. Tutte le domande sono state accettate.

    Concordo con il Circolo di Manciano che sarebbe opportuno ritirare il progetto presentato per la realizzazione della centrale FV di Cutrofiano.
    Siamo altresi convinti che realizzare FV su terreni agricoli è uno scempio che ci verrà ricordato e mai perdonato da chi verra dopo di noi.
    Senza ricordare gli anni trenta, dove anche i giardinetti di Piazza del Duomo di Milano venivano coltivati a grano, verrà il tempo che ogni metro quadrato di terreno fertile sarà utile a sfamare questo affamato pianeta.

    Cosa daremo a chi ci chiederà PANE?, forse SILICIO!.

    Francesco De Carli Presidente Legambiente Circolo Milano Ovest

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