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“LE DONNE, I CAVALIER…” – GRAZIELLA PAOLINI PARLAGRECO

29 maggio 2010 No Comment
“LE DONNE, I CAVALIER…” – GRAZIELLA PAOLINI PARLAGRECO

INCONTRI ATTESE INTESE SORTILEGI FRA I SEGNI DI POESIA DELL’ARTE FEMMINA

ALL’I.R.I.S.S.I.A. DI ENNA LE SEDUZIONI PITTORICHE E CALCOGRAFICHE DI UN’AUTOREVOLE PROTAGONISTA DELL’ARTE ITALIANA CONTEMPORANEA

La Mostra s’inaugura martedì 1 giugno alle ore 17. 30 e resterà aperta fino al 30 giugno 2010

Sarà presentata dal Prof. Nuccio Mula dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte

Proseguono ad alto livello, con costante successo di critica e di pubblico e visitatori provenienti da tutta la Sicilia, gli appuntamenti artistici mensili della manifestazione permanente “Tram Arte Enna – Percorsi”, ideata e portata avanti con entusiasmo, alta sensibilità culturale e riconosciuta professionalità dal Prof. Alfredo Prado, Dirigente Scolastico del rinomato I.R.I.S.S.I.A., l’Istituto Regionale d’Arte “Luigi e Mariano Cascio” di Enna (Via Vittorio Emanuele, 101 – telefono 0935 24996 – Sito Internet www.irissiaenna.com).

Il prossimo evento, che si terrà sempre negli ampi e magnifici saloni espositivi della Galleria d’Arte “Luigi Cascio”, confluenti nell’Aula Magna dell’I.R.I.S.S.I.A., è dedicato a Graziella Paolini Parlagreco, autorevole protagonista dell’Arte italiana contemporanea, da decenni rinomata in Italia ed all’estero per la sua attività multivisuale e poetica, adesso presente ad Enna (per la prima volta in tutta la sua lunga carriera costantemente contrassegnata da unanime gradimento dei fruitori e dai consensi dei più qualificati critici internazionali) con un’importante personale comprendente dipinti e calcografie di sorprendente livello espressivo e polivalente spessore di resa, scelte nell’ambito di un’ampia ed originale produzione creativa sui temi della femminilità, dell’innamoramento, dell’ “amor cortese” e delle sublimazioni d’un rapporto uomo-donna idealmente e poeticamente inteso e ritrascritto dall’Artista in peculiarità e polivalenza di spunti, tecniche e stili, per scenari, figurazioni e simbologie di grande fascino giammai svilito da oleografie o gravato da luoghi comuni.

La grande Mostra, dal suggestivo titolo “Le donne, i cavalier” (non a caso mutuato dal celebre “incipit” de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, immortale capolavoro poetico ispirato dall’ “amor cortese” della letteratura medioevale), sottotitolata “Incontri Attese Intese Sortilegi fra i Segni di Poesia dell’Arte Femmina”, sarà aperta fino al 30 giugno e verrà inaugurata martedì 1 giugno, alle 17.30, con la presentazione del critico ufficiale di “Tram Arte Enna”, il Prof. Nuccio Mula, scrittore e giornalista, componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte, docente universitario di Fenomenologia dell’Immagine, Teoria della Percezione e Psicologia della Forma all’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

Graziella Paolini Parlagreco, nata ad Alessandria, laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, vive a Catania dal 1970 dopo un lungo soggiorno in Calabria. Già titolare di cattedra di Disegno e Storia dell’Arte, ha abbandonato molti anni fa l’insegnamento per dedicarsi più completamente alla pittura ed alla pratica di tutte le tecniche calcografiche e litografiche. Autrice di raccolte di liriche, collabora da tempo a riviste e giornali con articoli, poesie, illustrazioni. Numerosi i premi ricevuti: tra i più importanti, “Polifemo d’argento 1980” per la pittura; “Premio Arte Stanley 1991” per la grafica, Hong Kong; “Il Perseo”, Accademia del Fiorino, Prato, 1991; “Premio Internazionale Demetra d’Argento”, Agrigento, 1998, per la pittura; “Premio Pandosia 1999”, Marano Principato (Cs) per l’attività artistica.

Hanno scritto di lei, tra gli altri: Lucio barbera, Rita Bisestile, Carlo Bo, Milly Bracciante, Bianca Brancati Carlevanni, Raul Maria De Angelis, Raffaele De Grada, Vincenzo Di Maria, Antonio Franciosa, Francesco Gallo, Liliana Ghisetti, Franco Grasso, Sebastiano Grasso, Mario Grispo, Vito Librando, Angelo Mistrangelo, Ignazio Mormino, Rosy Mundo, Nuccio Mula, Mirella Padovan, Marcello Passeri, Mario Penelope, Giuseppe Petrocchi, Maria Teresa Prestigiacomo, Giuseppe Quatriglio, Vanni Ronsisvalle, Albano Rossi, Roberto Sanesi, Francesco Scialfa, Giuseppe Selvaggi, Italo Carlo Sesti, Luigi Tallarico, Ferruccio Ulivi, Dino Villani.

Servizi e interviste in tv, fra cui “Libri e Mostre” del TG1. Notizie e critiche sui più qualificati annuari e cataloghi d’Arte, fra cui anche il Bolaffi della Grafica Italiana, Mondadori e Lalli.

Info & contacts: Via C. Colombo 1 / 15, 95027 San Gregorio (Ct), tel. 095 497141, cell. 3475181327 oppure 3339061280, e-mail paoliniparlagreco@alice.it e sito Internet www.parlagreco.altervista.org .

IL TESTO CRITICO DEL DEPLIANT

Disvelandoci ancora e sempre, per sortilegi proteiformi di sembianti ed enigmatici supersegni di simbologie, quel “feeling” ancestrale che coniuga e sublima in cupidi viluppi di affinità elettive il Pulsare dell’Anima ed il Vibrare della Carne, Graziella Paolini Parlagreco prosegue ad individuare itinerari di vagheggiamenti e di adorazioni, di trepidazioni e di ebbrezze, di attese e d’incontri, di sogni e di brividi, di prede e di rese, d’incanti e di sconforti, veicolandoli sulle convergenze d’una creatività unificante abilitata “naturaliter” a donar loro congenialità di compresenze multivisuali nel malioso ’“unicum” di un’Arte hypernucleo e “luogo dei luoghi” del trasfigurare.

Arte Femmina e non femminea, quindi, e cioè in assoluta maestà di “status”, laddove ogni Donna è realmente “Domina”, e lo diviene anche nel suo preliminare appalesarsi quale proiezione identitaria di Colei che, puntualmente, ri / crea soprattutto se stessa fra i tratti visibili e gli enigmatici moti del suo significare; ma, ed ancor prima, Arte Androgina in dualismi di volontà e di desideri antecedenti a qualsivoglia scaturigine dell’estro, allorché, con altrettanta e acclarata possanza, l’Artista si premette irremovibilmente risoluta ed, al tempo, straordinariamente idonea al reincarnarsi, e congruamente animandolo, persino in quell’universo virile che, con regolare ed affabulante costanza, manifesta umiltà di “par condicio” nel rigettare contrapposte pregiudiziali di predominanze alla condivisione di scenari espressivi atti a giustificare “in toto” , e non solo, quindi, nell’occasionale fascino d’un riporto letterario, anche i carismi ed i magnetismi scaturenti già dal titolo della presente Mostra, volto ad anticiparci significativi preliminari di seduzione nel rievocare / riproporre / reimpersonare / reinterpretare per multiriscritture visuali l’avvio del celeberrimo “incipit” de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto (“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, le audaci imprese io canto…”).

Arte di “cortesie”, allora e specialmente; e cioè di quell’ “amor cortese” che, già molto prima del cantare ariostesco fu il “fin’amor” del “trobar” poetico provenzale e del nostro “dolce stil novo” all’apice della scuola siciliana e di quella toscana, in uno nella loro ambivalenza, equidistanza e nobilitazione d’una “mezura” (misura ideale fra tormento ed estasi, erotismo e misticismo, passione fisica e tensione interiore) che la Parlagreco, sin dal suo primissimo rapportarsi con lettere ed arti, e ben adusa a sperimentare in concretezza l’unificazione teoricamente delineata dall’oraziano “ut pictura poiesis: si poema loquens pictura est, pictura tacitum poema esse debet” (ne scrisse per primo, ed era il VI secolo a. C., Simonide di Ceo; e fu Leonardo da Vinci a riprenderlo) ed a confrontarsi, al tempo, con l’ulteriore “Uno” della sintonia fra Occidente ed Oriente al di là di confini e trincee, vuole, può e sa ragionevolmente interfacciare anche con quel “taijitu” taoista che, per l’icastico posizionare, nella circolarità del suo arcaico simbolo, le denotazioni del Principio Femminile Yin e del Principio Maschile Yang anche come vestiboli di tutte le loro multiespressive connotazioni dualistiche, in lei rivive duttile, persistente appiglio / approdo del cogitare e del configurare.

Ed è proprio grazie a questa contestuale decantazione di consapevolezze che Graziella, sfavillante protagonista dell’Arte italiana, anche in questo prezioso evento espositivo torna ad offrirci l’alto privilegio “cortese” d’innamorarci delle sue assemblanti concordanze di Sublime e d’Eterno in cui Eros trionfa sia nel suo “trobar leu” (“chiaro poetare”) sulle tele, per seducenti microstorie dell’Anima fra Liturgie d’Incantamento in rarefatta “levitas” di Volti e Corpi a duettare, purissimi, anche su invisibili pentagrammi di sonanze “haiku”, reincarnazioni “cortesi” del “tajitu” ed icone del non-finito “zen”, sia nel “trobar clus” (“oscuro poetare”) di calcografie in cui segni, simboli, visioni e presentificazioni del riferire traslante narrano, invece, di supremazie della Carne “strictu sensu” intesa. L’arte della Parlagreco diviene anch’essa, quindi, e pur se in soluzioni compositive differenziate, “unicum” e grembo unico di respiri della stessa aria vitale, per dolcissime carezze su archi di fianchi, prestidigitazioni di mani che indovinano e catturano desideri, sguardi profondi a duellare in “cortese” tenzone di fascino con orecchini e panneggi; o per promesse e dialoghi muti fra mitezze e vigorie di posture, inebrianti abbracci all’incrociarsi di suoni e di danze dall’arcano vibrare d’alchimie, labbra chiuse ma eloquenti ad impetrare attrazioni fatali e fatate; o, ancora, per inesplicabili trame dietro cappelli e velette, esotismi di panneggi per divinizzatrici complicità su fulgori ammalianti e abbacinanti di volti, sguardi ed “attimi fuggenti” cui dichiarare tormento ed estasi; o per felini come simboli ancestrali di femminilità tutt’altro che subalterna e genuflessa, carezze che delineano volti e corpi per gesti di desiderio e ri / creazioni di affinità elettive, comprimarietà ottimizzanti di naturalismi simbolici fra vegetazioni, fiori e frutti giammai proibiti, rituali d’autoiniziazione ed invito al sedurre in modi e segni giammai omologati dalle oleografie del “look” e del “fashion”; ed infine, per corpi come sculture di carne a donare turgori / fulgori di lucentezza in sapienti contrasti chiaroscurali, splendidi volti a monodialogare con l’Infinito ed a diventare supporti di sostegno fisici ed emblematici, per affinità e conflitti, antiche attese di cavalieri e nuove gioie di maternità in raffigurazioni soavi e solenni, bagliori di cromie sulle tele (virati su sequenze di gradienti nell’ampia ed altrettanto valida produzione di calcografie), sapienti apparati scenografici sui quali celebrare, ancora e sempre, Liturgie d’Amore e di Purificazione… Di questo ed altro v’incanteranno i segni “cortesi” di Graziella Paolini Parlagreco: e anche per voi sarà subito Amore, “a prima vista”.

Nuccio Mula*

*docente universitario di Fenomenologia dell’Immagine, Teoria della Percezione e Psicologia della Forma all’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento / scrittore, giornalista, componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte

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